Basterebbe- Mara

Eppure basterebbe soltanto  rincontrarci.

Basterebbe soltanto guardarsi negli occhi

per capire che non possiamo vivere separati.

Basterebbe soltanto un “come stai”

per continuare a scrivere la nostra storia

del punto esatto in cui l’abbiamo lasciata.

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Tanti auguri papà – poesia di Antonio Trani

Te ne sei andato all’improvviso come avesti voluto e da solo senza neanche un saluto.
Senza dare a nessuno il modo di ringraziarti per esserci stato, per essere stato.
Te ne sei andato senza lasciar detto nulla di più di quanto avessi già detto.
Eppure di te e per te continuo a sentire e vedere.
È così strana la normalità che sembra non essere tale ma normalità dovrà essere purtroppo.
Oggi Emanuele reciterà per me la sua poesia, io reciterò per te la mia ogni giorno che sentirò la tua mancanza, ogni giorno che ricorderò le mie poesie da bambino, ogni giorno che i miei figli avranno un padre, ogni giorno che… ogni giorno!
Auguri papà

Se tempo e spazio – poesia di Thomas Stearns Eliot

Se Tempo e Spazio, come i Saggi dicono,
sono cose che mai potranno essere,
il sole che non cede al mutamento
non è per nulla superiore a noi.
Così perché, Amore, dovremmo sperare
Di vivere un secolo intero?
La farfalla che vive un solo giorno
È già vissuta per l’eternità.

I fiori che ti diedi allorchè la rugiada
Tremolava sul tralcio rampicante,
prima che l’ape volasse a suggere
la rosellina di macchia erano già appassiti.
Così affrettiamoci a coglierne ancora
Senza tristezza se poi languiranno;
i nostri giorni d’amore sono pochi:
facciamo almeno che siano divini.

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La notte – poesia cantata da Arisa

Non basta un raggio di sole in un cielo blu come il mare
perché mi porto un dolore che sale, che sale
Si ferma sulle ginocchia che tremano e so perchè
E non arresta la corsa, lui non si vuole fermare
perché è un dolore che sale, che sale e fa male
Ora è allo stomaco, fegato, vomito, fingo ma c’è
E quando arriva la notte e resto sola con me
La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perchè
Né vincitori né vinti, si esce sconfitti a metà
La vita può allontanarci, l’ amore continuerà

Lo stomaco ha resistito anche se non vuol mangiare
Ma c’è il dolore che sale, che sale e fa male
Arriva al cuore, lo vuole picchiare più forte di me
Prosegue nella sua corsa, si prende quello che resta
Ed in un attimo esplode e mi scoppia la testa
Vorrebbe una risposta, ma in fondo risposta non c’è
Il sale scende dagli occhi, il sole adesso dov’è
Mentre il dolore sul foglio è seduto qui accanto a me
Le parole nell’ aria sono parole a metà
Ma queste sono già scritte e il tempo non passerà
Ma quando arriva la notte, la notte e resto sola con me
La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perchè
Né vincitori né vinti, si esce sconfitti a metà
La vita può allontanarci, l’ amore poi continuerà

Ma quando arriva la notte, la notte e resto sola con me
La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perchè
Né vincitori né vinti, si esce sconfitti a metà
L’ amore può allontanarci, la vita poi continuerà
Continuerà
Continuerà

Così approdo – Lucia Schiano

Così approdo
alla sponda più alta
Barcolla il desiderio
Affondo le mani artigli
Su viscide pareti
Di alghe ammuffite
Il corpo abbandonato
Nella coperta di mare
Annegata
Vago seguendo
L’azzurro cielo condiviso
Di amore strappato All’incauto destino
Affidato
Vana ogni certezza
Preludio di ogni caduta
Ammutolisce la luna
Nell’imbrunito cielo.

L.SCHIANO (I paesaggi dell’anima)

MAMA NONMAMA – Bandabardò

Vedo stelle soltanto se l’oroscopo è gentile ma mi sembra sera buona per comprare fiori da cortile. Gioco a mama nonmama, non sono di compagnia, chiedo alla nuova luna la luce per guardare il buio con fantasia
Dove corre la gente nella bocca del destino regalando la sua mente al potere più vicino…
Non so dove sto andando ma so che ci sto andando cammino contromano cieco e sordo al richiamo della voce del padrone, della pubblica opinione Non so dove sto andando ma so che ci sto andando ma so che ci sto andando
La mia pelle soltanto nelle braccia di un amore mai sbiadita in una divisa o in un campo a fare il girasole. Fermati viso bianco la storia ricorderà la mano che semina il grano, non quella dell’ avidità
Non so dove sto andando ma so che ci sto andando cammino contromano cieco e sordo al richiamo delle facili occasioni, delle pene, dei perdoni Non so dove sto andando ma so che ci sto andando non so dove sto andando ma so che ci sto andando ma so che ci sto andando

Bandabardò – sito ufficiale

Grazie a Serena

Fimmini Siciliani – Michelangelo Balistreri

Cu vostru chiantu inchistivu lu mari
cu la prighiera pittastivu lu suli
e ricamannu li pinsera ‘ntra lu cori
a la Sicilia arrialastivu l’amuri.

