La rivoluzione collaborativa: Alberto Masetti Zannini

Social innovator, co-autore di “Weconomy” e co-fondatore del progetto “The Hub Milano”incubatore di idee ad alto impatto ambientale e sociale. Dopo la laurea alla London School of Economics e un anno al “The Hub” di Londra, Masetti Zannini esporta a Milano il progetto. Primo nodo italiano di un network di portata internazionale, “The Hub” crea spazi di lavoro e incontro per chi s’identifica con un nuovo modello di economia e società e pone i bisogni dell’uomo e del pianeta al centro del proprio lavoro. In the spirit of ideas worth spreading, TEDx is a program of local, self-organized events that bring people together to share a TED-like experience. At a TEDx event, TEDTalks video and live speakers combine to spark deep discussion and connection in a small group. These local, self-organized events are branded TEDx, where x = independently organized TED event. The TED Conference provides general guidance for the TEDx program, but individual TEDx events are self-organized.* (*Subject to certain rules and regulations)

 

 

 

 

 

#custodidelfuturo

Vuoi comprare una bici elettrica? Qui avrai una consulenza gratuita

Hai mai pensato all’acquisto di una bicicletta elettrica? Se vuoi la consulenza gratuita Chiama il numero 338 18674 49 #ecologia #ebike #sapri #cilento #ecoagency ph by #digireale

Come riconoscere le bufale #webeducation

Dobbiamo comprendere che un web migliore parte sempre dalla cultura dei suoi utenti.

Troppe persone ancora cliccano a caso sul display del loro smartphone e spesso di trovano in siti pieni di virus e notizie false che fanno perdere credibilità all’uso di Internet come strumento educativo.

Per i lettori di sensodellavita.com un comodo riepilogo di quanto il meglio del web può offire per imparare a riconoscere e non essere untore di messaggi falsi, virus e fake news. Non ci stancheremo mai di dire che purtroppo spesso le fake news vengono pensate e diffuse fuori dal web (giornali venduti ai politici, storici senza dignità…) però è importante anche fermare il dilagante fenomeno delle bufale, aiutando anche i nostri amici a non rimanere vittima dei tranelli posti in rete per attirare gli utenti inconsapevoli.

Guarda questo video, iscriviti al canale youtube di BUTAC e se vuoi ulteriori informazioni non devi far altro che lasciare un commento.

Se sei interessato ad un corso di webeducation visita la pagina sensodellavita.com/corsi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

articolo dedicato a #will z

#consumocritico Attenti ai social!

Chamath Palihapitiya, ex vicepresidente Facebook
Discorso tenuto all’inizio di novembre 2017 alla Stanford University

Mi sento tremendamente in colpa. Penso che noi tutti sapessimo, nel profondo di noi stessi, anche se abbiamo finto di no. E ci eravamo convinti che probabilmente non ci sarebbero state conseguenze inattese, non davvero così gravi. Io penso che nei recessi profondi della nostra mente sospettavamo che qualcosa di brutto sarebbe potuto accadere, ma penso che il modo in cui noi lo lo immaginavamo, non fosse questo.

Letteralmente siamo arrivati ad un punto, oggi, dove credo che abbiamo creato strumenti che stanno disintegrando il tessuto sociale su cui è basata la Società. E io vorrei incoraggiare voi tutti, quali futuri leader del mondo, a prendere veramente coscienza di quanto questo sia importante. Se tu nutri la bestia, quella bestia ti distruggerà! Se invece la respingi, abbiamo la possibilità di controllarla e rimetterla al suo posto.

Leggi il resto qui

http://www.byoblu.com/post/2017/12/15/vi-stanno-riprogrammando-chamath-palihapitiya-ex-vicepresidente-facebook.aspx

Il consumo critico in informatica

Ogni computer ha bisogno di un sistema operativo.
Il problema è che sui computer acquistati vi è quasi sempre una versione di windows preinstallata.
Molte persone non sanno che esiste un’alternativa a Microsoft così ben sviluppata da essere un sistea operativo completo.
Personaggi principali della rivoluzione sono:
Richard Stallman che fonda la free software foundation
Linus Torvalds che sviluppa un kernel (Nucleo centrale del sistema operativo)che va ad integrarsi perfettamente con il sistema.
Mark Shutterwold è il fondatore di ubuntu, una distribuzione GNU-linux fondata sulla semplicità e l’assistenza di esperti per le aziende che vogliono passare a linux
La legge impone che le pubbliche amministrazioni usino formati aperti e quindi la logica del software libero dovrebbe entrare negli enti locali.
Constatiamo che putroppo ancora non esiste una cultura del software libero nelle scuole e nelle altre organizzazioni pubbliche.
Educhiamo diffondendo questi video al rispetto dela pluralità dell’informatica attraverso internet.

