Poesia di vero amore

Tu

Dove passi lasci il segno
ora una lacrima
sul petalo di un fiore
ora il singhiozzo in un ruscello.
Ora il rumore del vento
simile ad un lamento
ora il fruscio che fan le foglie
quando si parlano.
Dove passi lasci il segno
ed il tuo profumo
si spande nell’aria.
E tutto parla di te.

Sandra Greggio

L’Amore secondo Gibran

Allora Almitra disse: Parlaci dell’Amore.

Ed egli sollevò il capo e guardò i presenti, e una gran pace discese su di loro.
Egli parlò a gran voce:

Quando l’amore vi fa cenno, seguitelo,
Benché le sue strade siano aspre e scoscese.
E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui,
Benché la spada che nasconde tra le penne possa ferirvi.
E quando vi parla, credetegli,
Anche se la sua voce può mandare in frantumi i vostri sogni come il vento del nord lascia spoglio il giardino.

Perché come l’amore v’incorona così vi crocifigge. E come per voi è maturazione, così è anche potatura.
E come ascende alla vostra cima e accarezza i rami più teneri che fremono al sole,
Così discenderà alle vostre radici che scuoterà dove si aggrappano con più forza alla terra.
Come fastelli di grano, vi raccoglierà.
Vi batterà per denudarvi.
Vi passerà al crivello per liberarvi dalla pula.
Vi macinerà fino a farvi farina.
Vi impasterà fino a rendervi malleabili.
E poi vi assegnerà al suo fuoco sacro, perché possiate diventare il pane sacro per il banchetto divino.

Tutto questo farà in voi l’amore, affinché conosciate i segreti del cuore, e in quella conoscenza diventiate un frammento del cuore della Vita.
Ma se avrete paura, e cercherete soltanto la pace dell’amore ed il piacere dell’amore,
Allora è meglio che copriate le vostre nudità, e passiate lontano dall’aia dell’amore,
Nel mondo senza stagioni dove potrete ridere, ma non tutto il vostro riso, e piangere, ma non tutto il vostro pianto.

L’amore non dà nulla oltre se stesso e non prende nulla se non da se stesso.
L’amore non possiede né vuol essere posseduto,
Perché l’amore basta all’amore.
Quando amate non dovreste dire: “Dio è nel mio cuore” ma, semmai, “sono nel cuore di Dio”.
E non crediate di guidare il corso dell’amore, poiché l’amore, se vi trova degni, guiderà lui il vostro corso.

L’amore non desidera che il proprio compimento.
Ma se amate e quindi avete desideri, i vostri desideri siano questi:
Sciogliersi e farsi simili a un ruscello che scorra e canti alla notte la sua melodia.
Conoscere il martirio della troppa tenerezza.
Esser feriti dal vostro proprio intendere l’amore,
E sanguinare di buon grado, gioiosamente.
Svegliarsi all’alba con un cuore alato e dire grazie a un nuovo giorno d’amore;
Riposare nell’ora meridiana e meditare sull’estasi amorosa;
Tornare a casa con gratitudine la sera;
E addormentarsi con una preghiera per chi amate nel cuore, e un canto di lode sulle labbra.

Degni d’amore

Questo brano é dedicato ad Angelica T. e a tutte le donne che amano molto, a volte troppo.

Sentirsi degni d’amore semplicemente per quello che siamo
di John Welwood
(psicoterapeuta statunitense)
~ prima parte ~

Il non sentirsi accettati per quello che siamo è la ferita principale che genera conflitti interpersonali e una quantità di guai nelle relazioni famigliari.
“Quando le persone non si sentono amate, cercano qualcuno a cui dare la colpa, qualcuno su cui riversare i loro cattivi sentimenti”.

I nostri matrimoni, le nostre famiglie, le scuole ed i posti di lavoro sono diventati campi di battaglia dove le persone spendono una gran quantità della loro preziosa energia vitale per combattersi a vicenda.
Anche se all’apparenza possediamo molto amore nella nostra vita, tuttavia se guardiamo bene in noi stessi è possibile individuare un angolo scuro e nascosto dove non ci fidiamo interamente dell’amore.
Ed è proprio lì che attecchisce il nostro risentimento; un posto in cui ci contrapponiamo ostilmente ad un mondo che non ci sembra amico.

Tutti abbiamo diritto all’amore perfetto.
Il problema è che lo cerchiamo nei posti sbagliati: fuori di noi, nelle nostre relazioni imperfette con persone imperfette, ferite come noi.
E’ inevitabile che ne usciamo frustrati e delusi.
A me è capitato e continua a capitare, a voi?

