Aforisma su Dio di Tolstoj

“Dio è quell’infinito Tutto, di cui l’uomo diviene consapevole d’essere una parte finita. Esiste veramente soltanto Dio. L’uomo è una Sua manifestazione nella materia, nel tempo e nello spazio. Quanto più il manifestarsi di Dio nell’uomo (la vita) si unisce alle manifestazioni (alle vite) di altri esseri, tanto più egli esiste. L’unione di questa sua vita con le vite di altri esseri si attua mediante l’amore. Dio non è amore, ma quanto più grande è l’amore, tanto più l’uomo manifesta Dio, e tanto più esiste veramente.„
Lev Tolstoj

Il male esiste?

Germania, primi anni del XX secolo.

Durante una conferenza tenuta per gli studenti universitari, un professore ateo dell’Università di Berlino lancia una sfida ai suoi alunni con la seguente domanda:

"Dio ha creato tutto quello che esiste?"
Uno studente diligentemente rispose: "Sì certo!".
"Allora Dio ha creato proprio tutto?" – Replicò il professore.
"Certo!", affermò lo studente.
Il professore rispose: "Se Dio ha creato tutto, allora Dio ha creato il male, poiché il male esiste e, secondo il principio che afferma che noi siamo ciò che produciamo, allora Dio è il Male".
Gli studenti ammutolirono a questa asserzione.

Il professore, piuttosto compiaciuto con se stesso, si vantò con gli studenti che aveva provato per l’ennesima volta che la fede religiosa era un mito.

Un altro studente alzò la sua mano e disse: "Posso farle una domanda, professore?".
"Naturalmente!" – Replicò il professore.
Lo studente si alzò e disse: "Professore, il freddo esiste?".
"Che razza di domanda è questa? Naturalmente, esiste! Hai mai avuto freddo?". Gli studenti sghignazzarono alla domanda dello studente.
Il giovane replicò: "Infatti signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della fisica, ciò che noi consideriamo freddo è in realtà assenza di calore.

Ogni corpo od oggetto può essere studiato solo quando possiede o trasmette energia ed il calore è proprio la manifestazione di un corpo quando ha o trasmette energia.
Lo zero assoluto (-273 °C) è la totale assenza di calore; tutta la materia diventa inerte ed incapace di qualunque reazione a quella temperatura.

Il freddo, quindi, non esiste. Noi abbiamo creato questa parola per descrivere come ci sentiamo… se non abbiamo calore".

Lo studente continuò: "Professore, l’oscurità esiste?".
Il professore rispose: "Naturalmente!".
Lo studente replicò: "Ancora una volta signore, è in errore, anche l’oscurità non esiste. L’oscurità è in realtà assenza di luce. Noi possiamo studiare la luce, ma non l’oscurità. Infatti possiamo usare il prisma di Newton per scomporre la luce bianca in tanti colori e studiare le varie lunghezze d’onda di ciascun colore. Ma non possiamo misurare l’oscurità. Un semplice raggio di luce può entrare in una stanza buia ed illuminarla. Ma come possiamo sapere quanto buia è quella stanza?
Noi misuriamo la quantità di luce presente. Giusto? L’oscurità è un termine usato dall’uomo per descrivere ciò che accade quando la luce… non è presente".
Finalmente il giovane chiese al professore: "Signore, il male esiste?".
A questo punto, titubante, il professore rispose, “Naturalmente, come ti ho già spiegato. Noi lo vediamo ogni giorno. E’ nella crudeltà che ogni giorno si manifesta tra gli uomini. Risiede nella moltitudine di crimini e di atti violenti che avvengono ovunque nel mondo. Queste manifestazioni non sono altro che male".
A questo punto lo studente replicò:

"Il male non esiste, signore, o almeno non esiste in quanto tale.
Il male è semplicemente l’assenza di Dio.
E’ proprio come l’oscurità o il freddo, è una parola che l’uomo ha creato per descrivere l’assenza di Dio.
Dio non ha creato il male. Il male è il risultato di ciò che succede quando l’uomo non ha l’amore di Dio presente nel proprio cuore.

E’ come il freddo che si manifesta quando non c’è calore o l’oscurità che arriva quando non c’è luce".

Il giovane fu applaudito da tutti in piedi e il professore, scuotendo la testa, rimase in silenzio.
Il rettore dell’Università si diresse verso il giovane studente e gli domandò: "Qual è il tuo nome?".
"Mi chiamo, Albert Einstein, signore!" – Rispose il ragazzo.

……………………………………………….
Marco "Digireale" Costanzo
miglioramento.com/digireale

……………………………………………….

