Ostia, il voto e la violenza a Suburra – Nemo – Nessuno escluso 09/11/2017

Ben vengano giornalisti e videomaker che fanno inchieste come questa sul territorio italiano. Ben venga la denuncia ad una destra violenta che cresce perché la sinistra di governo ha abbandonato ogni funzione sociale. Condanniamo fermamente la violenza che è sempre la risorsa dei disperati e degli incapaci. Denunciamo che la politica tutta, destra e sinistra, usa i disperati solo per i propri fini. Ci sono differenze tra chi prende a testate gli avversari e chi cerca di aiutare tutti. Il grande assente è lo Stato ed un servizio pubblico che è asservito solo ad alcuni valori che escludono il confronto sui fatti. Dobbiamo riflettere tutti su quello che vediamo in questo servizio ma anche su quello che non vediamo… perché la direzione della Rai impone una non obiettività ai giornalisti asserviti. I giornalisti seri, come quello che ha creato questo servizio, devono andare a fare domande anche ai politici che sono al governo e che intrattengono rapporti poco chiari con altri pezzi della società italiana. Il senso della vita è ricordarsi che ci vuole molto coraggio nel mettersi contro i potenti come ci vuole coraggio a fare un servizio come questo. Viva il giornalismo con la schiena dritta. Speriamo che passino in TV anche servizi contro la casta politica che impone una legge elettorale incostituzionale.

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Mentana parla di immigrati e terremotati

Contro gli odiatori professionali, il pensiero di un bravo giornalista italiano.
Non si era ancora al tramonto della prima giornata dopo il terremoto e già la pestilenza del web tornava a diffondersi: “nelle tendopoli metteteci gli immigrati, così lasciano agli sfollati le camere negli alberghi a 5 stelle”. Ed è evidente che non gli interessa né degli uni né degli altri. Vogliono solo contribuire a loro modo, versando bile
Tanti mi chiedono perché prendo così di petto gli avvelenatori del web: che male ti fanno? Fanno male a tutti, nel momento in cui un intero paese vive ore difficili. Prendiamo quello che è l’esempio più evidente, che tutti abbiamo incrociato: quell’enorme fesseria secondo cui l’intensità del terremoto sarebbe stata limata ad arte dal nostro istituto di geofisica per permettere allo stato di non pagare i danni. Avete presente, vero? Il solito testo virale, di cui a volta a volta Tizio o Caio si assume la paternità, come fosse una scoperta da lui fatta personalmente, con un testo base che è più o meno questo: “Mi sono accorto di una cosa. Mentre facevo zapping sono finito sul canale 141 , c’è la rete Allnews francese e nel serpentone c’è scritto terremoto 6.2. Li per lì non ci ho fatto caso, ma guardando una rassegna delle TV straniere e stampa, tutti scrivono 6.2 . Mentre le TV italiane e istituto di geofisica scrivono e parlano di magnitudo 6.0. Ho guardato il sito della geofisica europea e lì scrivono 6.2. A pensar male si fa peccato ecc, ma sono andato a guardare anche la legge voluta da Monti per il terremoto dell’Emilia. Se un terremoto supera il 6.1 i danni li paga lo stato se non li supera li pagano gli enti locali…….. A voi le conclusioni!”.
Ecco, le conclusioni le traggo io: nelle prime ore di una tragedia che ha cancellato centinaia di vite umane c’è gente che invece di prendere a cuore la sorte di un pezzo del paese pensa bene di avvelenare i pozzi, confezionando bufale che creano sconcerto, diffidenza, avversione, sfiducia e odio sociale, nel momento che dovrebbe essere della solidarietà.
Qualcuno ora salterà su: non è vero che è una bufala! Lo è, ve l’assicuro, ed è pure peggio. Emerge infatti periodicamente dopo ogni sisma. La prova? Eccola: quattro anni fa il link di un articolo che faceva a pezzi lo stesso fattoide:
http://www.qelsi.it/…/abbassare-la-magnitudo-dei-terremoti…/
Non solo, ma in quella stessa occasione una figura non certo ignota alla militanza del web spiegava che la stessa bufala era emersa già nel 2009:
http://www.byoblu.com/…/Perche-hanno-abbassato-la-magnitudo…
Ecco lo chiedo alle persone vere, con nome e cognome, che usano il web per informarsi e comunicare, per condividere e unire: ma che virus mai è questo?

Allora, vediamo di essere molto chiari. La solidarietà non è un obbligo, ma il suo contrario. È uno slancio, un gesto di vicinanza e di orgoglio comunitario, un atto di amore per il prossimo. Non è una tassa. Quindi, cari odiatori di professione, care iene da tastiera, cari scettici in servizio permanente effettivo, cari dietrologi a 360 gradi, state tutti tranquilli: non c’è problema, non ci sarà il vostro aiuto, amen. Ma non permettetevi di mettere in dubbio né la buona fede di chi mette la faccia su una raccolta di solidarietà, né la solidità degli obiettivi, né il buon fine delle donazioni. È da ormai vent’anni che assolvo a quest’impegno insieme al Corriere: in giro per l’Italia, dall’Umbria alle Marche, da San Giuliano di Puglia al Friuli, dalla Sardegna alle Cinque Terre, fino alla scuola di Cavezzo in Emilia inaugurata due anni dopo il terremoto del 2012 trovate i risultati delle nostre raccolte di solidarietà. Sempre d’intesa con le comunità e senza disperdere un euro. Scrivo tutto questo per rispetto dei tanti che hanno donato in tutti questi anni e continuano a donare in questi giorni, ringraziandoli sempre: perché ci danno l’esempio silenzioso e appunto disinteressato di un’Italia normale, buona, migliore.

