Umanità

L’ho toccata con mano l’umanità,
chiacchierando con le persone
che come me facevano la fila
davanti alla gastronomia.
Persone mai viste ma legate
dalla stessa situazione.
E lasciavo che il vento
mi spettinasse, lo stesso vento
al quale prima con i capelli ingessati
non era permesso nemmeno soffiare.
E mentre il sole mi baciava
la mascherina, ho ringraziato
dentro di me il Signore
per il dono della VITA che tanti, troppi
non avevano più.

Sandra Greggio

Ghirlande di versi

Ghirlande di versi

Scorrevano come fiumi
le parole formando ghirlande
di versi tra loro intrecciati
come corpi di amanti.
Tante cose avevano da dirsi,
tanti abbracci e baci da scambiarsi.
Ora i fiumi sono in secca
attanagliati da un morbo
che li minaccia.
Non più abbracci tra innamorati,
solo dolci sguardi intensi
che non sono pericolosi
ma fanno tanto bene al cuore.
Riscopriremo il valore dei gesti e
il guardarsi da lontano sarà
d’ora il poi il modo per dirsi:
Ti amo.

Sandra Greggio

Il Natale secondo me

Non è solo mia la vita.
È di chi me l’ha donata
e che ogni giorno ringrazio.
Non posso vedere il Suo volto
ma me lo immagino luminoso,
un punto di luce che
il tuo sguardo non può sostenere
una luce che si estende ovunque.
E qui sulla terra?
“Dio Dio implorava l’innominato
Dov’è questo Dio?”.
Ma ce lo abbiamo nel cuore
e Lo vediamo ogni giorno
nel volto di chi soffre.
Ecco dove si manifesta quel Bimbo
che tra poco verrà sulla terra
povero tra i poveri.
Questa è la mia realtà
priva di retorica e piena d’Amore.

Sandra Greggio

Profanazione

Giorni mesti
in cui quei fiori colorati
delle più varie forme e sfumature
costituiscono una nota stonata.
E’ il momento del ricordo
di chi non è più tra noi
se non nelle labbra
di chi profana le tombe
con parole anch’esse stonate.
Di troppo.
Serriamo la bocca.
Solo occhi e cuore
hanno diritto di parlare.
Entrambi senza parole,
come i nostri cari
hanno diritto che sia.
Nel chiuso della loro dimora
in quelle foto sbiadite
dal tempo e dall’oblio
ce lo chiedono.
Ascoltiamole.
Prima che ci caccino
come i mercanti dal tempio.

Sandra Greggio

La voce del vento

E’ da tanto che più non sono
il suo primo e ultimo pensiero.
Eppure un tempo c’è stato
in cui poesie e messaggi
non si contavano.
E più bella di tutto
la romantica buonanotte
talmente bella che ogni donna
almeno una volta nella vita
vorrebbe averla ricevuta.

Ora altrove soffia il vento.
Più non ho le sue carezze
ma soprattutto più non sento
la suadente sua voce.

Sandra Greggio

Domenica

Ho percorso la stradina
Più ripida per arrivare
Fino alla Tua dimora
Nel giorno a Te dedicato.
Non ho avvertito fatica
Perché il suono delle campane
Mi guidava e mi incoraggiava.
Non l’ho fatto per farmi
Vedere brava o avere merito
Ma unicamente per sentire
La Tua Parola fonte di vita.
Perché tu fai crescere
I fiori più belli tra le pietre più aride.

Sandra Greggio

Soavità

Anche nel lasciarsi andare
cè una sua soave bellezza.
Immaginarsi portata dal fiume
attraverso fresche vallate,

lasciarsi trasportare dal mare
stesa su di lui baciata dal sole,
leggere un libro e assopirsi,
ascoltare musica e sognare.

Perdersi a guardare il firmamento,
inebriarsi del profumo dei fiori.
Anche lasciarsi andare è soave
ed è quasi simile a sentirsi svenire

Sandra Greggio

Eden

Sono entrata in un giardino
meraviglioso ma a me proibito
eppure non provavo alcuna vergogna
mi muovevo disinvolta
raccogliendo fiori e respirando
il loro intenso profumo.
Ero serena e felice, gioiosa
di essere in quel luogo
per me magico e quasi fatato.
A piedi scalzi camminavo
sull’erba soffice senza lasciare
orme del mio passaggio
tanto che nessuno si accorse di me.

Perché non ero creatura
terrestre ma avevo le ali.

Sandra Greggio

È una vita che ti cerco

È una vita che ti cerco
Amore mio
Ad occhi aperti di giorno
Frugo in tutti gli angoli
Dove potrei trovarti
Dentro un giardino
In cerca di frescura
Tra i rami degli alberi
O dentro la corolla di un fiore
Si perché anche là potresti essere
Con la tua empatia
Di notte con occhi sognanti
Ti cerco tra le stelle lucenti
O sulla falce di luna che ti culla
È una vita che ti cerco
Amore mio
Ma dove ti nascondi?
Dentro di me sei
Perché io ti ho inventato
E solo così posso amarti

Sandra Greggio

Acrobati – Sandra Greggio

Camminiamo su una fune
Siamo acrobati che fanno
Di tutto per restare in equilibrio
Ci sono quelli che riescono
Altri che ogni tanto scivolano
Ma il filo rimane intatto
Non cede né si incrina
Perché quel filo è la vita
Che non possiamo eliminare
Obbligatorio se si scivola
Rialzarsi e riprendere il cammino
Piano piano in punta dei piedi
Per evitare di sprofondare nel vuoto.