Animula vagula blandula – Adriano

Animula vagula blandula…

piccola anima smarrita e soave

compagna e ospite del corpo

ora t’appresti a scendere in luoghi incolori,

ardui e spogli

ove non avrai più gli svaghi consueti .

un istante ancora

guardiamo insieme le rive familiari

le cose che certamente non vedremo mai più…

cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…

Adriano

La ballata degli amori inutili – Vellei

La ballata degli amori inutili

Io canto dell’arme, di lotte e di tenzon.
Io canto di gioia, paura ed amor.
Di un cavaliere che si innamorò,
di una fanciulla che lo rifiutò.

Povero cavaliere smetti di vaneggiar
e ciò che vedi morto tu devi dimenticar.
Furono per te giorni assai felici,
ovunque lei andasse, tu sempre la seguivi.

Amata come amata nessuna sarà mai,
solo con lei all’amore giocherai.
Tu lo volevi e lei non si negava,
intanto finiva una splendida giornata.

Ora che lei il cavalier non vuole più,
non essere infelice, non inseguirla tu.
Non cedere, resisti con animo risoluto,
addio fanciulla il cavalier ormai è perduto.

Non verrà a cercarti, se tu non lo vorrai,
non più desiderata, fanciulla tu soffrirai.
Che vita ti rimane povera scellerata?
Chi ti vorrà? Che tu sia dannata!

Chi amerai? Da chi sarai amata?
Chi bacerai? Da chi sarai viziata?
Ma tu cavaliere non cedere, resisti
Ma tu cavaliere non cedere, resisti

Io canto dell’arme, di lotte e di tenzon.
Io canto di gioia, paura ed amor.
Di un cavaliere che si innamorò,
di una fanciulla che lo rifiutò.

http://www.vitaminic.it/artist/henomis/

Parole nel vento – Giuseppe Frosali

PAROLE NEL VENTO

Non sarà l’acqua
che scende dal cielo
che può lavar
così tante ferite,
né frasi belle
lanciate ad effetto
che poi si son
tante volte sentite.
Nel gran parlare
c’è l’ottimismo
e intanto sorgono nuovi
conflitti,
quelle parole si perdon
nel vento
senza fermare
quei tanti delitti.
Il sangue caldo
che scorre fumante
è come lava
di un grande vulcano,
il suo colore,
quel fuoco che inebria,
scalda le menti
che volan lontano.
Ma le parole
non perse nel vento
arriveran di sicuro
allo scopo,
dialogo e pace son le parole,
da usare prima
piuttosto che dopo.

Giuseppe Frosali

INNO ALLA VITA – Frosali

INNO ALLA VITA

Non avercela col mondo
se ti senti un pò smarrito,
non sei il solo con dei dubbi,
a sentirti intimorito.
Sulle ali della vita
devi sol lasciarti andare,
senza smanie o resistenze
devi farti trasportare.
E lo sai, la vita è bella,
sarà bella da scoprire,
tutta quanta è un’avventura
che dà gioie e fa soffrire.
Segui sempre la tua via,
non distrarti e tira dritto,
ingannevoli miraggi
ti vorran veder sconfitto.
Allontana i giorni grigi,
non dar spazio alla tristezza,
la famiglia è il sol rifugio;
e l’amore una certezza.
Siam come foglie tremule nell’aria
fra il rombo di motori
ed aria infetta,
vivi sempre la vita e vola in alto
sul dilagar del chiasso
e della fretta.

Giuseppe Frosali

Il saluto mancato – Costanzo

Il saluto mancato

Figlio, sono stata felice con le tue carezze

sul viso e nel cuore.

Calice dolce.

Figlio, non avrei voluto partire.

Calice amaro.

Figlio, mi domanderai e ti domanderai il senso

di questo nostro sacrificio.

Come agnelli di Dio.

Non ho risposte umane per te, figlio.

Ho l’esempio della mia vita da darti.

