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Il mio sguardo è nitido come un girasole – Pessoa

Il mio sguardo è nitido come un girasole.
Ho l’abitudine di camminare per le strade
guardando a destra e a sinistra
e talvolta guardando dietro di me…
E ciò che vedo a ogni momento
è ciò che non avevo mai visto prima,
e so accorgermene molto bene.
So avere lo stupore essenziale
che avrebbe un bambino se, nel nascere,
si accorgesse che è nato davvero…
Mi sento nascere a ogni momento
per l’eterna novità del Mondo…

Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire…
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
(pensare è un’infermità degli occhi)
ma per guardarlo ed essere in armonia con esso…

Io non ho filosofia: ho sensi.
Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
ma perché l’amo, e l’amo per questo
perché chi ama non sa mai quello che ama,
né sa perché ama, né cosa sia amare…

Amare è l’eterna innocenza,
e l’unica innocenza è non pensare…

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“Specchio”- Salvatore Quasimodo

“Ed ecco sul tronco
si rompono gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul botro.

E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era.”

Con gli occhi di un bambino – Eros Ramazzotti

Il mondo visto con gli occhi di un bambino
è un grande circo
in un giorno pieno si sereno
ed è così che guardo te
con quella stessa intensità
e con il viso acceso di curiosità
e mi ricordo un magico natale
il nuovo gioco
che quasi non volevo toccare
ed è così che vedo te
e con la stessa meraviglia
ho spalancato il mio
sguardo su di te
io, io sai, non parlo molto
ma i miei occhi, il mio volto
dicono le cose che nessuna voce può spiegare
se capisci mi conosci
e potrai trovarmi meglio
nelle mie infinite solitudini
se voglio un po’ nascondermi
distendermi
capelli d’oro passava ogni mattina
e avevo dentro
un tuono mai sentito prima
ed è così che sento te
con quell’identica poesia
con quell’ingenuità
che ancora è un poco mia
io, io sai, non parlo molto
io se mai, se vuoi, ti ascolto
dimmi le parole che coi miei silenzi van d’accordo
se capisco, ti conosco
e saprò trovarti quando
dalle mie profonde solitudini riemergo
per un attimo
un attimo
se mi capisci, già mi conosci
e potrai trovarmi meglio
nelle mie infinite solitudini
se voglio un po’ nascondermi
distendermi
proteggermi

Chissà Se Lo Sai? – Dalla – Cellamare

Ti ho guardato e per il momento
non esistono due occhi come i tuoi
cosi’ neri, cosi’ soli che
se mi guardi ancora e non li muovi
diventan belli anche i miei
e si capisce da come ridi che
fai finta e che non capisci, non vuoi guai
ma ti giuro che per quella bocca che
che quando ti guardo diventa rossa
morirei.
chissa’ se lo sai?
chissa’ se lo sai?
forse tu non lo sai
no, tu non lo sai.
cosi’ parliamo delle distanze, del cielo,
e di dove va a dormire la luna quando esce il sole
chissa’ come era la terra prima che ci fosse l’amore
e sotto quale stella, tra mille anni, se ci sara’ una stella ci si potra’ abbracciare?
e poi la notte col suo silenzio regolare
quel silenzio che a volte sembra la morte
mi da il coraggio di parlare
e di dirti tranquillamente,
di dirtelo finalmente
che ti amo
e che di amarti non smettero’ mai.
cosi’ adesso lo sai, cosi’ adesso lo sai.