#testidicanzoni – Generale – De Gregori

il mondo cambia con il tuo esempio non con la tua opinione paulo coelho

Generale, dietro la collina
ci sta la notte crucca e assassina,
e in mezzo al prato c’è una contadina,
curva sul tramonto sembra una bambina,
di cinquant’anni e di cinque figli,
venuti al mondo come conigli,
partiti al mondo come soldati
e non ancora tornati.

Generale, dietro la stazione
lo vedi il treno che portava al sole,
non fa più fermate neanche per pisciare,
si va dritti a casa senza più pensare,
che la guerra è bella anche se fa male,
che torneremo ancora a cantare
e a farci fare l’amore, l’amore dalle infermiere.

Generale, la guerra è finita,
il nemico è scappato, è vinto, è battuto,
dietro la collina non c’è più nessuno,
solo aghi di pino e silenzio e funghi
buoni da mangiare, buoni da seccare,
da farci il sugo quando viene Natale,
quando i bambini piangono
e a dormire non ci vogliono andare.

Generale, queste cinque stelle,
queste cinque lacrime sulla mia pelle
che senso hanno dentro al rumore di questo treno,
che è mezzo vuoto e mezzo pieno
e va veloce verso il ritorno,
tra due minuti è quasi giorno,
è quasi casa, è quasi amore.

 

I bambini giocano alla guerra

I bambini giocano alla guerra.

E’ raro che giochino alla pace

perché gli adulti

da sempre fanno la guerra,

tu fai “pum” e ridi;

il soldato spara

e un altro uomo

non ride più.

E’ la guerra.

C’è un altro gioco

da inventare:

far sorridere il mondo,

non farlo piangere.

Pace vuol dire

che non a tutti piace

lo stesso gioco,

che i tuoi giocattoli

piacciono anche

agli altri bimbi

che spesso non ne hanno,

perché ne hai troppi tu;

che i disegni degli altri bambini

non sono dei pasticci;

che la tua mamma

non è solo tutta tua;

che tutti i bambini

sono tuoi amici.

E pace è ancora

non avere fame

non avere freddo

non avere paura.
Bertold Brecht

#impegnocivile Giornata mondiale della non violenza

Violenza: quale significato e quale antidoto? Umberto Galimberti ne parla ai miei microfoni, soffermandosi su parecchie riflessioni interessanti e utili spaziando dal terrorismo alla religione, dai valori all’educazione emotiva, dall’amore alla genitorialità.

PROMEMORIA di Gianni Rodari
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da far di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.

 

 

 

La libertà italiana è frutto anche del sacrificio dei polacchi

 

 

 

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Auguri per un 2016 di speranza con Roberto Saviano

Io credo che in qualche modo i sogni più privati possano coincidere con quelli più nobili, i sogni sociali, quando iniziano ad assomigliarsi. Uno dei miei sogni era stato quello di rimanere nella mia terra, raccontarla, e continuare, come dire, a resistere. Mi piace usare una frase di un vecchio barbuto che scrisse questa cosa in un vecchio libro: Tutto ciò che io desidero non è possibile identificarlo e quindi preferisco dire che io voglio il sogno di una cosa. E quindi anche io sogno una cosa

La scrittura è stata ed è medicina, piacere, casa, riconferma che esisto, ma anche straordinaria – forse unica per me – possibilità d’incontro, e non penso solo a libri e articoli ma anche a Facebook, che è la mia piazza, il mio bar, il mio ristorante, il mio giardino pubblico e la mia passeggiata a mare.

#impegno-civile #impegno-sociale #camorra #mafia #politica #guerra

“Non avrete il mio odio”, il pensiero di Antoine Leiris dopo i fatti di Parigi

“Venerdì sera avete rubato la vita di un essere eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio ma voi non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio saperlo, siete delle anime morte. Se questo Dio per il quale voi uccidete ciecamente ci ha fatto a sua immagine, ogni proiettile nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore.

