Cinque Anatre – Guccini

Cinque anatre volano a sud: molto prima del tempo l’inverno è arrivato.
Cinque anatre in volo vedrai contro il sole velato, contro il sole velato…

Nessun rumore sulla taiga, solo un lampo un istante ed un morso crudele:
quattro anatre in volo vedrai ed una preda cadere ed una preda cadere…

Quattro anatre volano a sud: quanto dista la terra che le nutriva,
quanto la terra che le nutrirà e l’ inverno già arriva e l’ inverno già arriva…

Il giorno sembra non finire mai; bianca fischia ed acceca nel vento la neve:
solo tre anatre in volo vedrai e con un volo ormai greve e con un volo ormai greve…

A cosa pensan nessuno lo saprà: nulla pensan l’inverno e la grande pianura
e a nulla il gelo che il suolo spaccherà con un gridare che dura, con un gridare che dura…

E il branco vola, vola verso sud. Nulla esiste più attorno se non sonno e fame:
solo due anatre in volo vedrai verso il sud che ora appare, verso il sud che ora appare…

Cinque anatre andavano a sud: forse una soltanto vedremo arrivare,
ma quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare, che bisognava volare,
che bisognava volare, che bisognava volare

E’ Natale – auguri da Roberta D.M. a tutti i bambini del mondo

E’ Natale, è Natale,

chi sta bene e chi sta male.

C’è chi mangia il torrone, lo spumante ed il panettone

ed invece in qualche terra i bambini sono in guerra.

O mio caro bambinello, fa’ che il mondo sia più bello

e con gli uomini in letizia,

tutti in pace ed amicizia.

 

Poesia offerta da Roberta di GiraCilento.it

Allergia – Sandra Greggio

Ma è il freddo!
Già. E le lacrime son lì,
in bilico.
Occhi chiari, delicati, troppo.
Basta un riflesso, una brezza.
Già. Ed è lucido, lo sguardo.
Ma è quel raggio di sole,
birichino, che ha sfondato
il cielo nevoso.
Già. Ed è lì, sul bordo,
quella goccia , in bilico.
Poveri occhi!
Colliri, già.
Prove allergiche, giusto.
Esito.
Allergica alla vita.
A questa vita,
che impedisce
a quelle lacrime,
in bilico,
di uscire.

Insegnami – Simone Cristicchi

Insegnami a guardare il mondo
con il tuo sguardo
invitami a giocare rotolando sul pavimento
aiutami a trovare la purezza e l’innocenza
e l’immensa meraviglia che sta nell’incoscenza
insegnami nuove parole d’amore
e poi come prendere a calci un dolore
a scacciare via tutti i fantasmi i mostri e le streghe
Chiudo gli occhi e sento che
ogni giorno insieme a te
avrò il coraggio di sorridere
se scendono due lacrime
Apro gli occhi e tu ci sei
e sei come mi vorrei
come un miracolo la vita è qui davanti a me
Perchè più si diventa grandi
più te la fai sotto
e quando meno te l’aspetti
ti arriva un cazzotto
e ti risvegli che hai trent’anni
e giochi a nascondino
vorresti tutto il mondo chiuso
in un pannolino
promettimi che non farai il cantautore
di certo diventerai un uomo migliore
aiutami ad imparare
questo nuovo mestiere di padre
Chiudo gli occhi e sento che
ogni giorno accanto a te
avrò il coraggio di difenderti
soffiando via le nuvole
Apro gli occhi e tu ci sei
e sei come mi vorrei
come un miracolo la vita è qui davanti a te
E per quando aspetteremo insieme
che arriva Natale
quando sentirai il calore
che annuncia l’estate
Ti stupurai ogni volta troverai
anche un amore
abbandonati tra le sue braccia senza paura
senza parole
Chiudi gli occhi e pensa che
sarò sempre insieme a te

Quello che non – Guccini

La vedi nel cielo quell’ alta pressione, la senti una strana stagione?
Ma a notte la nebbia ti dice d’ un fiato che il dio dell’ inverno è arrivato.
Lo senti un aereo che porta lontano? Lo senti quel suono di un piano,
di un Mozart stonato che prova e riprova, ma il senso del vero non trova?

Lo senti il perchè di cortili bagnati, di auto a morire nei prati,
la pallida linea di vecchie ferite, di lettere ormai non spedite?
Lo vedi il rumore di favole spente? Lo sai che non siamo più niente?
Non siamo un aereo né un piano stonato, stagione, cortile od un prato…

Conosci l’ odore di strade deserte che portano a vecchie scoperte,
e a nafta, telai, ciminiere corrose, a periferie misteriose,
e a rotaie implacabili per nessun dove, a letti, a brandine, ad alcove?
Lo sai che colore han le nuvole basse e i sedili di un’ ex terza classe?

L’ angoscia che dà una pianura infinita? Hai voglia di me e della vita,
di un giorno qualunque, di una sponda brulla? Lo sai che non siamo più nulla?
Non siamo una strada né malinconia, un treno o una periferia,
non siamo scoperta né sponda sfiorita, non siamo né un giorno né vita…

Non siamo la polvere di un angolo tetro, né un sasso tirato in un vetro,
lo schiocco del sole in un campo di grano, non siamo, non siamo, non siamo…
Si fa a strisce il cielo e quell’ alta pressione è un film di seconda visione,
è l’ urlo di sempre che dice pian piano:
“Non siamo, non siamo, non siamo…”

Qualunque fiore tu sia – Walter Gioia

Qualunque fiore tu sia,

quando verrà il tuo tempo, sboccerai.

