#aforismi – A cosa servono i sogni

Non sono niente. | Non sarò mai niente. | Non posso voler essere niente. | A parte ciò, ho in me tutti i sogni del mondo.
David face.png Fernando Pessoa

 

 

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Citazioni – Paulo Coelho da “Il Vincitore è solo”

Aveva bisogno delle ali. Esse ci mostrano gli orizzonti sconfinati dell’immaginazione, ci avvicinano ai nostri sogni, ci conducono in luoghi distanti. Sono le ali che ci consentono di conoscere le radici dei nostri simili e di apprendere con essi. Aveva bisogno delle ali. Esse ci mostrano gli orizzonti sconfinati dell’immaginazione.

L’ultima lezione di Randy Pausch: realizzare i sogni dell’infanzia

10 minuti di una intensità che difficilmente si trova in altri video. La lezione di quest’uomo coraggioso dovrebbe guidare tutte le nostre azioni quotidiane.

Troppo spesso dimentichiamo che la nostra vita è decisa dalle nostre azioni. Le nostre azioni sono decise dai nostri valori e dal senso che diamo alla nostra vita.

Pausch ha tenuto la sua ultima lezione pubblica, la “Last Lecture” intitolata “Realizzate i Vostri Sogni d’Infanzia” (“Really Achieving Your Childhood Dreams”), presso la Carnegie Mellon University il 18 settembre 2007. Pausch ha tenuto la sua “Last Lecture” in seguito ad una serie di lezioni in cui prestigiosi accademici hanno dibattuto sul tema di un ipotetico “esposto finale” sulla base della precisa domanda “quale massima provereste a comunicare al mondo se sapeste di avere un’ultima possibilità di farlo?”.

 

 

Randy Pausch, nome completo Randolph Frederick Pausch (Baltimore, 23 ottobre 1960Chesapeake, 25 luglio 2008), è stato un informatico statunitense.

Era professore di informatica, interazione uomo-computer e design presso la Carnegie Mellon University (CMU) di Pittsburgh, Pennsylvania.

Il 19 settembre 2006, gli è stato diagnosticato un cancro al pancreas metastatizzato. Sottoposto a intervento chirurgico palliativo e chemioterapia, è rimasto attivo e vigoroso fino alla fine del 2007. È morto all’alba del 25 luglio 2008.

fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Randy_Pausch

 

 


corso internet

 

 

Il tramonto della Luna di Ilaria Zof

O Selene, che appari tra la bruma,
tu, che rispecchi la tua luce bianca
su quest’abisso, dove si consuma,
la fragile mia vita, vuota e stanca,
svelami, del tuo cammino errabondo
e del tuo fulgore, i nascosti misteri;
narrami del tuo vagar per il mondo
per catturar speranze e desideri.
Raccontami perché, timida Luna
quando mi volto e mi guardo all’indietro,
ciò che m’appare, al di là della duna
è la fioca luce d’un sole di vetro;
e mentre muore l’eco della risacca
mi rivedo camminar sulla spiaggia,
lì, dove la terra l’acqua distacca,
dove la marea sbatte, selvaggia,
e lascia una scura cicatrice informe,
che in un attimo è rapita dal vento
e si mescola alle pesanti mie orme
sull’arena dai riflessi d’argento.
Scorgo nel cielo nuvole di fiele,
e in mare i bagliori della mia rabbia,
nel rivedere lui, labbra di miele,
coglier per me conchiglie sulla sabbia;
e l’anima mia è trafitta da gran pena,
nel ripensare ai nostri corpi uniti
mentre rotolavamo nella rena
gettando lontano i nostri vestiti.
E muoio dentro, mentre abbasso lo sguardo,
ebbra del chiarore di un’alba grigia,
allorché, delusa e impotente, guardo
i miei sogni infrangersi sulla battigia.

