Lo Stato non funziona per colpa dei politici?

 

webeducationSelezionare politici validi è il primo passo per una democrazia migliore in Italia. Se qualcuno viene a chiedervi il voto per le prossime elezioni politiche potete far vedere questo video e spiegare alla “casta” che non devono passare il tempo solo a pensare alle proprie poltrone.

 

 

 

 

Buon Natale ai parenti delle vittime

Lo Stato siamo noi. Noi terrestri che parteggiamo per la verità. I neopartigiani che credono che la verità debba ancora venire fuori e che la macchina politica nasconda persone che sanno e che non parlano. Buon Natale a tutti i militanti antimafia che veramente nei fatti cercano di sconfiggere questo mostro generato dall’assenza dello Stato in territori chiave del nostro Paese.

Buon Natale a chi da 25 anni è stato privato degli affetti più cari e che noi non dimentichiamo.

#neopartigiani Prima i terrestri!

Edulibera

Se sei un leghista devi conoscere questa storia

Massacro di Pontelandolfo e Casalduni

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Massacro di Pontelandolfo e Casalduni
Stato Italia Italia
Luogo Pontelandolfo e CasalduniProvincia di Benevento
Obiettivo Popolazione civile dei due comuni
Data 14 agosto 1861
Morti 13, secondo le fonti parrocchiali ed una lettera d’epoca ritrovata nel 2016[1][2]; stimato da 100 a più di 1000 da alcuni autori contemporanei[3]
Responsabili Bersaglieri italiani
Motivazione Precedente strage di soldati italiani a opera di “briganti” e cittadini del posto

Il massacro di Pontelandolfo e Casalduni fu una strage di rappresaglia compiuta dal Regio Esercito italiano ai danni della popolazione civile dei due comuni in data 14 agosto 1861.

La decisione di eseguire la rappresaglia fu presa in seguito al precedente massacro di 45 militari dell’esercito unitario (un ufficiale, quaranta fanti del 36° e quattro carabinieri), catturati alcuni giorni prima da alcuni briganti e contadini del posto. I due piccoli centri vennero quasi rasi al suolo, lasciando circa 3.000 persone senza dimora[4]. Il numero di vittime è tuttora incerto, ma Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella riportano che alcuni autori lo stimano compreso fra il centinaio e il migliaio[3].

Sulla base della lettura dei registri parrocchiali della chiesa della Santissima Annunziata ove sarebbero annotati dal canonico Pietro Biondi e dal canonico Michelangelo Caterini (firmatario degli atti di morte) i nomi dei morti, le modalità della loro morte e il luogo del seppellimento: 13 persone (undici uomini e due donne) sarebbero morte durante il giorno stesso della strage (dieci direttamente uccisi e due nel rogo delle case) e una tredicesima morì il giorno seguente.[2]

Il numero di 13 morti viene confermato nel 2016 dalla scoperta di una lettera d’epoca datata 3 settembre 1861 pubblicata sulla rivista Frammenti del Centro culturale per lo studio della civiltà contadina nel Sannio con sede in Campolattaro. L’autrice della lettera è la signora Carolina Lombardi, originaria di Pontelandolfo, sposata con don Salvadore Tedeschi, speziale in Campolattaro.[1]

Ho ritrovato la laurea del ministro Fedeli!

Quando il modello fake news lo usa il governo per abbellire posizioni di rilievo come quello del ministro dell’istruzione allora molto probabilmente il ruolo della politica sta cambiando direzione. Non è importante che la ministra non abbia la laurea. È fondamentale che le bugie di Stato che hanno le gambe corte facciano sfacciatamente la loro apparizione sui siti istituzionali. Eccellenza è riuscire a cogliere nei colleghi di una delle persone che ha in mano il futuro dei giovani italiani un imbarazzo leggero leggero ma la totale condivisione della logica della casta. Si spartiscono poltrone e non pensano che l’opinione pubblica conti qualcosa. Il senso della vita è svegliare gli italiani ricordando che ognuno di noi può prendere esempio da Serpico.