Il potere delle parole giuste

Vera Gheno ci fa riflettere su come siamo gli unici esseri viventi a possedere la capacità del linguaggio, ma spesso non ci rendiamo conto di questa capacità. Con le parole rappresentiamo la realtà e con le parole possiamo accarezzare e ferire, convincere e respingere. Ci spingerà ad amare di nuovo la nostra lingua e a riscoprire il potere di usare le parole corrette.

Vera Gheno è una sociolinguista e si occupa da vent’anni di comunicazione mediata dal computer. Insegna all’università di Firenze e tiene corsi sull’etica della comunicazione in scuole, aziende e master universitari. Gestisce il profilo Twitter dell’Accademia della Crusca e collabora con Zanichelli per questioni di lingua e di educazione ai nuovi media. Traduce letteratura dall’ungherese all’italiano. È autrice di due libri: “Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi)” e “Social-linguistica. Italiano e italiani dei social network”.

Credo – Simone Cristicchi

CREDO

«Credo nello sguardo della Gioconda e nei disegni dei bambini. Nell’odore dei panni stesi, del ciambellone e in quello delle mani di mia madre. 
Credo che quando la barbarie diventa normalità, la tenerezza è l’unica insurrezione.


Credo che la vera gioia è riuscire a sentirsi parte di un paesaggio incantevole, pur non essendo altro che un granello di sabbia.
Credo che la lingua di Dio è il silenzio, e il suo corpo la Natura.
Credo che non siano le grandi rivoluzioni o le ideologie, ma i piccoli gesti a cambiare il mondo perché niente è più grande delle piccole cose.
Credo alla potenza del soffione, quel piccolo fiore selvatico che cresce ostinato tra le pieghe dell’asfalto e che anche tra mille difficoltà, riesce comunque a germogliare e a diventare fiore.
Credo che chi non vive il presente, sarà sempre imperfetto. Anche da trapassato. 
Credo che la vera sfida è debuttare ogni giorno, tutto il resto è repertorio.
Credo che chi ha bisogno di nemici, non è in pace con se stesso.
E credo che non sia la bellezza che salverà il mondo, ma siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza.
Credo che non bisogna cercare la felicità, ma solo proteggerla.
Credo che non c’è peggior peccato che non stupirsi più di niente e che tutta l’intelligenza e la cultura del mondo resti muta e si inchini davanti a questo grande mistero, al miracolo di questa vita che va avanti, nonostante tutto, che non si ferma, che si trasforma ogni secondo.
Perché la vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere.»

Simone

Aforismi sul telefono

Ascoltiamo troppo il telefono e ascoltiamo troppo poco la natura. Il vento è uno dei miei suoni. Un suono solitario, forse, ma rilassante. Ognuno di noi dovrebbe avere il proprio suono personale e il suo ascolto dovrebbe renderlo euforico e vivo, o silenzioso e tranquillo… È un dato di fatto, uno dei suoni più importanti – e per me il suono per definizione – è il totale, assoluto silenzio.
(André Kostelanetz)

Dedica San Valentino

La canzone simbolo della festa degli innamorati

Non abbiam bisogno di parole
Adesso vieni qui
E chiudi dolcemente gli occhi tuoi
Vedrai che la tristezza passerà
Il resto poi chissà
Verrà domani

Voglio star con te
Baciare le tue labbra dirti che
In questo tempo dove tutto passa
Dove tutto cambia
Noi siamo ancora qua

E non abbiam bisogno di parole
Per spiegare quello che è nascosto in fondo al nostro cuore
Ma ti solleverò
Tutte le volte che cadrai
E raccoglierò i tuoi fiori che per strada perderai
E seguirò il tuo volo
Senza interferire mai
Perché quello che voglio
È stare insieme a te
Senza catene
Stare insieme a te

Vieni più vicino
E sciogli i tuoi capelli, amore mio
Il sole ti accarezza
Ti accarezzo anch’io
E tu sei una rosa rossa

Vieni più vicino
Accendi questo fuoco amore mio
E bruceranno tutte le paure
Adesso lasciati andare

E non abbiam bisogno di parole
Per spiegare quello che è nascosto in fondo al nostro cuore
Ma ti solleverò
Tutte le volte che cadrai
E raccoglierò i tuoi fiori che per strada perderai
E seguirò il tuo volo
Senza interferire mai
Perché quello che voglio
È stare insieme a te
Senza catene
Stare insieme a te
Ma ti solleverò

Tutte le volte che cadrai
E raccoglierò i tuoi fiori che per strada perderai
E seguirò il tuo volo
Senza interferire mai
Perché quello che voglio
È stare insieme a te
Senza catene
Stare insieme a te
Compositori: Rosalino Cellamare

Il tuo sorriso

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amore mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchina
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morirei.

Pablo Neruda