L’amore puro e assoluto non è qualcosa che possiamo inventare o fabbricare.
E’ ciò che ci attraversa naturalmente quando ci apriamo del tutto ad un’altra persona, a noi stessi, alla vita.
Ma l’amore non puo’ scorrere in noi liberamente se le nostre ferite rimangono nascoste; ecco perchè abbiamo a che fare con un’amore relativo.

Come un cielo parzialmente nuvoloso, l’amore relativo è incompleto, incostante e imperfetto.
Lo splendore pieno dell’amore assoluto vi puo’ solo trasparire in brevi e fugaci momenti.

Così anche le relazioni sono sempre instabili, trovano un terreno comune e poi se lo vedono scivolare sotto i piedi perchè le loro differenze le tirano in direzioni diverse.
Questo si rivela un problema solo quando ci aspettiamo che le cose vadano diversamente, quando immaginiamo che l’amore debba manifestarsi come una condizione fissa.
Così se si conta su una stabile sintonia con un’altra persona ci si predispone a frustrazione, delusione e dolore perchè è una condizione impossibile.
Non solo abbiamo bisogni e punti di vista differenti, spesso vogliamo anche essere amati in un modo particolare, che riesca a curare le nostre ferite emotive del passato.

Eppure è una richiesta assurda poichè parte dal presupposto che gli altri dovrebbero costantemente adattare il loro modo d’amare in maniera da farlo coincidere con il nostro.

Stiamo agendo anche noi con amore quando proviamo a fare sì che gli altri ci amino nel modo in cui secondo noi dovrebbero?
Non è forse questa una forma di controllo?
Le aspettative nei rapporti spesso possono rappresentare una richiesta agli altri di conformarsi al nostro volere.

(da: “Amore perfetto, relazioni imperfette”)

Insieme

Nel cielo dei garofani anche una bocca indugia a sorriderti.
Essa ancora conosce le vie a te,
la mezza foglia della tua notte,
l’ammutolita pianta dei nostri gridi.

Essa fa luce innanzi al buio e sulla porta dice le parole:

era pesante, il pesante;
un soffio era il vento che ti ha strappato via;
un cuore che batte ancora sotto la neve.

Le porte si aprono, se sentono che qui questo rimane vero:
il mio occhio col tuo vi va a stare,
come coppia piú oscura al seguito.
Piove come sempre, quando occhio a occhio si giunge
e alla coppia la piú oscura si appresta un sonno sprizzante
a sinistra di un garofano in volo.

Paul Celan

“L’hai amata, vero?”

“L’hai amata, vero?”
Lui sospirò
“Come posso risponderti? Lei era matta”
Sì passò la mano tra i capelli
“Dio se era tutta matta. Ogni giorno era una donna diversa
Una volta intraprendente, l’altra impacciata.
Una volta esuberante, l’altra timida. Insicura e decisa.
Dolce e arrogante.
Era mille donne lei, ma il profumo era sempre lo stesso
Inconfondible
Era quella la mia unica certezza.
Mi sorrideva sapeva di fregarmi con quel sorriso
Quando sorrideva io non capivo più nulla
Non sapevo più parlare ne pensare
Niente, zero
C’era all’improvviso solo lei
Era matta, tutta matta
A volte piangeva
Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio
Lei no
Lei si innervosiva
Non so dove si trova adesso ma scommetto che è ancora alla ricerca di sogni
Era matta tutta matta
Ma l’ ho amata da impazzire.

Charles Bukowski

Poesia d’amore per la futura moglie

Cercavo te nelle stelle
quando le interrogavo bambino.
Ho chiesto te alle montagne,
ma non mi diedero che poche volte
solitudine e breve pace.

Perché mancavi, nelle lunghe sere
meditai la bestemmia insensata
che il mondo era uno sbaglio di Dio,
io uno sbaglio del mondo.

E quando, davanti alla morte,
ho gridato di no da ogni fibra,
che non avevo ancora finito,
che troppo ancora dovevo fare,
era perché mi stavi davanti,
tu con me accanto, come oggi avviene,
un uomo una donna sotto il sole.

Sono tornato perché c’eri tu.

  • 11 febbraio 1946, Primo Levi

Tratta da “Ad ora incerta”; la poesia è dedicata a Lucia Morpurgo, che Levi sposerà l’anno dopo

Aforismi sul vero amore

Nell’amore puro non vi nè dare nè ricevere o,
messo in altro modo non esiste,
sulla terra, un dare senza avere.
L’amore dona perchè deve,
è nella sua natura;
pertanto non si mette a calcolare
se riceve un guadagno di pari entità.
E’ inconsapovole del suo dare
e ancora di più del suo ricevere;
l’amore è la sua unica ricompensa.

