Spiritualità

Pian piano ti lascerò
entrare nella mia anima,
ti renderò partecipe
dei suoi più reconditi
segreti, capirai il perché
di una mia lacrima,
di un mio sorriso.
Ti si spalancherà
la porta della mia malinconia,
vivrai con me la bellezza
di un tramonto e di una notte
stellata e non sarà necessario
aspettare una stella cadente
per esaudire il mio desiderio
perché sarai già dentro di me,
parte di me.
Per sempre.

Sandra Greggio

Artista Angelo Accardi – ciclo Blend

Chi sono gli angeli

ANGELI
di Anselm Grün
(monaco benedettino tedesco)

Spesso diciamo a qualcuno: “Tu per me sei un angelo.
Sei arrivato proprio al momento giusto.
Quando ti sono vicino mi sento bene.
Tu mi fai stare bene”.
Un marito dice alla moglie: “Tu per me sei un angelo.
Grazie a te sono entrato in contatto con l’amore che è in me, ma che per tanto tempo non ho lasciato venire in superficie.
Grazie a te la mia vita si è arricchita”.
I genitori dicono al figlio: “Tu sei un angelo.
Porti una tale freschezza, leggerezza e vivacità nella nostra vita”.

Quando diciamo frasi come questa, non le intendiamo solo in senso simbolico Infatti possiamo davvero diventare angeli gli uni per gli altri.
Gli angeli — come afferma la dogmatica della Chiesa —sono esseri spirituali creati, sono potenze personali.
E in quanto tali possono essere percepiti.
Gli angeli sono sempre messaggeri che Dio ci invia.
Può trattarsi di persone che parlano con noi in determinati momenti, o che a un certo punto compaiono nella nostra vita può trattarsi di impulsi interiori che richiamano la nostra attenzione su qualcosa di particolare.
Gli angeli possono essere anche semplici esperienze che facciamo e che non siamo capaci di descrivere in modo appropriato.
Quando schiacciamo all’ultimo momento il pedale del freno perché la macchina davanti a noi svolta a sinistra senza mettere la freccia, abbiamo l’impressione che un angelo ci abbia protetti e ci abbia fatto evitare un incidente.
Ci ha permesso di reagire rapidamente.
Posso raccontare per esempio anche un altro episodio, riportatomi da un’insegnante: dopo una riunione dei docenti, sovrappensiero, era entrata in una classe che non era la sua.
Fatalità, il professore che era lì presente aveva avuto un collasso proprio in quel momento.
Per questo collega, l’insegnante in quel momento fu un angelo Dio l’aveva mandata da lui.
Lei non aveva assolutamente idea del perché fosse entrata proprio in quella classe.
Ecco perché possiamo essere certi che sia stato un angelo a guidarla fin là.
L’angelo l’ha spinta ad entrare in quella classe.

(da: “Tu sei un angelo per me”)

ANGELS
by Anselm Grün
(German Benedictine monk)

We often say to someone: “You are an angel to me.
You arrived at just the right time.
When I am near you I feel good.
You make me feel good “.
A husband tells his wife: “You are an angel to me.
Thanks to you I came into contact with the love that is in me, but for so long I didn’t let it come to the surface.
Thanks to you my life has been enriched “.
Parents tell their son: “You are an angel.
Bring such freshness, lightness and vivacity into our lives “.

When we say sentences like this, we don’t mean them only in a symbolic sense. In fact we can really become angels for each other.
The angels – as the dogmatic of the Church affirms – are created spiritual beings, they are personal powers.
And as such they can be perceived.
Angels are always messengers that God sends us.
They may be people who talk to us at certain times, or who at some point appear in our lives may be inner impulses that call our attention to something particular.
Angels can also be simple experiences that we do and we are not able to describe appropriately. When we press the brake pedal at the last minute because the car in front of us turns to the left without putting the arrow, we get the impression that an angel has protected us and made us avoid an accident.
It allowed us to react quickly.
For example, I can also tell you about another episode, reported to me by a teacher: after a meeting of teachers, she had entered a class that was not her own.
Fatality, the professor who was there had collapsed just then.
For this colleague, the teacher at that time was an angel. God had sent her to him.
She had absolutely no idea why she had entered that class.
That is why we can be sure that it was an angel who guided her there.
The angel urged her to enter that class.

(from: “You are an angel to me”)

L’animo umano

Ho imparato dove nasce
e tramonta il sole
i nomi delle piante e dei fiori.
Ho imparato a capire il
comportamento degli animali
le fasi lunari e il nome
delle costellazioni.
Tanti aspetti ho preso in
considerazione e tanti libri
mi hanno permesso di ampliare
la mia conoscenza ma sempre
avvertivo che qualcosa mi
mancava e insoddisfatta
cercavo di trovarlo in ogni
ambito della scibile.

Era la conoscenza della meraviglia delle meraviglie del perché
dell’esistenza tutta .
Era la conoscenza dell’animo umano
imperscrutabile e misterioso.

