C’e’ la mafia a Ostia?

Se hai qualche amico che vota ad Ostia Fagli vedere questo servizio e ricordagli che Ostia ed il suo futuro dipendono da che tipo di amministrazione si riuscirà ad avere. Onestà ed etica dovranno tornare negli ambienti pubblici e privati.

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Linux è il miglior sistema operativo al mondo.

Se ancora qualcuno viene a dirti che ciò che è gratis non vale nulla allora potete contrapporre questo articolo che spiega come i 500 computer più potenti al mondo (molti sono in Cina) usano tutti una distribuzione new linux che giornalisti maldestri chiamano solamente linux.

La Cina ha per la prima volta ottenuto la leadership nel campo dei supercomputer sia in termini di supercomputer più potente in assoluto sia in termine di quantità di supercomputer presenti nella lista Top500. Tra le altre novità, Linux è diventato il sistema operativo usato da tutti i supercomputer nella lista.

La Cina continua a detenere il primo posto con il supercomputer Sunway TaihuLight, che è in grado di raggiungere i 93,01 petaflop. Al secondo posto è presente un altro sistema cinese, Tianhe-2, che arriva a 33,86 petaflop. Terzo posto spetta invece allo svizzero Piz Daint, che arriva a 19,59 petaflop.

Se nella scorsa edizione della lista, che viene pubblicata ogni sei mesi, venivano annoverati ben 169 sistemi statunitensi contro i 160 cinesi, ora la Cina ha il predominio con 202 sistemi contro i 143 statunitensi. Al terzo posto viene il Giappone con 35 supercomputer, al quarto la Germania con 20, al quinto la Francia con 18 e al sesto il Regno Unito con 15.

Continua a leggere l’articolo qui

http://www.hwupgrade.it/news/sistemi-operativi/linux-e-ora-l-unico-sistema-operativo-dei-primi-500-supercomputer-del-mondo_72379.html

Scendere per poter comunicare – Jean Vanier

Mi ricordo che un giorno a Parigi sono stato avvicinato da una donna che aveva l’aria fragile e ferita. Mi chiedeva dieci franchi.

Ho voluto sapere il perché e mi rispose che era appena uscita dall’ospedale psichiatrico e che era malata.
Abbiamo iniziato a parlare e a un certo punto mi sono reso conto che se continuavo sarebbe diventato troppo pericoloso perché di certo l’avrei invitata a pranzo e non avrei più potuto lasciarla per la strada.
E ho sentito salire dentro di me ogni sorta di potenza che mi diceva di fermarmi.

Le ho dato dieci franchi e sono andato all’appuntamento che avevo.

Se ci si avvicina troppo al povero si perde la propria libertà personale.

A un certo punto si arriva ad una svolta senza ritorno che cambia la nostra vita.
Mi sono reso conto che facevo esattamente come il prete e come il levita della storia del buon samaritano che hanno continuato la loro strada fino a Gerico. Abbiamo fatto tutti questa esperienza.

La via discendente ci porta al povero che grida ed è una strada molto pericolosa.
Non parlo soltanto delle persone che hanno un handicap ma anche di quel tale o tal altro assistente del mio focolare che piange e si arrabbia e porta dentro di sé la fragilità umana.

Avvicinarsi a lui può esser molto pericoloso ed è preferibile allontanarsi.

A volte è molto più facile dare dei soldi ad un povero piuttosto che avvicinarsi a lui.

Ma non è questa la nuova visione che Gesù porta nel mondo.

Gesù non ci insegna a fuggire ma a scendere fino in basso per scoprire i semi della risurrezione.

E’ talmente sconvolgente: dobbiamo scendere per essere guariti e per rinascere ed è il povero che ci insegna la comunione.

La comunione è molto diversa dalla generosità.
Si può dare e fare molto per gli altri, ma mettersi in comunione significa fermarsi ed entrare in relazione, significa guardare negli occhi e dare la mano, in un dono reciproco, ricevendo e donando.
La generosità implica solo il dono senza esigenze diverse dal tempo, dal denaro o dalle competenze, spesso dati per raccogliere gloria.

Ma entrare in comunione significa diventare vulnerabili, significa far cadere le barriere e le maschere, compresa quella della generosità e significa mostrarsi così come si è.

Entrare in comunione è riconoscere che si ha bisogno del fratello, come Gesù, stanco, che chiede alla samaritana di dargli da bere.

Gesù non le chiede di cambiare, le dice semplicemente che ha bisogno di lei, la incontra in profondità, entra in comunione con lei, entra in una relazione dove si dà e si riceve, dove ci si ferma e si ascolta.

E’ più facile dare che fermarsi, soprattutto quando si è angosciati.

Certo il povero ha bisogno di soldi ma ha soprattutto bisogno, come il bambino, di incontrare un amico felice di essere con lui.

  • Jean Vanier –

tratto da: “Lettera della tenerezza di Dio”, EDB, pp. 23-24

http://leggoerifletto.blogspot.it/2017/11/scendere-per-poter-comunicare-jean.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed:+Leggoerifletto+(leggoerifletto)&m=1

Perchè possiamo essere ottimisti. Qualcosa sta accadendo – Paolo di Cesare 

Mentre ogni giorno abbiamo mille ragioni per dire che tutto va male possiamo girare lo sguardo e scoprire che ci sono altre mille ragioni per dire che tutto va bene. Nella battaglia tra ottimisti e pessimisti sembra sempre che gli ultimi abbiano una ragione in più ma non è così. Il mondo cambia e se noi ci impegniamo per accelerare questo cambiamento positivo la terra potrà essere ancora il paradiso che molti di noi hanno sperimentato la dove manca l’intervento umano.

Lascia un commento e, se vuoi, visita eccellenze.org/kaizen per diventare anche tu un ottimista

HAI MAI PROVATO A GUARDARE IL CIELO?

Hai mai provato
A guardare il cielo
A stenderti su un prato
accarezzare un fiore
a seguire con lo sguardo
cime, foglie, aurore
che spuntano di nuovo tra l’azzurro e il sole.

Hai mai provato
A guardare il mare
Come tu fossi un pescatore,
silenzioso sulla riva,
A seguire con lo sguardo
una scia che traccia rosso l’orizzonte
Scoprire che unisce l’oriente e l’occidente.

Hai mai provato
a scegliere una via
come tu fossi un viaggiatore,
lasciarti trasportare dall’istinto
andare in giro per il mondo
tra mari, monti, pianure, deserti
imbrigliare muto o guidare un sentimento.

Hai mai provato
A costruire un sogno
Come tu fossi un costruttore,
soltanto con l’aiuto del tuo cuore,
Senza avere per le mani una città
Un progetto, un permesso, una licenza,
grattacieli e grandi i spazi di speranza.

Hai mai provato
A guardare il cielo,
a lasciarti guidare da una stella
a far della tua vita un sogno
lasciare ogni cosa che si avveri
come nella favola più bella.

Autore: Sandrino Aquilani