Alzati

 Alzati

Dalla soffocante calura 

che il sussurro nel giardino dei sogni

sfiorisce.

Dal greve tenebrore

che i profumi abbaglianti della vista

annebbia.

Dall’incerto ondeggiare

nei recessi nauseanti che il sentire

confonde

L’essenza è l’approdo.

Mariateresa Bari

Rallentare. Il miglior augurio possibile

Rallenta.
pensa a chi sei.

Rallenta.
prendi il giorno e fanne occasione di abbandono.

Rallenta.
se stai male, rallenta.

Dentro alle preoccupazioni, all’angoscia della prestazione, tu fermati.
guardale in faccia e loro si rimpiccioliranno.

Rovista nei cassetti e cerca i sogni. forse li hai perduti dentro alla fretta. basta tirarli fuori e riposizionarli in bella vista.
se li vedi tu, lì vedranno anche gli altri.

Conta gli sguardi. gli occhi che ancora riesci ad incontrare, quelli che concedi.
ciò che ti stavi perdendo.
se i tuoi occhi guarderanno, gli altri sapranno chi sei.

Rallenta.
nelle sere buie. spogliati delle paure, delle colpe, della noncuranza.
ci sarà sempre un motivo per essere inadeguato. cerca il resto.

Rallenta.
se non sai più chi sei. cosa vuoi.
guarda i passi, il panorama oltre i vetri. i bambini che giocano.
respira di nuovo la vita. anche se non è la tua, stai sicuro che ci assomiglia.

Rallenta.
senti l’aria sul volto. la terra sotto i piedi. la musica in lontananza e il ronzio nelle orecchie se ne andrà.
tu resterai.

Rallenta.
dentro alle parole che fanno male. al cuore che soffre. all’amore che non sa esistere.
se lo farai, sarai meno fragile.

Rallenta e cercati in ogni angolo, in ogni anfratto, in ogni intercapedine in cui ti sei nascosta. riportati dentro al visibile.
se ti vedrai, lo faranno anche gli altri.

Rallenta.
riprenditi la tua esistenza. fosse anche un attimo.

tu torna. riposizionati. respira.
Resta.

Ce la farai.

Penny

https://raiawadunia.com/rallentare-il-miglior-augurio-possibile/

Ri-flessioni sul tempo

Il tempo è come una linea. Se vivi senza emozioni, quella linea è retta, pertanto la tua età corrisponde esattamente agli anni che hai trascorso su questa Terra. Ma se lo vivi con emozione quella linea non è retta, perché è un continuo salire e scendere, salire e scendere. In questo modo, potresti essere su questa Terra da sessant’anni ma la tua età potrebbe essere rimasta ancora molto indietro, perché la linea del tuo tempo si è piegata su se stessa, rifiutandosi si seguire quella retta del tempo.

D’altronde, l’età, proprio come il tempo, è solo un’invenzione. Ciò che più conta è vivere al massimo delle nostre possibilità il tempo che abbiamo a disposizione.

Il tempo è un’emozione ed è una grandezza bidimensionale, nel senso che puoi viverlo in lunghezza o in larghezza. Se lo vivi in lunghezza, in modo monotono e sempre uguale, dopo 60 avrai 60 anni.

Se invece lo vivi in larghezza, con alti e bassi, innamorandoti e magari facendo pure qualche sciocchezza, magari dopo 60 anni avrai solo 30 anni.

Il problema è che gli uomini studiano come allungare la vita, quando invece dovrebbero studiare come allargarla.

Vedi, esiste un tempo esterno e un tempo interno. Il tempo esterno è quello degli orologi, dei calendari, ed è uguale per tutti. Il tempo interno, invece, è un fatto personale nostro, come il colore degli occhi e dei capelli, ed è diverso da persona a persona. Ecco perché ci sono persone che hanno 60, 70 o 80 anni ed hanno l’impressione di averne 20. La verità è che non è un’impressione: ne hanno davvero 20.

Luciano De Crescenzo

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La mafia, il potere, la storia. Incontro con Nicola Gratteri

Un sito come senso della vita non può non interrogarsi riguardo questo fenomeno che condiziona la vita di molti, se non della globalità dei cittadini della Terra. Tutti i morti per overdose, tutti i siti inquinati da prodotti radioattivi e tossici, tutte le opere inutili realizzate o non realizzate portano la firma delle mafie. Ed è colpa nostra non agire per diffondere una cultura antimafia.

Ascolta e non rimanere impassibile. Non girarti dall’altra parte. Le mafie condizionano anche la tua vita.

AL DI LÀ DELLA GENTE, TI CERCO

Sì, al di là della gente
ti cerco.
Non nel tuo nome, se lo dicono,
non nella tua immagine, se la dipingono.
Al di là, più in là, più oltre.
Al di là di te ti cerco.
Non nel tuo specchio
e nella tua scrittura,
nella tua anima nemmeno.
Di là, più oltre.
Al di là, ancora, più oltre
di me ti cerco.
Non sei ciò che io sento di te.
Non sei
ciò che mi sta palpitando
con sangue mio nelle vene,
e non è me.
Al di là, più oltre ti cerco.
E per trovarti, cessare
di vivere in te, e in me,
e negli altri.
Vivere ormai di là da tutto,
sull’altra sponda di tutto
… Per trovarti…
Come fosse morire.

Pedro Salinas