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Metamorfosi di David Malouf.

Ho smesso di cercare difetti nella creazione ed ho imparato ad accettarla. C’è in noi qualche potenza che conosce i suoi propri fini. É quella che ci guida vero ciò che alla fine dobbiamo divenire.

Dobbiamo solo concepirne la possibilità e in qualche modo lo spirito lavora in noi per attuarla.

Questo è il vero significato della trasformazione. Questa è la vera metamorfosi. Il nostro io ultimo è contenuto dentro di noi, come le foglie e le gemme lo sono nell’albero. Dobbiamo solo trovarne la scaturigine e lasciarlo andare.

Da Una vita immaginaria di David Malouf.

Susanna Tamaro – Va’ dove ti porta il cuore

“Il processo della sua crescita somiglia un po’ a quello delle perle, più grande e profonda è la ferita, più forte è la corazza che si sviluppa intorno. Poi però con il passare del tempo, come un vestito portato troppo a lungo, nei punti di maggiore uso comincia a logorarsi, fa vedere la trama, ad un tratto per un movimento brusco si strappa. In principio non ti accorgi di niente, sei convinta che la corazza ti avvolga ancora interamente, finché un giorno, all’improvviso, davanti ad una cosa stupida senza sapere perché ti ritrovi a piangere come un bambino.”

Prima giornata di prevenzione dello spreco alimentare

Miliardi di euro finiscono nella spazzatura, miliardi di euro che potrebbero essere recuperati. È il cibo che buttiamo via ogni giorno per acquisti sbagliati, dimenticanza nel frigorifero o cattiva conservazione. E così il 5 febbraio saranno gli Stati Generali di prevenzione dello spreco alimentare in Italia: mercoledì 5 febbraio a Roma, dalle 10 al Tempio di Adriano (in Piazza di Pietra), è convocata la Consulta composta da enti, associazioni, organizzazioni e imprese: tutti gli attori della filiera agroalimentare italiana e le organizzazioni attive nella lotta agli sprechi alimentari sono chiamati a esprimere indicazioni e buone pratiche la realizzazione del Pinpas, il Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare di cui per la prima volta si dota l’Italia per iniziativa del Ministero dell’Ambiente. I lavori, alla presenza e con l’intervento del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e del Sottosegretario alle Politiche Agricole Maurizio Martina, saranno introdotti e coordinati dal presidente di Last Minute Market Andrea Segre’. Interverranno alcuni componenti del Gruppo di lavoro del Pinpas: la scrittrice Susanna Tamaro, lo scienziato Vincenzo Balzani, lo scrittore e attore Giobbe Covatta.

A questa Prima Giornata di prevenzione dello spreco alimentare parteciperanno fra gli altri Fao, Expo, Last Minute Market, Confagricoltura, Confcommercio, Banco Alimentare, Slow Food, Acli, Caritas, Federcomsumatori, Coldiretti, e poi le aziende italiane coinvolte nel tema, da Alcenero a Barilla, da Granarolo a Whirlpool, da Coop a Conad. Il Pinpas, Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, è stato inserito nell’ambito del Piano Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti Italiano adottato dal Ministero dell’Ambiente con decreto direttoriale del 7 ottobre 2013: per la prima volta l’Italia affronta in modo organico il problema degli sprechi alimentari, in sintonia con quanto indicato dalla Commissione Europea nella tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse. Fra i suoi obiettivi primari Pinpas riprende alcune richieste della Risoluzione 2012 del Parlamento Europeo: dimezzare lo spreco alimentare entro il 2025 e sollecitare l’istituzione dell’Anno Europeo contro lo spreco alimentare. Il Pinpas ambisce a produrre soluzioni concrete ed efficaci in termini di riduzione alla fonte della quantità di cibo che finisce tra i “rifiuti” sul breve, medio e lungo periodo. L’obiettivo è raggiungere entro il 2020 una riduzione del 5% dei rifiuti per unità di Pil dei rifiuti urbani, del 10% di quelli pericolosi e del 5% di quelli speciali.

