La solitudine… È nato in Gran Bretagna il Ministero per la Solitudine

La solitudine è sofferenza maledetta non quando si è soli
ma quando si ha il sentimento di contar niente per nessuno.
(Enzo Bianchi)

La notizia della creazione di un Ministero per la Solitudine nel Regno Unito ha stupito molti. La cosa ha anche fatto sorridere alcuni che si sono chiesti se davvero ci fosse bisogno di un ministro dedicato a quella che la Premier britannica ha definito, nel suo annuncio, “una triste realtà della società moderna”. Eppure anni di ricerche dimostrano che la solitudine sta rapidamente diventando uno dei problemi sociali più importanti e insidiosi .
Leggi il resto qui
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/2018/01/22/di-solitudine-si-muore-in-gran-bretagna-e-nato-il-ministero-e-altrove/4107864/amp/

Annunci

Non sono solo – Francesco Paolo Vinciguerra

cristo sofferente

Nel profondo della meditazione,

volgo lo sguardo alla statua del Cristo.

E mi accorgo di non essere solo…

Una sensazione di dolce brivido assale

la mia carne.

Un abbraccio profondo stringe il mio cuore.

Una carezza velata avvolge l’anima mia.

E sempre di più mi accorgo di non

essere solo…

Nell’aria si spande un profumo di comunicazione.

Il mio sguardo, il Suo sguardo…

Commosso sono caduto in ginocchio.

E, pervaso d’amore, molte lacrime rigano il mio

volto.

Ora mi accorgo che, certamente,

non sono solo.

 

cristo sofferente
Statua raffigurante Cristo sofferente – Castello di Morigerati – Ph. Marco Costanzo

 

Uscire da se stessi.

E come avrai qualcosa da raccontare, qualche cosa che sia nuovo se non ti butti oltre te stessa?

Non è che il viaggiare produca automaticamente l’effetto anti solitudine, ma è l’atteggiamento di andare, di mettersi in cammino che ti costringe ad uscire da te stessa, a guardare oltre al vuoto che ti porti dentro.

Dico viaggiare nel senso di assumere vita e storia degli altri, penetrare nell’esistenza di altri popoli, usi, costumi, culture.

Uscire da se stessi è un’operazione purificatrice.

Qualche cosa che arricchisce e sfama la nostra fame di umanità.

Ma come mettere sulla carta e farci stare in misere parole quello che provo e vorrei comunicarti?

sempre tuo zio.

(Fausto Marinetti da lettere per una nipote)

Citazioni – Martha Medeiros

“Stare con qualcuno unicamente per non restare da solo è solitudine amministrata male.”

Martha Medeiros è una giornalista e scrittrice brasiliana, autrice della poesia “Ode alla vita” più comunemente conosciuta come “Lentamente muore” ed erroneamente attribuita a Pablo Neruda.

Lontano da me- Mara

È sulla salita appena iniziata
che hai deciso di lasciare la mia mano
Non una parola.
Non un gesto.
Solo il silenzio,
che mi accompagna
piano,
sordo,
timido.
Sembra quasi che abbia paura di disturbare
il mio cuore che piange
e che ti guarda andare via
veloce,
lontano da me.

Senza di te tornavo – poesia di Pier Paolo Pasolini

Senza di te tornavo,
come ebbro,
non più capace d’esser solo,
a sera
quando le stanche nuvole dileguano
nel buio incerto.
Mille volte son stato così solo
dacché son vivo, e mille uguali sere
m’hanno oscurato agli occhi l’erba, i monti
le campagne, le nuvole.
Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
della fatale sera.
Ed ora, ebbro,
torno senza di te, e al mio fianco
c’è solo l’ombra.
E mi sarai lontano mille volte,
e poi, per sempre. Io non so frenare
quest’angoscia che monta dentro al seno;
essere solo.

Senza di te tornavo – poesia sulla solitudine di Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini
Image via Wikipedia

Senza di te tornavo, come ebbro,
non più capace d’esser solo, a sera
quando le stanche nuvole dileguano
nel buio incerto.
Mille volte son stato così solo
dacché son vivo, e mille uguali sere
m’hanno oscurato agli occhi l’erba, i monti
le campagne, le nuvole.
Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
della fatale sera. Ed ora, ebbro,
torno senza di te, e al mio fianco
c’è solo l’ombra.
E mi sarai lontano mille volte,
e poi, per sempre. Io non so frenare
quest’angoscia che monta dentro al seno;
essere solo.

