Ecosofia

Ascoltando questa intervista puoi iniziare a conoscere i principi dell’ecologia profonda o ecosofia. La tua opinione, al solito, è sempre gradita

Ascolta “”Ecologia profonda: il sogno dell’uomo ecocentrico” – Intervista a Selene Calloni Williams”

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La ragione di un viaggio – D.A.M.

“Viviamo come se non dovessimo mai morire,
e moriamo, così, inutilmente spendendoci,
senza avere mai completamente vissuto:
un verso che non troverà l’ultima rima.

Rimandiamo a domani un ‘ti amo’, un ‘mi manchi’
a un amore sentito, un ‘ti voglio bene’ a un amico ,
certi che ci sia il domani per farlo,
ma la certezza è spesso solo il rimpianto
di un abbraccio mancato e di un non esserci stato,
di un non aver tentato, oltre te stesso averci provato.

Serbiamo rancori e costruiamo belle menzogne,
feriamo indolenti con parole di carta vetrata
credendo che basti a far tabula rasa
l’ inflazionata parola ‘perdono’.

Corriamo scorrendo la vita
con la pretesa di colmare gli attimi di un senso
riempiendo le trancianti lancette di un orologio già fermo;
ma il senso qual è se non quello
di spegnersi sereni negli occhi di un figlio
cui lasciare la propria più grande eredità d’affetti
e d’aver dato come foglia d’autunno anche l’ultimo colore.

Urliamo i pensieri
nelle brevi distanze che separano i cuori,
basterebbe ascoltarne il sussurro
e da irredenti saremmo oltre i loro confini.

Avevo solo questo da dirti,
e volevo dirtelo oggi!”

© Domenico Antonio Matalone – DAM
Copyright © 2014 – Tutti i diritti riservati L. 633/1941

DAM – Io voglio del ver la donna laudare”

Io voglio del ver la mia donna laudare è un sonetto di Guido Guinizzelli.

In questo sonetto Guinizzelli tesse un elogio della donna e, nelle quartine, la paragona alle bellezze della natura come i fiori, idealmente rappresentati dalla rosa e dal giglio, che possono simboleggiare una vasta gamma di sentimenti, in particolare l’amore e la purezza; i corpi celesti, che già trasferiscono le virtù della donna su un piano soprannaturale; le bellezze della natura con i colori, compresi quelli cangianti delle pietre preziose. L’elenco dei paragoni sublimi è fatto su modello del plazer provenzale.

Umana follia – giornata della memoria

Umana follia

“Per non fulminarmi
contavo con gli occhi
le spire appuntite,
mio padre quel filo spinato
lo usava nei campi
e per il recinto degli animali.

E’ stato un viaggio stancante,
mia madre mi teneva per mano,
guardavo un po’ da una tavola marcia
l’aria fresca da dove veniva.
Avevo tanta fame, ho sempre fame.
Quel tozzo di pane e di casa lo sogno.

Mi ero fatto un amico bambino,
ma lui era più grande,
forse per questo non viene più a trovarmi.
Mi hanno detto che ora lavora
dove c’è quel fumo grigio che sale a Dio
e non può più giocare con me.

Ho scritto grande sul fango il mio nome,
per fare vedere a Dio dove sono,
ma lo ha visto prima un uomo sulla torre.
Ho il viso sporco di fango
nel grembiule di mia mamma rosso.
“Portami a casa, mamma. Ho freddo e fame.”

© Domenico Antonio Matalone – DAM © 2018 – Copyright Tutti i diritti riservati L. 633/1941