 

#sociale Invita i tuoi amici ad usare Telegram.

WhatsApp è una applicazione molto limitata. Telegram è sicuramente molto migliore. Perché allora tutti usano WhatsApp? Perché mancano le conoscenze giuste e per l’effetto rete (su WhatsApp ho tutti i miei amici).

Ed allora invita i tuoi amici a guardare questo video e a non farsi mettere stupide barriere alla comunicazione personale!

#ecologia Come un programma per navigare riesce a piantare 10 milioni di alberi

Ecosia è  l’idea di un giovane tedesco che ha deciso di creare una società che devolve l’80% dei ricavi pubblicitari all’iniziativa di piantare alberi.

Si chiama Ecosia anche il programma per navigare (browser) oppure il plug-in (componente aggiuntivo) che dobbiamo installare per partecipare al progetto. Gli alberi piantati fino ad oggi sono 10 milioni.

Anche tu puoi partecipare a questa rivoluzione se sostituisci su tutti i tuoi dispositivi digitali al tuo programma di navigazione classico questo software “verde”.

Tutti i bilanci di Ecosia sono trasparenti e anche tu puoi controllare che veramente nessuno sfrutti la tua buona fede per secondi fini.

Il senso della vita è contribuire con piccoli gesti a salvare il nostro pianeta.

Marco Digireale Costanzo

Per capire meglio cosa sia Ecosia

https://info.ecosia.org/what

 

Qui sotto i report finanziari di Ecosia

http://ecosia.dropmark.com/369415

Qui le istruzioni su come installare il plug in

https://www.oltrelettronica.it/come-installare-ecosia/

 

Qui le informazioni principali di Wikipedia

https://it.wikipedia.org/wiki/Ecosia

Ecosia è stato fondato a Wittenberg (Germania) il 14 dicembre 2009 da Christian Kroll in associazione con Bing, Yahoo ed il WWF. Ecosia pur essendo una società a scopo di lucro garantisce che l’80% dei propri introiti siano destinati al WWF in progetti per la salvaguardia della foresta tropicale. La sede di Ecosia GmbH è a Berlino, dove lavora un team formato dalle 7 alle 13 persone.

Funzionalità e proventi[modifica | modifica wikitesto]

Come con tutti i motori di ricerca, il fatturato di Ecosia si genera tramite i proventi pubblicitari delle ricerche effettuate dagli utenti e, grazie alla tecnologia sviluppata da Yahoo, i risultati della ricerca con Ecosia includono pubblicità che generano guadagni attraverso i clic degli utenti stessi. Inoltre, nelle ricerche compaiono dei link affiliati, denominati Ecolinks, che consentono agli utenti di generare donazioni attraverso gli acquisti online. Le aziende dei link affiliati online pagano a Ecosia fino al 5% degli acquisti effettuati sul loro sito.

Ecosia è anche un motore di ricerca CO2 neutrale[5], in grado quindi di “neutralizzare” il 100% delle emissioni causate dal server, dall’infrastruttura, dagli uffici e dai dispositivi degli utenti attraverso dei progetti di compensazione del carbonio attuati dal partner myclimate, come “avoid – reduce – offset” e “do the best and offset the rest“. Inoltre utilizza il 100% dei ricavi dello strumento Ecolinks per finanziare il suo programma di “Ecosia progetti”, in cui gli utenti votano per come dovrebbero essere redistribuiti tra i progetti umanitari e ambientali scelti in precedenza.

È certificata come B-corporation da B-Labs[6].

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

La missione di Ecosia, come social business, è quella di “coltivare concretamente un mondo più sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico”[7], finanziando la riforestazione di un miliardo di nuovi alberi nella foresta atlantica entro il 2020.