Enrico Mentana

Di queste case

Non è rimasto

Che qualche

Brandello di muro

Di tanti

Che mi corrispondevano

Non è rimasto

Neppure tanto

Ma nel cuore

Nessuna croce manca

È il mio cuore

Il paese più straziato

San Martino del Carso (1916) è una delle poesie liriche di Giuseppe Ungaretti che fanno parte de Il Porto Sepolto la sua prima raccolta di poesie. Prende il nome dall’omonima località situata nel comune di Sagrado (GO).

 

 

Saviano: vietato non avere opinioni

La tragedia ferroviaria in Puglia, la strage di Nizza, il colpo di Stato in Turchia, gli omicidi negli Stati Uniti, poliziotti che ammazzano neri e neri che ammazzano poliziotti. E su questo, per alcuni, non dovrei esprimere una opinione. Per alcuni dovrei occuparmi di cosa? Forse di mafie e basta.

Rispondo a loro e dico: tutti dovrebbero intervenire su tutto, tutti dovrebbero avere una idea su ciò che accade, giusta o sbagliata che sia. Ciascuno di voi dovrebbe farlo e tanto più deve farlo chi ha un ruolo pubblico, chi è in qualche modo riconoscibile. Professori, giornalisti, uomini di chiesa, scrittori, ma anche magistrati, avvocati, appartenenti alle forze dell’ordine, bancari, commessi.

Noi tutti dobbiamo necessariamente avere un’idea su ciò che ci circonda, su ciò che di importante accade. Noi tutti dobbiamo avere opinioni su ciò di cui la politica discute, non importa quanto complesso sia e quanto lontano tutto appaia dal nostro mondo. Non aspettiamo che il pensiero unico ci tolga la possibilità di ragionare, ci tolga la curiosità di informarci e approfondire per poter dire la nostra.

Il resto qui

http://www.robertosaviano.com/non-sono-un-esperto-e-solo-un-alibi-ipocrita/

 

 

 

 

 

 

Se non voti ti fai del male: Celentano sprona gli italiani

Cosa ne pensi?

Se non voti ti fai del male

Se non voti ti fai del male

Eh mi vuoi dire per quale partito io dovrei votare:

se non voti ti fai del male

Loro promettono solo bugie

ti fai del male

E ormai la politica è come lo sport

Facciamo il tifo per chi ci tradisce

se non voti ti fai del male

Non più male di quei governi che abbandonano le donne

Sono più di cento in un anno le donne che muoiono

assassinate (eco) Da quei mariti e padri pazzi di gelosia

se non voti ti fai del male

Merde senza un filo di dignità

dignità (eco)

E poi c’è anche il Molise che stanno uccidendo Bombardato come un gruviera

ti fai del male Da quei fantasmi eolici che muovono il vento

se non voti ti fai del male

E se ne va un altro pezzo d’Italia

È la fine dei paesaggi

se non voti ti fai del male

Ma pare che ancora non basterà

Per distruggerlo del tutto Il tanto ambito federalismo

Altre eliche sulle pale farà girar Adriano

Certo non si può dire che i tempi non siano confusi e mentre il pastore per salvare il suo gregge scuote

la terra degli scandali riemergono purtroppo parole pericolose, parole come…

condono tombale.

Tombale (eco) E da qui si intuisce chiaramente che i politici sono lontani anni luce dal capire quali siano davvero i motivi di questa crisi.

Eppure ci camminano sopra. L’Italia è ormai ridotta ad una lastra di cemento, pari ad una coltre funebre sulla quale si annidano le pericolose polveri sottili della corruzione.

E quindi cosa facciamo? Non c’è altro mezzo per risolvere la crisi, dobbiamo cancellare tutto ciò che ci rattrista, stracciare il brutto dell’Italia come si straccerebbe una lettera scritta da uomini bugiardi e piena di errori, ma soprattutto piena di inganni. Quindi non ci rimane che riscrivere la storia del nostro Paese

e rifarlo da capo, cioè ricostruirlo da capo, ricostruirlo fisicamente… da capo. Se non voti non cambia niente

Se non voti ritornano ancora

se non voti ti fai del male

Più male di così ci stanno rubando il mondo

ti fai del male Però si dice in giro che fra i partiti c’è  c’è

C’è un’onda nuova che è partita dal niente

E come una valanga Sta avanzando come un ciclone Per abbattere il marcio della nazione

se non voti ti fai del male Eee fino a quando il Comune di Venezia Non fermerà quei mostri Che galleggiano giganteschi Orribili navi che sembrano palazzi

Che devastano la laguna Ma i politici non si accorgono Che quando la bellezza morirà Loro saranno i primi a sprofondare

se non voti non cambia niente