Prima di allora,

una lunga e fredda notte potrà passare.

Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento.

Perciò, sii paziente verso quanto ti accade

e curati e amati,

senza paragonarti o voler essere un altro fiore.

Poiché non esiste fiore migliore

di quello che s’apre alla pienezza di ciò che è.

E quando ti avverrà,

potrai scoprire che andavi sognando

di essere un fiore che aveva da fiorire.
Walter Gioia, “Alle sorgenti dell’essere”


Gradini – Hermann Hesse

Come ogni fior languisce e giovinezza
cede a vecchiaia, anche la vita in tutti
i gradi suoi fiorisce, insieme ad ogni
senno e virtù, né può durare eterna.
Quando la vita chiama, il cuore sia
pronto a partire ed a ricominiciare,
per offrirsi sereno e valoroso
ad altri, nuovi vincoli e legami.
Ogni inizio contiene una magia
che ci protegge e a vivere ci aiuta.

Dobbiamo attraversare spazi e spazi
senza fermare in alcun d’essi il piede,
lo spirto universal non vuol legarci
ma su di grado in grado sollevarci.
Appena ci avvezziamo ad una sede
rischiamo d’infiacchire nell’ignavia;
sol chi è disposto a muoversi e partire
vince la consuetudine inceppante.

Forse il momento stesso della morte
ci farà andare incontro a nuovi spazi;
della vita il richiamo non ha fine…
Su, cuore mio, congedati e guarisci!

Strage di Capaci – marcomkc

Capaci.

Cratere della civiltà.

Sono stati capaci di farci respirare sangue.

Con uno Stato incapace di difendere suoi Pezzi.

Ci sono pezzi di carne nella mia anima.

C’è odore di solitudine per le vittime.

Mi appartengono le grida della moglie di Vito:

“Vi perdono se avete il coraggio di cambiare…”,

e la foto di Falcone e Borsellino col loro sorriso pulito,

e tutte le persone che fanno il loro dovere fino in fondo.

E ti guardo negli occhi, cittadino italiano.

Leggo la rassegnazione dello sconfitto

ed il menefreghismo del sopravvissuto.

L’unico modo però per non morire, italiano,

è non dimenticare.

Riempire il cratere della civiltà.

Siamo Capaci!

marcomkc

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Video Pensa – Fabrizio Moto

Aggiungete i vostri ricordi per favore… è importante!

Strada facendo – Claudio Baglioni

Io ed i miei occhi scuri siamo diventati grandi insieme
con l’anima smaniosa a chiedere di un posto che non c’è
tra mille mattini freschi di bicletta,
mille e più tramonti dietro i fili del tram
ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me…

Io e i miei cassetti di ricordi e di indirizzi che ho perduto
ho visto visi e voci di chi ho amato prima o poi andar via
e ho respirato un mare sconosciuto
nelle ore larghe e vuote di un’estate di città
accanto alla mia ombra nuda di malinconia…

Io e le mie tante sere chiuse, come chiudere un ombrello
col viso sopra il petto a leggermi i dolori ed i miei guai
ho camminato quelle vie che curvano seguendo il vento
e dentro un senso di inutilità
e fragile e violento mi son detto tu vedrai…vedrai…vedrai..

Strada facendo vedrai che non sei più da solo
strada facendo,
troverai un gancio in mezzo al cielo
e sentirai la strada far battere il tuo cuore…
vedrai più amore….vedrai!.

Io troppo piccolo fra tutta questa che c’è al mondo
io che ho sognato sopra un treno che non è partito mai
e ho corso in mezzo a prati bianchi di luna
per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità
e giovane e invecchiato mi son detto tu vedrai,vedrai..vedrai..

…Strada facendo, vedrai, che non sei più da solo
strada facendo, troverai, anche tu
un gancio in mezzo al cielo, e sentirai la strada
far battere il tuo cuore, vedrai più amore, vedrai…

E una canzone e neanche questa potrà mai cambiar la vita
ma che cos’è che mi fa andare avanti e dire che non è
finita…cos’è che mi spezza il cuore tra canzoni e amore
e che mi fa cantare e amare sempre più,
perché domani sia migliore, perché domani tu…

LODE DEL COMUNISMO – Bertolt Brecht

E’ ragionevole, chiunque lo capisce: E’ facile.
Non sei uno sfruttatore, lo puoi intendere.
Va bene per te, informatene.
Gli idioti lo chiamano idiota e, i sudici, sudicio.
E’ contro il sudiciume e contro l’idiozia.
Gli sfruttatori lo chiamano delitto.
Ma noi sappiamo:
è la fine dei delitti.
Non è follia ma invece
fine della follia.
Non è il caos ma
l’ordine, invece.
E’ la semplicità
che è difficile a farsi.

(1933)

Guardare le cose dall’alto – Vittorio Francione

…guardare le cose dall’alto
può farci vedere in modo nuovo
problemi ostacoli paure,
può farci trovare
nuove “impossibili” soluzioni.

…guardare le cose dall’alto
è guardarle come gli uccelli dell’aria
e come gli Angeli,
guardarle con Sguardo che anéla
a divenire angelo e uccello,
Sguardo leggero, mobile,
ampio, libero…

…guardare le cose dall’alto
è il primo passo coraggioso
per uscire dal sicuro e noto
ma angusto e misero
nido dell’oggi,
e librarsi in voli ampi e gioiosi
respirando il blù
di un Cielo senza tempo.

…guardare le cose dall’alto
è uscire da sé
per diventare infine
ciò che si è.