Allora non non vi farò questo regalo di odiarvi. L’ avete cercato tuttavia ma rispondere all’odio con la rabbia sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi ciò che siete. Voi volete che io abbia paura, che guardi i miei concittadini con un occhio diffidente, che sacrifichi la mia libertà per la sicurezza. Perso. Lo stesso giocatore gioca ancora.

L’ho vista stamattina. Infine, dopo notti e giorni d’attesa. Era così bella come quando è uscita questo venerdì sera, così bella come quando me ne sono innamorata perdutamente più di 12 anni fa. Naturalmente io sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di breve durata. So che lei ci accompagnerà ogni giorno e che ci ritroveremo in quel paradiso delle anime libere a cui non avrete mai accesso.

Siamo due, io e mio figlio, ma siamo più forte di tutti gli eserciti del mondo. Non ho peraltro non più tempo da dedicarvi, devo raggiungere Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha 17 mesi appena, mangerà la sua merenda come tutti i giorni, poi andremo a giocare come tutti i giorni e per tutta la sua vita questo piccolo ragazzo vi farà l’affronto di essere felice e libero. Perché no, non avrete nemmeno il suo odio”

einstein

#sensodellavita #vita #morte-improvvisa #terrorismo #attacchi #guerra

Cecilia Strada toglie le bende dai nostri occhi?

Quanti di noi oggi si sono lamentati su facebook perchè qualcuno “parla male di lui”, perchè l’amore non è ricambiato, perchè il mondo è uno schifo… ma con i soldi in tasca per il caffè al bar.
Quanti di noi possono cogliere l’appello di Cecilia Strada ed iniziare a pensare seriamente che grazie ad Internet, grazie alla condivisione degli orrori, possiamo cominciare a desiderare un mondo più giusto… e non solo per noi.

Lui ha otto anni. l’ho conosciuto a Kabul – se si può conoscere un bambino mummia. ha preso in mano un ordigno con ogni probabilità piazzato dai talebani, è esploso. nell’altra corsia un suo coetaneo aveva una pallottola in testa, sparata dall’esercito afgano. oggi in ospedale abbiamo le vittime delle bombe americane.
fa qualche differenza, quando sei un bambino mummia, chi ti ha sparato? muori di meno, se ti sparano “i buoni”? ti ricrescono le mani, se chi ti ha colpito era “dalla parte giusta”? in guerra tutti i combattenti si sentono dalla parte giusta. e anche al di qua dell’oceano tutti si sentono dalla parte giusta, pronti a sparare giudizi, insinuare, giustificare.
alla fine della giornata, però, l’unica cosa che rimane di tutto questo mare di parole è lui e quelli come lui. e il personale che lo cura. e una famiglia che piange.
questa è la guerra. e per quanto possiate imbrogliare con le parole, i distinguo e i “purtroppo”, rimane questa roba qua. ha questa faccia qui. togliete le bende, se avete coraggio. dai suoi occhi e dai vostri, possibilmente.

bambino-mummia

#guerra #innocenti #mine #guerrafondai #politici-mafiosi #politici-di-morte

+partnerdigitale +miglioramento

Caligine

caligine annarita faggioni

Stoica caligine del mattino,
stridi come uno screzio all’innocente impeto d’imperatore:
smorzi gli sforzi di una notte di battaglia,
avvisaglia sei di schioppi e colpi a rapida distanza.
Sgrida la mattanza della guerra,
riscatta allo schiamazzo del cannone:
parla di onore, di patria e di ingegno,
razzia bellezza, gioventù e vigore.
Si contagia il diluvio con il sangue,
la rivolta intrinseca si raggela
nella persecuzione corrotta
da trame di interessi recisi.
L’onore è in quella divisa senza nome,
dove si infranse un’illusione,
ma si mostrò l’ardore
di una madrepatria di un solo colore,
con l’inconfessabile memoria
di voler ritornare al tuo amore.

