Una nuova vita

E fu allora che decisi
di prendere di petto la vita
di metterle il guinzaglio
e di dirle: adesso fai quello
che ti dico io.
E iniziai a lamentarmi
di meno e a sorridere di più,
apprezzando le piccole cose,
i gesti di affetto che ogni giorno
ricevo e a cui mai avevo badato.
E mi accorsi che provavo
più serenità.
E allora, seduta sul bordo
dell’aurora, attendo impaziente
il giorno che nasce
per viverlo appieno.

Sandra Greggio

Poesia di vero amore

Tu

Dove passi lasci il segno
ora una lacrima
sul petalo di un fiore
ora il singhiozzo in un ruscello.
Ora il rumore del vento
simile ad un lamento
ora il fruscio che fan le foglie
quando si parlano.
Dove passi lasci il segno
ed il tuo profumo
si spande nell’aria.
E tutto parla di te.

Sandra Greggio

Poesie San Valentino

Una manciata di parole

Prestami una manciata di parole
per l’arida mia bocca.
Prestami il tuo sorriso
per aprir le mie labbra.
Prestami le tue dita
per sfiorarti le ciglia
mentre il sonno rapisce.
Prestami le tue mani
per carezzarmi il volto
e lacrime asciugare.
Prestami le tue braccia
per scaldare il mio corpo.
Rendimi il cuor rubato
che ancora e ancora per te vuol sognare.
Ma l’hai portato via con te
in quella notte di bufera.

Sandra Greggio

Proposito

Lotterò perché niente e nessuno
distruggano il mio mondo
dove se mi va in una nuvola
vedo la forma di un cuore,
dove anche in pieno inverno
un cinguettio mi ricorda primavera,
Dove le onde burrascose
del mare fanno paura ai gabbiani
che timorosi vanno a dormire
dentro un faro abbandonato,
dove guardando un vecchio film
non posso fare a meno di piangere,
dove sogno di ricevere una rosa
ogni giorno da chi ho sposato.
Lotterò finché ho respiro
perché i miei occhi possano
guardare senza fingere mai
quelli dei miei figli pronunciando
una sola parola: futuro.

Sandra Greggio

NUVOLE

Guardo il cielo

e ammiro la sua immensità.

Guardo il cielo

e ritrovo l’essenza

dell’essere infinito che è in me.

Osservo l’azzurro

striato dalle nuvole,

ora sottili, ora immensamente morbide,

leggere essenze di una vita

che scorre inesorabile ed eterna.

Nuvole di cielo sopra di me

e mi ritrovo ad osservare

figure immaginarie, battaglie di eroi,

volti sacri,

che dominano dall’alto dei cieli.

Voli di farfalle,

giochi di bimbi,

e la fantasia si arricchisce di infinito.

Purezza dell’essere,

in un mondo oscuro ed ostile.

Guardo le nuvole

e mi sento leggero,

libero i pensieri:

respiro la purezza dell’essere.

Biagio Manganelli, 2 AM Liceo A. Gatto

La città senza giocattoli

Ricordo occhi infantili
spalancati davanti
alla vetrina del negozio
di giocattoli di tutti i tipi.
Soprattutto a Natale
quando si portava
la letterina dei desideri
da imbucare nella cassetta.
E poi iniziava l’attesa fatta
di un’euforia difficile da calmare.
Oggi l’infanzia non è più così.
Oggi la mia cittadina
non ha più un negozio di giocattoli.
L’unico che c’era ha chiuso.

Sandra Greggio

Nonna

Ho fatto i crostoli oggi
quelli che si chiamano
anche galani o cenci
o chiacchiere o frappe.
Ma che importa il nome?
Mentre li impastato vedevo
nonna col suo abito a fiori
ed ovviamente il grembiule.
Svelte le sue mani
sorridenti i suoi occhi che
amorevolmente mi accarezzavano.
Credo di non avere più avuto
momenti così sereni nella mia vita.
Eppure ho eseguito tutto
come lei ma la mia mente
è ingombra di ragnatele
che devo impegnarmi a togliere
nelle pulizie di primavera.