Manu ca strincinu manu
e abbattinu mura
vuci ca cancianu u distinu
e cummogghianu dulura
e occhi ca talianu figghi
scappari luntanu comu cunigghi.

Facci stanchi
supra ‘na valanza
comu linzola bianchi
chini di spiranza
ca quannu agghiorna
salutanu la morti
e pittanu lu suli
e inchinu lu mari
e quannu è notti
parranu o Signuri
e ancora ci dumannanu picchi?

Michelangelo Balistreri

Col vostro pianto riempiste il mare
con la vostra preghiera dipingeste il sole
e ricamando pensieri dentro il cuore
alla Sicilia regalaste l’amore.
Mani che stringono mani
e abbattono mura
voci che cambiano il destino
e coprono dolori
e occhi che guardano figli
scappare lontano come conigli.
Facce stanche sopra una bilancia
come lenzuola bianche
piene di speranza
che quando fa giorno
salutano la morte
e dipingono il sole
e riempono il mare
e quando è notte parlano al Signore
e ancora chiedono perchè?

www.michelangelobalistreri.it

Al mio amante che torna da sua moglie – Ann Sexton

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Lei è tutta là.
Per te con maestria fu fusa e fu colata,
per te forgiata fin dalla tua infanzia,
con le tue cento biglie predilette fu costrutta.

Lei è sempre stata là, mio caro.
Infatti è deliziosa.
Fuochi d’artificio in un febbraio uggioso
e concreta come pentola di ghisa.

Diciamocelo, sono stata di passaggio.
Un lusso. Una scialuppa rosso fuoco nella cala.
Mi svolazzano i capelli dal finestrino.
Son fumo, cozze fuori stagione.

Lei è molto di più. Lei ti è dovuta,
t’incrementa le crescite usuali e tropicali.
Questo non è un esperimento. Lei è tutta armonia.
S’occupa lei dei remi e degli scalmi del canotto,

ha messo fiorellini sul davanzale a colazione,
s’è seduta a tornire stoviglie a mezzogiorno,
ha esposto tre bambini al plenilunio,
tre puttini disegnati da Michelangelo,

l’ha fatto a gambe spalancate
nei mesi faticosi alla cappella.
Se dai un’occhiata, i bambini sono lassù
sospesi alla volta come delicati palloncini.

Lei li ha anche portati a nanna dopo cena,
e loro tutt’e tre a testa bassa,
piccati sulle gambette, lamentosi e riluttanti,
e la sua faccia avvampa neniando il loro
poco sonno.

Ti restituisco il cuore.
Ti do libero accesso:

al fusibile che in lei rabbiosamente pulsa,
alla cagna che in lei tramesta nella sozzura,
e alla sua ferita sepolta
– alla sepoltura viva della sua piccola ferita rossa –

al pallido bagliore tremolante sotto le costole,
al marinaio sbronzo in aspettativa nel polso
sinistro,
alle sue ginocchia materne, alle calze,
alla giarrettiera – per il richiamo –

lo strano richiamo
quando annaspi tra braccia e poppe
e dai uno strattone al suo nastro arancione
rispondendo al richiamo, lo strano richiamo.

Lei è così nuda, è unica.
È la somma di te e dei tuoi sogni.
Montala come un monumento, gradino per gradino.
lei è solida.

Quanto a me, io sono un acquerello.
Mi dissolvo.

 

Strano il mio destino

Strano il mio destino che mi porta qui
A un passo dal tuo cuore senza arrivare mai
Chiusa nel silenzio sono andata via
Via dagli occhi, dalle mani, da te
Che donna sarò
Se non sei con me e se ti amerò
Ancora e di più strano il mio destino
Mi sorprende qui
Qui ferma a non capire
Dove voglio andare
Se tutto quell’amore
Io l’ho soffiato via
Ma fa male non pensare a te
Che donna sarò se non sei con me
E se ti amerò Ancora e di più io non ti perderò
Oltre il tempo e le distanze andrò
Più vicino a te volando al cuore gli parlerò di me e resterò
Per non lasciarti più, per non lasciarti più
E’ chiaro il mio destino
Mi riporta qui a un passo dal tuo amore
Io ti raggiungerò
Proverò a gridare e forse sentirai
La mia voce che ti chiama se vuoi
Che donna sarò se non sei con me
E se ti amerò ancora e di più
Io non ti perderò
Oltre il tempo e le distanze andrò
Più vicino a te volando al cuore
Gli parlerò di me e resterò
Per non lasciarti più, per non lasciarti più