Mahatma Gandhi

Ligabue – Polvere Di Stelle

Io non ti conosco
Tu non conosci me
Hai mai conosciuto qualche d’uno per davvero?
Non è una scusa buona
Non è una scusa e basta
Hai mai conosciuto qualche d’uno che ti conosca?
Vieni vedermi in mano
Se pensi che sia un bluff
Ma c’è qualcosa ancora giuro sotto questa pelle
Non morirà nessuno
Morire poi perché
Dicono che siamo tutti polvere di stelle
Ho bisogno di te
Che hai bisogno di me
Per cambiare il tuo mondo
Hai bisogno di me
Che ho bisogno di te
Per cambiare il mio mondo
È sempre testa o croce
È sempre a lotteria
Però come si dice
Ne vedremo delle belle
Non serve troppa luce
Per la nostra fotografia
Ti ricordi o no che siamo polvere di stelle?
Ho bisogno di te che hai bisogno di me
Per cambiare il tuo mondo
Hai bisogno di me
Che ho bisogno di te
Per cambiare il mio mondo
La luna è quasi piena
Il sangue nelle vene
C’è un cerchio che si chiude
Ho bisogno di te
Che hai bisogno di me
Diamo senso ad un giorno
Coi tuoi trucchi senza inganni
Vuoi le cose come stanno
Eccoti, eccomi
Eccoci
Ho i tuoi piedi ben piantati
E poi i sogni più agitati
Muoviti muovimi
Muovici
Ho bisogno di te
Che hai bisogno di me
Per cambiare il tuo mondo
Hai bisogno di me
Che ho bisogno di te
Per cambiare il mio mondo
La luna è quasi piena
Il sangue nelle vene
C’è un cerchio che si chiude
Ho bisogno di te
Che hai bisogno di me
Diamo senso ad un giorno
Compositori: Luciano Ligabue

Una lettera al figlio sull’amore

“New York

10 novembre 1958

Caro Thom:

Abbiamo ricevuto la tua lettera stamattina. Risponderò dal mio punto di vista e naturalmente Elaine dal suo.

Innanzitutto, se sei innamorato, questa è una buona cosa – direi che è la cosa migliore che possa succedere a chiunque. Non lasciare che nessuno la riduca a una cosa piccola e insignificante.

In secondo luogo, ci sono diversi tipi d’amore. Ce n’è uno egoista, meschino, avido, interessato, che usa l’amore per il proprio narcisismo. Questo è il tipo d’amore brutto e paralizzante. L’altro è un fuoriuscire di tutto ciò che c’è di buono in te – gentilezza, considerazione, rispetto -, che non sono solo il rispetto sociale delle buone maniere ma una forma di rispetto più grande che consiste nel riconoscere un’altra persona come unica e preziosa. Il primo tipo d’amore può renderti ammalato, piccolo e debole, ma il secondo può liberare in te forza, coraggio, bontà e perfino saggezza che non sapevi di avere.

Dici che questa non è solo una cotta da ragazzini. Se la senti in modo così profondo naturalmente non lo è.

Ma non credo che tu mi stessi chiedendo cosa provi. Lo sai meglio di chiunque altro. Quello che ti serviva da me era sapere cosa fare al riguardo, e questo posso dirtelo.

Innanzitutto gioiscine e sii molto felice e riconoscente per il fatto che è successo.

L’oggetto dell’amore è la cosa più bella che esista. Prova ad esserne all’altezza.

Se ami qualcuno, non c’è assolutamente nulla di male nel dirlo, però devi ricordare che alcune persone sono molto timide e talvolta quando lo si dice bisogna tenere quella timidezza in considerazione.

Le ragazze hanno una loro maniera di capire o sentire quello che senti, ma di solito vogliono sentirselo dire.

A volte succede che quello che senti non sia reciproco per un motivo o per un altro, ma questo non rende i tuo sentimenti meno preziosi e degni.

Infine, conosco la sensazione che stai provando perché la possiedo anch’io e sono contento che la provi anche tu.

Saremo lieti di incontrare Susan. Sarà assolutamente benvenuta. Ma sarà Elaine a occuparsene perché quello è il suo campo e sarà molto lieta di farlo. Anche lei sa qualcosa dell’amore e forse può aiutarti più di me.

E non preoccuparti di perdere. Se deve succedere, succederà: l’importante è non avere fretta. Le cose buone non scappano via.

Con affetto,

Papà”

John Steinbeck