I numeri dello spreco alimentare nel mondo e nel nostro Paese sono inaccettabili. Secondo il Rapporto 2013 sullo spreco domestico di Waste Watcher (l’Osservatorio di Last Minute Market con Swg e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna) ogni famiglia italiana butta in media circa 200 grammi di cibo la settimana: il risparmio complessivo possibile ammonterebbe dunque a circa 8,7 miliardi di euro. Secondo i monitoraggi di Last Minute Market, inoltre, in un anno si potrebbero recuperare in Italia 1,2 milioni di tonnellate di derrate che rimangono sui campi, oltre 2 milioni di tonnellate di cibo dall’industria agro-alimentare e più di 300mila tonnellate dalla distribuzione. Non è un caso, dunque, che negli ultimi sei mesi sia aumentata la sensibilità degli italiani intorno al tema degli sprechi: lo certifica il primo sondaggio 2014 di Waste Watcher.

Le rilevazioni effettuate nel 2013 registravano che il 45% degli italiani aveva sensibilmente diminuito lo spreco del cibo acquistato e poi sprecato rispetto al 2012. Oggi quel dato è salito al 52%, sette punti percentuali che testimoniano una maggiore attenzione nella politica familiare nella spesa alimentare. Evidentemente, l’obiettivo che gli italiani si danno nel 2014 è di “contingentare” il costo dello spreco domestico. Per questo, probabilmente, abbiamo smesso di irrigidirci davanti alla data di scadenza dei prodotti: oggi il 63% degli intervistati dichiara che, quando il cibo è scaduto, controlla se effettivamente è andato a male oppure è ancora buono, e cerca comunque di riutilizzarlo.

Il raffronto con il dato dell’anno scorso (55%) denota un’attenzione e una concentrazione decisamente superiore da parte degli italiani nell’evitare anche i più piccoli sprechi. Attenzione che si riverbera nelle abitudini di acquisto: mai o raramente gli italiani acquistano prodotti che non piacciono e sono quindi a rischio spreco (70%), comperano confezioni troppo grandi (64%), comprano cibo che va a male (63%) o fa la muffa (62%), esagerano nel fare la spesa (59%) o cucinano troppo cibo (58%)».
Antonella Mariotti
http://www.lastampa.it/2014/02/04/scienza/ambiente/focus/la-giornata-contro-lo-spreco-troppo-cibo-finisce-nella-spazzatura-vLwHBojreETrOPTWYubcbN/pagina.html

La storia della matita – P. Coelho

Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo la lettera. A un certo punto, le domandò:
“Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me. ”
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote:
“È vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto. ”
Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunché di speciale.
“Me è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita! ”
“Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell’esistenza sarai sempre una persona in pace col mondo.
“Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. ‘Dio’: ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà.
“Seconda qualità, di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. È un’azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.
“Terza qualità: il tratto della matita ci permette si usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un’azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.
“Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro te.
“Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione.

Da “Fai bei sogni” – Massimo Gramellini

Succede a noi che ospitiamo Belfagor nello stomaco. Pur di non fare i conti con la realtà preferiamo convivere con la finzione, spacciando per autentiche le ricostruzioni ritoccate o distorte su cui basiamo la nostra visione del mondo.
Molte frasi attribuite ai personaggi storici sono state inventate dai loro biografi. Eppure le citiamo con convinzione. Per rassicurarci nei nostri pregiudizi, leggiamo e ascoltiamo solo chi già la pensa come noi. E ci lasciamo cullare la mente da storie fasulle e versioni tranquillizzanti, interpretando la realtà in forma mitica e i miti in forma letterale.
L’intuizione ci rivela di continuo chi siamo. Ma restiamo insensibili alla voce degli dei, coprendola con il ticchettio dei pensieri e il frastuono delle emozioni. Preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. Completamente vivi.