Tu non sei sola – Michael Jackson

Un altro giorno è andato
Io sono ancora tutto solo
Come può essere
Tu non sei qui con me
Non hai mai detto arrivederci
Qualcuno mi dica perchè
Sei dovuta andare
lasciando il mio mondo così freddo
RITORNELLO 1:
Ogni giorno mi siedo e mi chiedo
Come l’amore è sgusciato
Qualcosa mi sussurra all’ orecchio e dice
Che tu non sei sola
Perchè io sono qui con te
Anche se tu sei lontana
Io sono qui per restare
RITORNELLO 2:
Tu non sei sola
Io sono qui con te
Anche se tu sei lontana
Sei sempre nel mio cuore
Tutto solo
Perchè, solo
Proprio l’altra notte
Pensavo di averti sentito piangere
mentre mi chiedevi di venire
E stringerti tra le mie braccia
Posso sentire le tue preghiere
Il fardello che sosterrò
Ma prima ho bisogno della tua mano
Poi per sempre può iniziare
RITORNELLO 1
RITORNELLO 2
Sussurra tre parole e io verrò correndo..volo
E ragazza tu sai che
Io sarò lì
Io sarò lì
RITORNELLO 2


Testo in inglese

Another day has gone
I’m still all alone
How could this be
You’re not here with me
You never said goodbye
Someone tell me why
Did you have to go
And leave my world so cold
Chorus 1:
Everyday I sit and ask myself
How did love slip away
Something whispers in my ear and says
That you are not alone
For I am here with you
Though you’re far away
I am here to stay
Chorus 2:
You are not alone
I am here with you
Though we’re far apart
You’re always in my heart
You are not alone
All alone
Why, alone
Just the other night
I thought I heard you cry
Asking me to come
And hold you in my arms
I can hear your prayers
Your burdens I will bear
But first I need your hand
Then forever can begin
Chorus 1
Chorus 2
Whisper three words and I’ll come runnin’
And girl you know that
I’ll be there
I’ll be there
Chorus 2
(Repeat – ad lib to end)

Grazie a http://michaeljacksonredelpop.blogspot.com/2008/12/testo-e-traduzione-you-are-not-alone.html

Fango – Jovanotti

Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo

sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall’alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l’unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l’odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c’è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l’unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l’appetito la sete l’evoluzione in atto
l’energia che si scatena in un contatto

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

Invocazione alla mummia – Antonin Artaud

Queste narici di pelle e d’ossa
dove iniziano le tenebre
dell’assoluto e il dipinto di queste labbra
che tu chiudi come un tendaggio

E quest’oro che ti scivola in sogno
spogliandoti la vita delle ossa
e i fiori di questo sguardo finto
da cui raggiungi la luce

Mummia le mani affusolate
ti rivoltano i visceri,
queste mani in cui l’ombra spaventosa
prende figura d’uccello

Tutto ciò di cui s’adorna la morte
come per un rito vago,
queste chiacchiere d’ombra e l’oro
in cui nuotano i tuoi neri visceri

E’ là che ti raggiungo,
lungo la strada calcinata di vene
e il tuo oro è come le mie pene,
peggiore testimone e più sicuro.

 

Per conoscere di più di questo autore leggi la pagina a lui dedicata su Wikipedia

da Taccuino d’Amore – Wislawa Szimborska

“Un amore felice. E’ normale?
è serio? E’ utile?
Che se ne fa il mondo di due esseri che non vedono il mondo?

Innalzati l’uno vero l’altro senza alcun merito (…)

Guardate i due felici:
se almeno dissumulassero un po’,
si fingessero depressi, confortando così gli amici!
Sentite come ridono – è un insulto! (…)
E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,
quei bizzarri doveri reciproci che s’inventano –
sembra un complotto alle spalle dell’umanità!

E’ difficile immaginare dove si finirebbe
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe restare più nel cerchio?

Un amore felice. Ma è necessario?
Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come di uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
càpita, in fondo, di rado.

Chi non conosce l’amore felice
dica pure che in nessun luogo esiste l’amore felice.
Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.