Agnello.

Cerca, se puoi, di meritare la vera Casa.

Di

Dio.

(in memoria di Angela)

I Figli – Gibran

E una donna che reggeva un bimbo al seno disse, Parlaci dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso voi ma non da voi,
e sebbene siano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri.
Poiché hanno pensieri loro propri.
Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,
giacchè le loro anime albergano nella casa di domani,
che voi non potete visitare neppure in sogno.
Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli
come voi siete.
Giacchè la vita non indietreggia nè s’attarda sul passato.
VOI SIETE GLI ARCHI DAI QUALI I VOSTRI FIGLI ,
VIVENTI FRECCE,
SONO SCOCCATI INNANZI.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
e vi tende con la sua potenza affinchè le sue frecce possano
andare veloci e lontano.
Sia gioioso il vostro tendervi nella mano dell’Arciere;
poiché se ama il dardo sfrecciante,
così ama l’arco che saldo rimane.

La gioia e il dolore – Gibran

La vosta gioia
è il vostro dolore senza maschera.
Tanto più in fondo vi scava il dolore
tanta più gioia voi potrete contenere.
Il legno del liuto
che accarezza il vostro spirito
non è forse scavato col coltello?
Quando sietecontenti
guardate in fondo al cuore
e troverete che soltanto
ciò che vi ha dato dolore vi dona la gioia.
Alcuni dicono:
“la gioia è più grande del dolore”,
e altri: “il dolore è più grande”,
in realtà sono inseparabili.
Essi giungono insieme
e quando una siede con voi
alla vostra mensa,
l’altro è disteso sopra il vostro letto.
Voi siete come bilance
sospese tra il dolore e la gioia.

MONOGRAMMA – Odisseas Elitis

E’ presto ancora in questo mondo, mi senti
I mostri non sono stati domati, mi senti
Il mio sangue perduto e l’affilato, mi senti
Coltello
Come ariete corre nei cieli
E delle stelle spezza i rami, mi senti
Sono io, mi senti
Ti amo, mi senti
Ti prendo per mano mano, ti conduco, ti metto
La bianca veste nuziale di Ofelia, mi senti
Dove mi lasci, dove vai e chi, mi senti

Ti tiene per mano là sopra tra i diluvi

Le gigantesche liane e la lava dei vulcani
Verrà giorno, mi senti
che ci seppelliranno e poi, dopo migliaia di anni, mi senti
Non saremo che pietre lucenti, mi senti
Dove si rifrangerà l’indifferenza, mi senti
Degli uomini
E in migliaia di pezzi ci butterà, mi senti
Nell’acqua ad uno ad uno, mi senti
Conto i miei amari ciottoli, mi senti
E il tempo è una grande chiesa, mi senti
Dove le icone a volte, mi senti
Dei Santi
Piangono lacrime vere, mi senti
Le campane aprono in alto, mi senti
Un profondo valico per lasciarmi passare
Gli angeli aspettano con ceri e salmi funebri
Non me ne andrò via di qui, mi senti
O insieme tutti e due o nessuno, mi senti

Questo fiore delle tempesta e, mi senti
Dell’amore
Una volta per sempre lo cogliemmo, mi senti
E non potrà più fiorire, mi senti
Su altri pianeti o stelle, mi senti
Non c’è la terra e neppure il vento
Lo stesso vento che toccammo, mi senti

E non un giardiniere che ci sia riuscito, mi senti

Da inverni e bore simili, mi senti
Spuntare un fiore, solo noi, mi senti
In mezzo al mare
Con la sola volontà dell’amore, mi senti
Alzammo intera tutta un’isola, mi senti
Con grotte, promontori e rupi in fiore
Senti, senti
Chi parla alle acque e chi piange – senti?
chi cerca l’altro, chi grida – senti?
Sono io che grido ed io che piango, mi senti
Ti amo, ti amo, mi senti.

Grazie a Patrizia