Pace

Acquietati, animo mio,
cosa ti succede?
Tutto la vita ti ha donato,
guarda che mondo abbiamo,
tu sei al sicuro con i tuoi cari.

Una sola cosa devi capire:
tu hai il DOVERE di essere felice
il dovere davanti agli altri uomini
che soffrono ma soprattutto
davanti a chi ti ha creato
insieme alla terra tutta: DIO.
Non cercare grandi cose,
non fare voli pindarici,
una sola sia la parola
che esce dalla tua bocca:
GRAZIE!

Sandra Greggio

Senso della vita per Charlie Chaplin

La vita è troppo bella
Vivi!
Ho perdonato errori quasi imperdonabili.
Ho cercato di sostituire persone insostituibili
e di dimenticare persone indimenticabili.
Ho agito d’impulso.
Sono rimasto deluso da alcune persone,
ma anche io ne ho deluse alcune.
Ho abbracciato per proteggere.
Ho riso quando non si poteva farlo.
Mi sono fatto amici per l’eternità.
Ho amato e sono stato amato, ma sono anche stato respinto.
Sono stato amato e non ho saputo ricambiare.
Ho gridato e saltato per la gioia.
Ho vissuto d’amore e fatto giuramenti eterni,
ma ne ho anche rotti molti.
Ho pianto ascoltando musica e guardando fotografie.
Ho chiamato solo per ascoltare una voce.
Mi sono innamorato per un sorriso.
Ho pensato di poter morire di nostalgia e…
Ho avuto paura di perdere qualcuno di speciale
ed ho finito per perderlo.
Però sono sopravvissuto!
Sono ancora vivo!
Non mi stanco della vita!
E nemmeno tu devi stancartene… Vivi!
Combattere con determinazione è un bene,
abbracciare la vita e vivere con passione.
Perdere con classe e vincere con audacia,
perché il mondo appartiene a chi osa
e la vita è troppo bella per essere insignificante.

Basta violenza sulle donne

Le mie donne” di Renato Zero

“Le mie donne
non cambiano
hanno un’anima sola
mille bocche si schiudono
soffiando sulla mia vela
Nell’insieme
sono il centro perfetto
fra la terra e la luna
sono donne speciali le mie
perché non hanno paura
La mia bussola
il mio orientamento
sono sempre felici con poco
sono autentiche attrici per gioco
molto meglio se gli resti amico
Loro ridono
pensano e inventano
con disarmante candore
finché di quell’intrigante invadenza
non sarà sazio il tuo cuore
Ci vuole altro per essere maschio
ci vuole altro che i muscoli qui
per confondere queste mie donne
e sentirsi al sicuro così
Qualche volta le temo
e ho paura
mi domando, sopravviverò
all’inverno dei miei sentimenti
senza di loro che alibi avrò
Le mie donne
hanno un fiuto speciale
sotto un cielo che cambia colore
e non sprecano il tempo in inganni
per trascinarti diritto all’altare
Quelle donne mie sanno aspettare
quelle donne mi crederai o no
quando passano lasciano il segno
sono le uniche donne che ho
Amici miei
voi che pace non trovate mai
tante manovre ma poi, fallite.
Possibile che
fra tante donne la vostra non c’è
un problema d’età,
timidezza o apatia
sfiducia insincerità allergia
Odio le mamme carnivore
e le sorelle asfissianti
ma quelle che ti maltrattano
alla fine sono quelle importanti.
Le mie donne mi adorano
me le sposerei tutte
hanno tutte quel che di speciale
non riescono ad essere brutte”

Viva la Libertà – Poesia di Brecht

Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.

E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può negarlo.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse.

Una parte
delle nostre parole
le ha stravolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.

Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?

Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?

O contare sulla buona sorte?

Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.

Amicizia

Può pesare un’amicizia
può comportare un impegno
a volte difficile da sostenere
quando ad esempio si hanno problemi o si ha voglia
di stare soli.
Ma proprio in questo
consiste il suo valore
donarsi per l’altro
cercare di capire i suoi problemi
aiutarlo a risolverli anche
a costo di restare senza forze.
Questa per me è amicizia
quella vera che non ti presenta
il conto ma è gratuita.

Sandra Greggio

L’abbandono di don Dolindo

Gesù alle anime:

 – Perché vi confondete agitandovi? Lasciate a me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà. Vi dico in verità che ogni atto di vero, cieco, completo abbandono in me, produce l’effetto che desiderate e risolve le situazioni spinose.

Abbandonarsi a me non significa arrovellarsi, sconvolgersi e disperarsi, volgendo poi a me una preghiera agitata perché io segua voi, e cambiare così l’agitazione in preghiera. Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell’anima, stornare il pensiero dalla tribolazione, e rimettersi a me perché io solo vi faccia trovare, come bimbi addormentati nelle braccia materne, nell’altra riva. Quello che vi sconvolge e vi fa un male immenso è il vostro ragionamento, il vostro pensiero, il vostro assillo ed il volere ad ogni costo provvedere voi a ciò che vi affligge.

Quante cose io opero quando l’anima, tanto nelle sue necessità spirituali quanto in quelle materiali, si volge a me, mi guarda, e dicendomi: “pensaci tu”, chiude gli occhi e riposa! Avete poche grazie quando vi assillate per produrle, ne avete moltissime quando la preghiera è affidamento pieno a me. Voi nel dolore pregate perché io operi, ma perché io operi come voi credete… Non vi rivolgete a me, ma volete voi che io mi adatti alle vostre idee; non siete infermi che domandano al medico la cura, ma, che gliela suggeriscono. Non fate così, ma pregate come vi ho insegnato nel Pater: “Sia santificato il tuo nome”, cioè sii glorificato in questa mia necessità; “venga il tuo regno”, cioè tutto concorra al tuo regno in noi e nel mondo; “sia fatta la tua volontà”, ossia PENSACI TU.