 

 

 

Prima giornata di prevenzione dello spreco alimentare

Miliardi di euro finiscono nella spazzatura, miliardi di euro che potrebbero essere recuperati. È il cibo che buttiamo via ogni giorno per acquisti sbagliati, dimenticanza nel frigorifero o cattiva conservazione. E così il 5 febbraio saranno gli Stati Generali di prevenzione dello spreco alimentare in Italia: mercoledì 5 febbraio a Roma, dalle 10 al Tempio di Adriano (in Piazza di Pietra), è convocata la Consulta composta da enti, associazioni, organizzazioni e imprese: tutti gli attori della filiera agroalimentare italiana e le organizzazioni attive nella lotta agli sprechi alimentari sono chiamati a esprimere indicazioni e buone pratiche la realizzazione del Pinpas, il Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare di cui per la prima volta si dota l’Italia per iniziativa del Ministero dell’Ambiente. I lavori, alla presenza e con l’intervento del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e del Sottosegretario alle Politiche Agricole Maurizio Martina, saranno introdotti e coordinati dal presidente di Last Minute Market Andrea Segre’. Interverranno alcuni componenti del Gruppo di lavoro del Pinpas: la scrittrice Susanna Tamaro, lo scienziato Vincenzo Balzani, lo scrittore e attore Giobbe Covatta.

A questa Prima Giornata di prevenzione dello spreco alimentare parteciperanno fra gli altri Fao, Expo, Last Minute Market, Confagricoltura, Confcommercio, Banco Alimentare, Slow Food, Acli, Caritas, Federcomsumatori, Coldiretti, e poi le aziende italiane coinvolte nel tema, da Alcenero a Barilla, da Granarolo a Whirlpool, da Coop a Conad. Il Pinpas, Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, è stato inserito nell’ambito del Piano Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti Italiano adottato dal Ministero dell’Ambiente con decreto direttoriale del 7 ottobre 2013: per la prima volta l’Italia affronta in modo organico il problema degli sprechi alimentari, in sintonia con quanto indicato dalla Commissione Europea nella tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse. Fra i suoi obiettivi primari Pinpas riprende alcune richieste della Risoluzione 2012 del Parlamento Europeo: dimezzare lo spreco alimentare entro il 2025 e sollecitare l’istituzione dell’Anno Europeo contro lo spreco alimentare. Il Pinpas ambisce a produrre soluzioni concrete ed efficaci in termini di riduzione alla fonte della quantità di cibo che finisce tra i “rifiuti” sul breve, medio e lungo periodo. L’obiettivo è raggiungere entro il 2020 una riduzione del 5% dei rifiuti per unità di Pil dei rifiuti urbani, del 10% di quelli pericolosi e del 5% di quelli speciali.

I numeri dello spreco alimentare nel mondo e nel nostro Paese sono inaccettabili. Secondo il Rapporto 2013 sullo spreco domestico di Waste Watcher (l’Osservatorio di Last Minute Market con Swg e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna) ogni famiglia italiana butta in media circa 200 grammi di cibo la settimana: il risparmio complessivo possibile ammonterebbe dunque a circa 8,7 miliardi di euro. Secondo i monitoraggi di Last Minute Market, inoltre, in un anno si potrebbero recuperare in Italia 1,2 milioni di tonnellate di derrate che rimangono sui campi, oltre 2 milioni di tonnellate di cibo dall’industria agro-alimentare e più di 300mila tonnellate dalla distribuzione. Non è un caso, dunque, che negli ultimi sei mesi sia aumentata la sensibilità degli italiani intorno al tema degli sprechi: lo certifica il primo sondaggio 2014 di Waste Watcher.

Le rilevazioni effettuate nel 2013 registravano che il 45% degli italiani aveva sensibilmente diminuito lo spreco del cibo acquistato e poi sprecato rispetto al 2012. Oggi quel dato è salito al 52%, sette punti percentuali che testimoniano una maggiore attenzione nella politica familiare nella spesa alimentare. Evidentemente, l’obiettivo che gli italiani si danno nel 2014 è di “contingentare” il costo dello spreco domestico. Per questo, probabilmente, abbiamo smesso di irrigidirci davanti alla data di scadenza dei prodotti: oggi il 63% degli intervistati dichiara che, quando il cibo è scaduto, controlla se effettivamente è andato a male oppure è ancora buono, e cerca comunque di riutilizzarlo.

Il raffronto con il dato dell’anno scorso (55%) denota un’attenzione e una concentrazione decisamente superiore da parte degli italiani nell’evitare anche i più piccoli sprechi. Attenzione che si riverbera nelle abitudini di acquisto: mai o raramente gli italiani acquistano prodotti che non piacciono e sono quindi a rischio spreco (70%), comperano confezioni troppo grandi (64%), comprano cibo che va a male (63%) o fa la muffa (62%), esagerano nel fare la spesa (59%) o cucinano troppo cibo (58%)».
Antonella Mariotti
http://www.lastampa.it/2014/02/04/scienza/ambiente/focus/la-giornata-contro-lo-spreco-troppo-cibo-finisce-nella-spazzatura-vLwHBojreETrOPTWYubcbN/pagina.html