Sandra Greggio

Natura morta

Scivola, penna, sul foglio,
trova parole di speranza
per un cielo più azzurro
che trasformi grigi ammassi di cemento.
Scivola, penna, sul foglio,
dipingi di un verde nuovo
alberi che ormai stecchiti
urlano al cielo la loro fine,
violati, maltrattati, uccisi
dalla mano ingorda e vorace dell’uomo.
Scivola, penna, sul foglio,
ricrea un ambiente vivibile
in cui l’autunno sia giallo,
bianco l’inverno, verde la primavera,
calda l’estate,
in cui ogni stagione
abbia ancora la sua dignità.
Scivola, penna, sul foglio,
per ricordare il tempo
in cui ridente x il bosco,
frondosi i rami degli alberi,
rifugio per teneri nidi
che ora non cantano più.

Sandra Greggio

Il barattolo di vetro

In un barattolo di vetro,
ho rinchiuso i giorni da ricordare, in una bottiglia scura, le ore d’ansia e le sere di lacrime.


In una valigia,i rancori, i conti in sospeso, le paure e le vigliaccherie.


Per i miei capricci, gli errori e le cattiverie, ho dovuto cercare un baule, di quelli grandi,per le coperte e i vestiti pesanti.


Voglio fareil cambio di stagione.Voglio mettere ordine, Signore.

Ma il vetro si incrina,la tela si strappa, il legnosi screpola.


Non c’è chiusura ermetica, serratura o chiavistello che possano reggere alla realtà.


Tutto, di nuovo, si confonde: i dubbi macchiano la fede, la malinconia scolora la speranza, i peccati corrodono la carità.
Da sola non ci riesco, Signore.

Aiutami tu, che mi conosci come nessun altro,che sei l’autore della mia biografia,che mi hai voluta fin dall’eternità.


Riordinami, Signore. In te solo, posso trovare la mia pace.

 Patrizio Righero http://editrice.effata.it/autori/157/patrizio-righero/

La galaverna

Non hai risparmiato nulla.
Non c’è albero o cespuglio o filo d’erba o fiore o foglia
che tu non abbia ricamato
tutto rigorosamente in bianco.
Quel biancore che per guardarlo
quasi servono gli occhiali da sole
per il riverbero che trasmette.
Peccato non averti potuto
vedere a Natale quando
avresti contributo a creare
tu da sola anche senza addobbi
quel clima caratteristico
del pieno inverno, di nonno gelo.
Ora dalla finestra vedo tutto
bianco e ogni tanto passano
sbuffi di nebbia che si confondono
col fumo dei camini.
Ti ringrazio per essere venuta
seppure in ritardo, ora posso dire
che anche quest’anno ho visto
la galaverna!!!

Sandra Greggio

Rallentare. Il miglior augurio possibile

Rallenta.
pensa a chi sei.

Rallenta.
prendi il giorno e fanne occasione di abbandono.

Rallenta.
se stai male, rallenta.

Dentro alle preoccupazioni, all’angoscia della prestazione, tu fermati.
guardale in faccia e loro si rimpiccioliranno.

Rovista nei cassetti e cerca i sogni. forse li hai perduti dentro alla fretta. basta tirarli fuori e riposizionarli in bella vista.
se li vedi tu, lì vedranno anche gli altri.

Conta gli sguardi. gli occhi che ancora riesci ad incontrare, quelli che concedi.
ciò che ti stavi perdendo.
se i tuoi occhi guarderanno, gli altri sapranno chi sei.

Rallenta.
nelle sere buie. spogliati delle paure, delle colpe, della noncuranza.
ci sarà sempre un motivo per essere inadeguato. cerca il resto.

Rallenta.
se non sai più chi sei. cosa vuoi.
guarda i passi, il panorama oltre i vetri. i bambini che giocano.
respira di nuovo la vita. anche se non è la tua, stai sicuro che ci assomiglia.

Rallenta.
senti l’aria sul volto. la terra sotto i piedi. la musica in lontananza e il ronzio nelle orecchie se ne andrà.
tu resterai.

Rallenta.
dentro alle parole che fanno male. al cuore che soffre. all’amore che non sa esistere.
se lo farai, sarai meno fragile.

Rallenta e cercati in ogni angolo, in ogni anfratto, in ogni intercapedine in cui ti sei nascosta. riportati dentro al visibile.
se ti vedrai, lo faranno anche gli altri.

Rallenta.
riprenditi la tua esistenza. fosse anche un attimo.

tu torna. riposizionati. respira.
Resta.

Ce la farai.

Penny

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