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“Quando l’amore ti chiama seguilo”

Quando l’amore ti chiama, seguilo.


Anche attraverso le sue tante vie faticose e ripide.
E quando le tue ali ti avvolgono, abbandonati.

Non importa se la spada nascosta tra le sue piume può ferirti.

Credi in lui, sebbene la sua voce possa frantumare i sogni e strappare fiori
nel giardino della tua anima.



Quando l’amore ti chiama, seguilo.

Lui sa accarezzare i momenti più teneri, anche quando tremano al Sole.

Seguilo.

Ti accoglierà come il prato che fa crescere l’erba, come il cielo che fa bionde
le spighe, come la macina che fa candido il grano.



Quando l’amore ti chiama, seguilo.

Conoscerai tutti i segreti del tuo cuore, così come sarai padrone di ogni
frammento della vita. 


Non aver mai paura dell’amore.

Entra nel suo mondo.

Vivi le stagioni del sorriso, come pure quelle del pianto.

Scoprirai che non sono amare le sue lacrime.



Quando l’amore ti chiama, seguilo.

E lasciati guidare.

Kahlil Gibran 


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DAMMI, SIGNORE UN’ALA DI RISERVA – Gibran

 

Voglio ringraziarti Signore, per il dono della vita.

Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto:

possono volare solo rimanendo abbracciati.

 

A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore,

che anche tu abbia un’ala soltanto.

L’altra la tieni nascosta: forse per farmi capire che anche Tu non vuoi volare senza di me.

 

Per questo mi hai dato la vita: perché io fossi Tuo compagno di volo.

Insegnami, allora, a librarmi con te.

Perché vivere non è trascinare la vita, non è strappare la vita, non è rosicchiare la vita.

 

Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all’ebbrezza del vento.

Vivere è amare le cose che non piacciono per poterle cambiare.

Vivere è assaporare l’avventura della libertà.

 

Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo

un partner grande come Te!

Ma non basta saper volare con Te, Signore tu mi hai dato il compito di abbracciare

anche il mio fratello e di aiutarlo a volare.

 

Ti chiedo perdono per ogni peccato contro la vita e per tutte le ali che non

 ho aiutato a distendersi.

Non farmi lasciare il prossimo nel vestibolo malinconico della vita dove si

 “tira a campare”, dove si vegeta solo.

 

Non farmi passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l’ala, l’unica ala,

inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine e si è ormai

persuaso di non essere più degno di volare con Te.

 

Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi, o Signore, un’ala di riserva.

Non tutti riusciremo ad esprimerci ma tentare sarebbe già essere sulla strada

per divenire uomini.

I Figli – Gibran

E una donna che reggeva un bimbo al seno disse, Parlaci dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso voi ma non da voi,
e sebbene siano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri.
Poiché hanno pensieri loro propri.
Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,
giacchè le loro anime albergano nella casa di domani,
che voi non potete visitare neppure in sogno.
Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli
come voi siete.
Giacchè la vita non indietreggia nè s’attarda sul passato.
VOI SIETE GLI ARCHI DAI QUALI I VOSTRI FIGLI ,
VIVENTI FRECCE,
SONO SCOCCATI INNANZI.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
e vi tende con la sua potenza affinchè le sue frecce possano
andare veloci e lontano.
Sia gioioso il vostro tendervi nella mano dell’Arciere;
poiché se ama il dardo sfrecciante,
così ama l’arco che saldo rimane.

La gioia e il dolore – Gibran

La vosta gioia
è il vostro dolore senza maschera.
Tanto più in fondo vi scava il dolore
tanta più gioia voi potrete contenere.
Il legno del liuto
che accarezza il vostro spirito
non è forse scavato col coltello?
Quando sietecontenti
guardate in fondo al cuore
e troverete che soltanto
ciò che vi ha dato dolore vi dona la gioia.
Alcuni dicono:
“la gioia è più grande del dolore”,
e altri: “il dolore è più grande”,
in realtà sono inseparabili.
Essi giungono insieme
e quando una siede con voi
alla vostra mensa,
l’altro è disteso sopra il vostro letto.
Voi siete come bilance
sospese tra il dolore e la gioia.

Poesie per San Valentino – Farò della mia anima uno scrigno – Gibran

Invitiamo i lettori ad inviare le poesie (famose e non) a loro più care per questa nuova rubrica dedicata all’amore cliccando qui

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
(gibran)