Umana follia – giornata della memoria

Umana follia

“Per non fulminarmi
contavo con gli occhi
le spire appuntite,
mio padre quel filo spinato
lo usava nei campi
e per il recinto degli animali.

E’ stato un viaggio stancante,
mia madre mi teneva per mano,
guardavo un po’ da una tavola marcia
l’aria fresca da dove veniva.
Avevo tanta fame, ho sempre fame.
Quel tozzo di pane e di casa lo sogno.

Mi ero fatto un amico bambino,
ma lui era più grande,
forse per questo non viene più a trovarmi.
Mi hanno detto che ora lavora
dove c’è quel fumo grigio che sale a Dio
e non può più giocare con me.

Ho scritto grande sul fango il mio nome,
per fare vedere a Dio dove sono,
ma lo ha visto prima un uomo sulla torre.
Ho il viso sporco di fango
nel grembiule di mia mamma rosso.
“Portami a casa, mamma. Ho freddo e fame.”

© Domenico Antonio Matalone – DAM © 2018 – Copyright Tutti i diritti riservati L. 633/1941



Poesie anno nuovo

E’ NUOVO L’ ANNO

Precipita il buio nel giorno
frastornato dai botti notturni.
Ritaglia ombre
che presto svaniscono
nel sorriso del poi
per l’ uomo che pensa!
Affoga stanchezze!
Ruotano giostre di cavallucci!…
Da ogni finestra che ora si chiude,
varano il mare vele inamidate,
tenaci ad un viaggio lontano.
E qualcuno cancella
ed altri consumano lacrime sterili!
Il nuovo anno spartisce
in mille propositi
le acque del desiderio
e si adagia bambino nel tempo
per aprirsi alla festosa luce del mattino,
promettendo frontale ad oriente,
per tutti, una stella!

Anna DE FILPO

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ALMANACCO

E sperando nel meglio,
coi pugni chiusi,
ecco, comincia l’anno!
Fogli bianchi
ancora da scrivere
come uccelli dalla neve sorpresi,
ballano tremolanti
nel palcoscenico della vita!

DIRITTI RISERVATI, Anna DE FILPO @ COPYRIGHT – 01/01/2018
PHOTOWEB –

La filastrocca dell’autostima

Non dirmi “sciocco” oppure “somaro”,
sono parole dal gusto amaro.
Non dirmi “aspetta, ti rispondo dopo”,
se lo chiedo ora, ci sarà uno scopo.
Non chiedermi sempre e solo perché,
ne sono certo, lo sai già da te.
Se poi non mi urli tutti i santi giorni,
sarò più felice quando ritorni.
Non chiedermi cose sotto ricatto,
o imparerò il prezzo di averlo fatto,
non per amore, ma per esser costretto
e non di certo perché ci rifletto.
Se sono stanco e non capisco niente,
è perché stanca è anche la mente.
Non mi gridare se rovescio il latte,
chissà tu, da piccola,quante ne hai fatte.
Non dirmi mai che non si può fare,
tra il dire e il fare non sempre c’è il mare,
o che non posso cambiare il mondo
e ci crederò in un nanosecondo.
Se aggiungi sempre “ma”, “forse”,‘‘però”,
stai pur sicura non ce la farò.
Poi, se lo posso fare da solo,
non aiutarmi e prenderò il volo.
Mostrami invece parole belle
e te lo assicuro, toccherò le stelle.

Non serve ora – contro la violenza sulle donne

Non fu per gioco
che ascoltai la tua voce.
Mi giunse dal remoto
l’ eco violento della guerra
Temevo, ma ti comprendevo!
Ad ogni tua richiesta
non fu amore,
scambiavo la realta’.
Quanto ti avevano tolto, pensavo!
Restavo li’ a studiarti,
il mio cuore voleva aiutarti!
Cresceva in filo d’ obbligo, l’ amore!
Come un ciliegio
che perde in pazienza i suoi frutti
e alla stagione si piega,
posi ai tuoi piedi piccolezze
ed ambizioni.
Volevo solo curarti.
Intanto, ti gonfiavi di ossessioni!
Ho rotto in casa gli specchi,
ora ch’ e’ tardi!
M’ abbraccia una calma mai vista!
L ‘ultima cosa riflessa
di cui ho memoria
e’ il mio volto sfigurato
col quale adesso convivo.
E sui vetri appannati
resiste la scritta
che non si pieghi mai l’ amore
ai divieti,
che non si alieni
al possesso ammalato!

DIRITTI RISERVATI, Anna DE FILPO @ COPYRIGHT. 23/11/2018. FHOTOWEB