Sandra Greggio

Solo il tuo cuore appassionato

Solo il tuo cuore appassionato
e niente più.
Il mio paradiso un campo
senza usignolo
né lire,
con un lento corso d’acqua
e una piccola sorgente.
Senza il fruscio del vento
tra i rami,
né la stella che desidera
esser foglia.
Una immensa luce
che fosse
lucciola
di un’altra,
in un campo
di sguardi evanescenti.
Una limpida quiete
e i nostri baci là
– sonori vezzi
dell’eco –
si schiuderebbero assai lontano.
Il tuo cuore appassionato
e niente più
.

J. Prévert
#prevert

Poesia per aspiranti dittatori

Nummeri

Conterò poco, è vero: |
– diceva l’Uno ar Zero – |
ma tu che vali? Gnente: propio gnente. |
Sia ne l’azzione come ner pensiero |
rimani un coso voto e inconcrudente. |
Io, invece, se me metto a capofila |
de cinque zeri tale e quale a te, |
lo sai quanto divento? Centomila. |
È questione de nummeri. A un dipresso |
è quello che succede ar dittatore |
che cresce de potenza e de valore |
più so’ li zeri che je vanno appresso. |

(traduzione)
Conterò poco, è vero: |
– diceva l’Uno allo Zero – |
ma tu che vali? Niente: proprio niente. |
Sia nell’azione come nel pensiero |
rimani una cosa vuota e inconcludente. |
Io, invece, se mi metto a capofila |
di cinque zeri tali e quali a te, |
lo sai quanto divento? Centomila. |
È questione di numeri. All’incirca |
è quello che succede al dittatore |
che cresce in potenza e in valore |
più sono gli zeri che gli vanno dietro. |

(Trilussa, Acqua e Vino)

Cammini sui miei sogni

Se avessi il drappo ricamato del cielo, intessuto dell’oro e dell’argento e della luce, i drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte dai mezzi colori dell’alba e del tramonto, stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi: invece, essendo povero, ho soltanto sogni; e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi; cammina leggera perché cammini sui miei sogni. – William Butler Yeats –

Donarsi

Se vedo uno piangere
Raccolgo tutte le sue lacrime
Se vedo che uno soffre
Condivido la sua sofferenza
Se mi accorgo che uno è solo
Cerco di fargli compagnia
Da sempre sono così
Raccolgo e faccio mie
Le difficoltà degli altri
Non riesco a farne a meno.
E quando ho perso tutte
Le energie c’è l’acqua
Del mare per ricaricarmi

Sandra Greggio

Nell’ombra

D’ora in poi venite a cercarmi
dove la tecnologia non esiste
dove non ci sono cellulari
dove ci si innamora
guardandosi negli occhi.
D’ora in poi sarò libera
di parlare con persone vere
che mostrano la loro personalità.
Troppi danni ho fatto a tanti
che non lo meritavano.
Non so se ce la farò perché
la tentazione è grande
Il cellulare mi tenta dicendo:
” Prendimi! Dai che incontriamo
tante persone amiche che ti mancano”.
Ma resisto e la decisione
finale l’ho presa: in futuro
resterò nell’ombra che diverrà
mia amica finché forse
a qualcuno verrà il desiderio
di cercarmi.

Sandra Greggio

Non è ancora tempo

Non è ancora tempo
Di gettare l’ancora
Ho ancora abissi
da esplorare
Isole incantevoli
Con conchiglie
ricche di perle.

Non è ancora tempo
Di sedersi davanti
Ad un caminetto
A fare la calza
Fuori la natura
È tutta da vivere
In ogni stagione dell’anno.

Non è ancora tempo
Di dichiararsi sconfitti
Ci sono ancora battaglie
Da affrontare per vincere
Ed essere così finalmente
Liberi di danzare sull’erba
Bagnata di fresca rugiada.

Sandra Greggio

Soavità

Anche nel lasciarsi andare
cè una sua soave bellezza.
Immaginarsi portata dal fiume
attraverso fresche vallate,

lasciarsi trasportare dal mare
stesa su di lui baciata dal sole,
leggere un libro e assopirsi,
ascoltare musica e sognare.

Perdersi a guardare il firmamento,
inebriarsi del profumo dei fiori.
Anche lasciarsi andare è soave
ed è quasi simile a sentirsi svenire

Sandra Greggio

Eden

Sono entrata in un giardino
meraviglioso ma a me proibito
eppure non provavo alcuna vergogna
mi muovevo disinvolta
raccogliendo fiori e respirando
il loro intenso profumo.
Ero serena e felice, gioiosa
di essere in quel luogo
per me magico e quasi fatato.
A piedi scalzi camminavo
sull’erba soffice senza lasciare
orme del mio passaggio
tanto che nessuno si accorse di me.

Perché non ero creatura
terrestre ma avevo le ali.

Sandra Greggio