Paura di morire…

​Dicono che un fiume prima di gettarsi in mare prova un tremito di paura. Si volta indietro e vede in un colpo d’occhio tutta la sua camminata: i picchi, le montagne. Il lungo cammino sinuoso attraverso la foresta, i villaggi, e vede davanti a sé un oceano tanto grande che entrarvi non rappresenta altro che scomparire per sempre… Ma non c’è alternativa. Il fiume non può più tornare indietro. Deve rischiare ed entrare nell’ oceano. Ed è solo quando entra nell’oceano che la paura scompare, solo allora si rende conto che non si tratta di scomparire nell’oceano ma di diventare oceano: da un lato è scomparire, dall’altro è rinascere. Così è la vita: non si può più tornare indietro, ma solamente andare avanti ed avere il coraggio di diventare oceano… (Cit.)

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Il tuo sorriso – Pablo Neruda

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

Pablo Neruda

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