Le isole fortunate – poesia di Pessoa

Quale voce viene sul suono delle onde
che non è la voce del mare?
E’ la voce di qualcuno che ci parla,
ma che, se ascoltiamo, tace,
proprio per esserci messi ad ascoltare.
E solo se, mezzo addormentati,
udiamo senza sapere che udiamo,
essa ci parla della speranza
verso la quale, come un bambino
che dorme, dormendo sorridiamo.
Sono isole fortunate,
sono terre che non hanno luogo,
dove il Re vive aspettando.
Ma, se vi andiamo destando,
tace la voce, e solo c’è il mare.
Stanca Essere
Stanca essere, sentire duole,
pensare distrugge.
Estranea a noi e fuori,
frana l’ora e tutto in essa frana.
Inutilmente l’anima piange.
A cosa serve? E cosa deve servire?
Abbozzo pallido e lieve
del sole invernale che ride sul mio letto…
Vago sussurro breve.
Delle piccole voci con cui il mattino
si desta,della futile promessa
del giorno,morta sul nascere,
nella speranza assurda e remota
nella quale l’anima confida.
Nulla mi lega a nulla.
Voglio cinquanta cose
allo stesso tempo.
Bramo con un’angoscia
di fame di carne
quel che non so cosa sia-
definitivamente l’indefinito.
Dormo irrequieto
e vivo in un irrequieto sognare
di chi dorme irrequieto,
mezzo sognando.

Di sera di Angela Petriccione

I ROSSI FIORI DI MORFEO

Nella calma silenziosa della sera

alfine incontro me stessa

Lo sguardo assorto nell’aere

scruta trascorse scene

Il film di mia vita

proiettato all’infinito

Il pensiero vaga appassionato

Ricerca gli attimi vissuti e obliati

pria svelati da un minuscolo ritratto

che mi ha fascinata

Ha toni incolori

mai l’ho veduto finora

Persone care nel pieno degli anni

ed io intenta coi miei compagni d’età

Aspiro l’aria per risentire i profumi

dei lontani luoghi della memoria

Tendo l’udito per avvertire i richiami

in altra dimensione

oltre il silenzio più assoluto.

Colgo le voci

prendono forma tenui presenze

Continua a ritroso il tempo andato

sui binari della nostalgia

Infonde un senso di pace stasera

Le palpebre or sfiorate

dai rossi fiori di Morfeo

continuano a donarmi

le realistiche illusioni

nel mentre socchiudo

 gli occhi intorpiditi…

Fino a domani…

se Dio vuole!

(Angela Petriccione)

Come il soffio dei ricordi di Angela Petriccione

Come suoni voci d’infanzia

Or riaffiorano nella mente

La giostra cingeva col vento

Ed il cuore fermo in gola

Sì lo assaporava lento

Voci che lievi dal passato

Son incise nella memoria

Come legni consunti assi

Che sospendevano il cielo

In alto al finir del volo

 Lungo il tempo di un soldo

E sciami di olmi fruscianti

Al vento alteri svettanti

Erano ombra e riparo

Nenia dei meriggi silenti

Nel verde nativo immersi

Dove i racconti antichi

Perpetuavano gli incanti

Come sogni immaginati

Da giovani fiori in boccio

Che avidi si schiudevano

E con la gioia colmavano

La vita come uno scrigno

Che ancora oggi si riapre

Nell’ascoltare dolci note

Così trasparenti lontane

Così suadenti ma distanti

Come il soffio dei ricordi

 

Angela Petriccione

Sempre di Laura Bruschini

Il silenzio della notte mi avvolge

Tutto tace

Tutto respira

Nell’oscurità si distinguono i sogni

Si accarezzano desideri

Si manifestano debolezze

Si ricevono emozioni

Nel buio scorrono veloci pensieri mai assopiti

Si rincorrono speranze

Il chiarore dell’alba mi sorprende

Tutto vive

Tutto colora

Il giorno spegne la luce sulla notte

Tutto rivive per una unica volta

Passo dopo passo

Passi sempre nuovi

Ieri è ancora oggi

Oggi come sarà anche domani

Sempre presente

Sempre notte e giorno

Poi ancora giorno e notte

Sempre vita viva

(Laura Bruschini)

Sogni irreali di Laura Bruschini

Forse era un momento vissuto in un sogno

Oppure era un sogno vissuto come un momento

Una vita immaginaria

Un sogno reale

Trasporta l’attenzione dove la mente vuole

Abbraccia l’anima e la leva dalla materia

Mentre salgono i pensieri, i desideri

Si accentuano le speranze

Eppure tutto è fermo

Tutto tace

Silenziose parole

Leggeri sospiri

Delicate attenzioni

Mai sospinte oltre

Volute e temute

Come realtà dimenticata

Un sogno invero nascosto

Eppure sperato

(Laura Bruschini)