Prima vennero… – Poesia sull’indifferenza

Italiano: Sachsenhausen: Martin Niemöller, il ...
Italiano: Sachsenhausen: Martin Niemöller, il prigioniero personale di Hitler (Photo credit: Wikipedia)

Quando sono venuti a prendere gli ebrei
Sono rimasto in silenzio perché non ero ebreo
Quando sono venuti a prendere gli omosessuali
Sono rimasto in silenzio perché non ero omosessuale
Quando sono venuti a prendere i comunisti
Sono rimasto in silenzio perché non ero comunista
Quando sono venuti a prendere gli zingari
Sono rimasto in silenzio perché non ero zingaro
Quando sono venuti a prendere me,
non c’era più nessuno che potesse parlare per difendermi.

di Anonimo, citata da Friedrich Gustav Emil Martin Niemöller

Emil Gustav Friedrich Martin Niemöller (Lippstadt14 gennaio 1892 – Wiesbaden6 marzo 1984) è stato un teologo e pastore protestante tedesco, oppositore delnazismo.

Comandante di U-Boot nella Prima guerra mondiale e decorato con Croce di Ferro, fu inizialmente attivista a favore di Hitler. Nel 1934 Niemöller cominciò a opporsi al nazismo ma, grazie alle sue amicizie e ai suoi rapporti con uomini d’affari ricchi e influenti, venne “salvato” fino al 1937. In quell’anno fu arrestato dalla Gestapo su diretto ordine di Hitler, infuriato per un suo sermone.

Rimase per otto anni prigioniero in vari campi di concentramento nazisti, tra i quali Sachsenhausen e Dachau, finché non venne liberato. Sopravvisse per diventare il portavoce della piena riconciliazione della popolazione tedesca dopo la Seconda guerra mondiale.

È famoso per la poesia Prima vennero… a lui attribuita (anche se spesso viene erroneamente citato come autore Bertolt Brecht), sul pericolo dell’apatia di fronte ai primi passi dei regimi totalitari. La poesia è ampiamente citata, tuttavia la sua origine è incerta e le parole precise rimangono controverse.

 

E’ Natale – auguri da Roberta D.M. a tutti i bambini del mondo

E’ Natale, è Natale,

chi sta bene e chi sta male.

C’è chi mangia il torrone, lo spumante ed il panettone

ed invece in qualche terra i bambini sono in guerra.

O mio caro bambinello, fa’ che il mondo sia più bello

e con gli uomini in letizia,

tutti in pace ed amicizia.

 

Poesia offerta da Roberta di GiraCilento.it

Il fiume dei profumi – Biagio Antonacci

Amore
Ti scrivo
Da molto lontano
Ma non so dirti il giorno e nemmeno l’ora

Amore
Ti mando un bacio grosso e vero
Tanto che sento sulle labbra la tua saliva
Qui fa caldo e la notte non ha fine
E le carezze sono bombe che non mi fanno dormire

Amore
Tra poco
Cambiamo postazione
Ci incamminiamo verso il fiume dei profumi
Dove i soldati dalla riva scrivono poesie
e ritrovano i sapori familiari

Amore
Fosse l’ultima cosa
Appena torno ti porto in Europa
Questa guerra finirà

Amore
Se mi pensi ancora
Se fai fatica ricorda quel ballo italiano
E vedrai che non siamo lontani
Come ti chiami
Ci siamo già incontrati noi
Classica frase per
Incominciare a ballare
Chiamami come vuoi tu
Ma fammi ballare così
Così

Amore ti scrivo
Dal fiume dei profumi
Dove oltre alle foglie galleggiano i ricordi
Le cose che a volte
Sembravano banali
Vissute da lontano sembrano le più belle
Questa terra in fondo a noi, a noi non appartiene
Arriverà la pace e ti riporterà

Amore
Fosse l’ultima cosa
Appena torno ti porto in Europa
Questa guerra finirà

Amore…..
Se mi pensi ancora
Se fai fatica ricorda quel ballo italiano
E vedrai che non siamo lontani