Se mi dite davvero: “sia fatta la tua volontà”, che è lo stesso che dire: “pensaci tu”, io intervengo con tutta la mia onnipotenza, e risolvo le situazioni più chiuse. Ecco, tu vedi che il malanno incalza invece di decadere? Non ti agitare, chiudi gli occhi e dimmi con fiducia: “Sia fatta la tua volontà, pensaci tu”. Ti dico che io ci penso, che intervengo come medico, e compio anche un miracolo quando occorre. Tu vedi che l’infermo peggiora? Non ti sconvolgere, ma chiudi gli occhi e di’: “Pensaci tu”. Ti dico che io ci penso.

E’ contro l’abbandono la preoccupazione, l’agitazione e il voler pensare alle conseguenze di un fatto. E’ come la confusione che portano i fanciulli, che pretendono che la mamma pensi alle loro necessità, e vogliono pensarci essi, intralciando con le loro idee e le loro fisime infantili il suo lavoro. 

Ci penso solo quando chiudete gli occhi. Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, tutto scrutare, confidando solo negli uomini. Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, tutto scrutare, a tutto pensare, e vi abbandonate così alle forze umane, o peggio agli uomini, confidando nel loro intervento. E’ questo che intralcia le mie parole e le mie vedute. Oh, come io desidero da voi questo abbandono per beneficarvi, e come mi accoro nel vedervi agitati! Satana tende proprio a questo: ad agitarvi per sottrarvi alla mia azione e gettarvi in preda delle iniziative umane. Confidate perciò in me solo, riposate in me, abbandonatevi a me in tutto. Io faccio miracoli in proporzione del pieno abbandono in me, e del nessuno pensiero di voi; io spargo tesori di grazie quando voi siete nella piena povertà! Se avete vostre risorse, anche in poco, o, se le cercate, siete nel campo naturale, e seguite quindi il percorso naturale delle cose, che è spesso intralciato da satana. Nessun ragionatore o ponderatore ha fatto miracoli, neppure fra i Santi. 

Opera divinamente chi si abbandona a Dio.

Quando vedi che le cose si complicano, di’ con gli occhi dell’anima chiusi: “Gesù, pensaci tu”. 

E distràiti, perché la tua mente è acuta… e per te è difficile vedere il male. Confida in me spesso, distraendoti da te stesso. Fa’ così per tutte le tue necessità. Fate così tutti, e vedrete grandi, continui e silenziosi miracoli. Ve lo giuro per il mio amore. Io ci penserò ve lo assicuro. Pregate sempre con questa disposizione di abbandono, e ne avrete grande pace e grande frutto, anche quando io vi faccio la grazia dell’immolazione di riparazione e di amore che impone la sofferenza. Ti sembra impossibile? Chiudi gli occhi e di’ con tutta l’anima: “Gesù pensaci tu”. Non temere ci penso io. E tu benedirai il mio nome umiliandoti. Mille preghiere non valgono un atto solo di fiducioso abbandono: ricordatelo bene. Non c’è novena più efficace di questa:

O Gesù m’abbandono in Te, pensaci tu!

di Don Dolindo Ruotolo

Poesia per una morte improvvisa

Questa canzone di Guccini ci restituisce l’interrogativo sul senso della vita che spesso cerchiamo di dimenticare.

Questo è l’interrogativo numero uno di ogni essere pensante. Dalla cui risposta (o non risposta) discendono le nostre azioni.

Lunga e diritta correva la strada,
l’auto veloce correva
la dolce estate era già cominciata,
vicino a lei sorrideva.
Forte la mano teneva il volante,
forte il motore cantava
non lo sapevi che c’era la morte
quel giorno che t’aspettava.

Non lo sapevi che c’era la morte,
quando si è giovani è strano
poter pensare che la nostra sorte
venga e ci prenda per mano.

Non lo sapevi ma cosa hai pensato
quando la strada è impazzita
quando la macchina è uscita di lato
e sopra un’altra è finita.

Non lo sapevi ma cosa hai sentito
quando lo schianto ti ha uccisa
quando anche il cielo di sopra è crollato
quando la vita è fuggita.

Dopo il silenzio soltanto è regnato
tra le lamiere contorte
sull’autostrada cercavi la vita
ma ti ha incontrato la morte.

Vorrei sapere a che cosa è servito
vivere, amare e soffrire
spendere tutti i tuoi giorni passati
se presto hai dovuto partire.

Voglio però ricordarti com’ eri,
pensare che ancora vivi
voglio pensare che ancora mi ascolti
e come allora sorridi.

Profanazione

Giorni mesti
in cui quei fiori colorati
delle più varie forme e sfumature
costituiscono una nota stonata.
E’ il momento del ricordo
di chi non è più tra noi
se non nelle labbra
di chi profana le tombe
con parole anch’esse stonate.
Di troppo.
Serriamo la bocca.
Solo occhi e cuore
hanno diritto di parlare.
Entrambi senza parole,
come i nostri cari
hanno diritto che sia.
Nel chiuso della loro dimora
in quelle foto sbiadite
dal tempo e dall’oblio
ce lo chiedono.
Ascoltiamole.
Prima che ci caccino
come i mercanti dal tempio.

Sandra Greggio