Riconoscere Dio al centro della vita – Dietrich Bonhoeffer

Dio non si vergogna della bassezza dell’uomo, vi entra dentro (…) Dio è vicino alla bassezza, ama ciò che è perduto, ciò che non è considerato, l’insignificante, ciò che è emarginato, debole e affranto; dove gli uomini dicono “perduto”, lì egli dice “salvato”; dove gli uomini dicono “no”, lì egli dice “sì”.
Dove gli uomini distolgono con indifferenza o altezzosamente il loro sguardo, lì egli posa il suo sguardo pieno di amore ardente e incomparabile. Dove gli uomini dicono “spregevole”, lì Dio esclama “beato”.
Dove nella nostra vita siamo finiti in una situazione in cui possiamo solo vergognarci davanti a noi stessi e davanti a Dio, dove pensiamo che anche Dio dovrebbe adesso vergognarsi di noi, dove ci sentiamo lontani da Dio come mai nella vita, proprio lì Dio ci è vicino come mai lo era stato prima.
Lì egli vuole irrompere nella nostra vita, lì ci fa sentire il suo approssimarsi, affinché comprendiamo il miracolo del suo amore, della sua vicinanza e della sua grazia.


– Dietrich Bonhoeffer –

Il potere delle idee

Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.
Medaglia del Premio Nobel George Bernard Shaw
……………………………………………….
Marco "Digireale" Costanzo
miglioramento.com/digireale
uc?export=download&id=1vaHndBPIX3Re4P8HQu9zWmhcEm_VzwKm&revid=0B9Q2VBpmDOunQ0pDbXdGOEtTMlBYeFFIL3dUSms1dStRbThVPQ

……………………………………………….

La galaverna

Non hai risparmiato nulla.
Non c’è albero o cespuglio o filo d’erba o fiore o foglia
che tu non abbia ricamato
tutto rigorosamente in bianco.
Quel biancore che per guardarlo
quasi servono gli occhiali da sole
per il riverbero che trasmette.
Peccato non averti potuto
vedere a Natale quando
avresti contributo a creare
tu da sola anche senza addobbi
quel clima caratteristico
del pieno inverno, di nonno gelo.
Ora dalla finestra vedo tutto
bianco e ogni tanto passano
sbuffi di nebbia che si confondono
col fumo dei camini.
Ti ringrazio per essere venuta
seppure in ritardo, ora posso dire
che anche quest’anno ho visto
la galaverna!!!

Sandra Greggio

Senza cuore

Dice bene il titolo, senza cuore.
Infatti mi sono accorta
di non averlo più.
L’età avanza, che l’abbia dimenticato
in qualche posto dove sono stata?
Ipotesi da scartare.
Secondo me l’ho regalato.
Ma a chi? Hai sentito mai
che si regala un cuore?
A persone che non ne hanno
ma qualche pezzetto non tutto.
Non resta che chiedere all’Amore
Lui la risposta ce l’ha
l’ho perso per colpa sua
da quanto ho amato
in tutta la mia vita, almeno
fino ad ora.
Non ho speranza di recuperarlo
negli anni che verranno
perché sono nata per donare
fino ad annullarmi, perdendo
la mia identità.

Sandra Greggio

Vivere secondo natura, Pietro un altro mondo possibile

si può vivere in un mondo senza cellulari, senza le comodità a cui la tecnologia ci ha abituato. secondo Pietro è possibile e lo dimostra con la sua vita quotidiana. molto probabilmente è più facile trovare il senso della vita quando si è liberi da schiavitù a cui tutti volontariamente ci sottoponiamo quotidianamente.

guarda la storia di Pietro e lascia un commento se ti ha entusiasmato…

Auguri 2020

“Non vi auguro un anno meraviglioso in cui tutto è buono: questo è un pensiero magico, infantile, utopico”. Vi auguro di avere il coraggio di guardarvi e di amarvi così come siete. Che abbiate abbastanza autostima per combattere molte battaglie, e l’umiltà di sapere che ci sono battaglie impossibili da vincere che non vale la pena di combattere. Vorrei che poteste accettare che ci sono realtà immutabili, e che ce ne sono altre, che se uscite dal ruolo del reclamo, potete cambiare. Che non vi permettiate il “non posso” e che riconosciate i “non voglio”.
Vi auguro di ascoltare la vostra verità, e di dirla, con la piena consapevolezza che è solo la vostra verità, non quella dell’altro.
Che ci si esponga a ciò che si teme, perché è l’unico modo per superare la paura.
Che si impari a tollerare i “punti neri” dell’altro, perché anche tu hai i tuoi, e questo annulla la possibilità di rivendicare.
Non condannarti per aver commesso errori, non sei onnipotente.
Non mi auguro che il 2020 vi porti la felicità.
Vi auguro di essere felici, qualunque sia la realtà che state vivendo.

La felicità è la via, non l’obiettivo.

Testo di Mirta Medici, psicologa argentina.