La notte e la memoria – Marco Costanzo

Stanotte ho guardato la notte,

nera, assoluta.

Unica speranza le limpide stelle,

sguardi discreti di un timido Dio.

Stamattina ho guardato mio figlio

ed ho visto me e lui ad Auschwitz,

separati al cancello dalla follia degli uomini.

Stamattina ho provato un dolore,

muto, assoluto.

Che pena sapere che l’uomo

non ha ancora imparato ad essere Uomo.

Dedicato ai morti di Auschwitz e di tutte le dittature di destra e di sinistra

Per non dimenticare…

 AUSCHWITZ – Francesco Guccini

Son morto con altri cento, son morto ch’ ero bambino,

passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento….

Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento

nel freddo giorno d’ inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento…

Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:

è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento…

Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello

eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento…

Ancora tuona il cannone, ancora non è contento

di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento…

Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare

a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…

Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare

a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà…

[….] tu che ridi, soffri, contesti, desideri, scegli, gioisci, insomma compi ogni giorno mille azioni che reputi assolutamente normali e “dovute”, hai per le mani un grande dono di cui forse non ti rendi nemmeno conto: la libertà e la dignità che da essa deriva […]  sei milioni di persone, che avrebbero potuto dare un contributo al mondo, sono state annientate[ …] adottando la loro Memoria, sarà un pò come tenere sempre accesa una luce, l’unica veramente indispensabile, perchè tanti uomini non perdano nuovamente la ragione e la capacità di amare. […]

27 Gennaio – Giornata della Memoria

www.binario21.org

www.ucei.it/giornodellamemoria

 

 

Invocazione alla mummia – Antonin Artaud

Queste narici di pelle e d’ossa
dove iniziano le tenebre
dell’assoluto e il dipinto di queste labbra
che tu chiudi come un tendaggio

E quest’oro che ti scivola in sogno
spogliandoti la vita delle ossa
e i fiori di questo sguardo finto
da cui raggiungi la luce

Mummia le mani affusolate
ti rivoltano i visceri,
queste mani in cui l’ombra spaventosa
prende figura d’uccello

Tutto ciò di cui s’adorna la morte
come per un rito vago,
queste chiacchiere d’ombra e l’oro
in cui nuotano i tuoi neri visceri

E’ là che ti raggiungo,
lungo la strada calcinata di vene
e il tuo oro è come le mie pene,
peggiore testimone e più sicuro.

 

Per conoscere di più di questo autore leggi la pagina a lui dedicata su Wikipedia

La memoria…- Prevert

“… E la memoriacom’è fatta la memoriache aspetto ha

che aspetto avrà più tardi

la memoria.

Forse era verde per i ricordi di vacanze

forse è diventato ora un grande cesto di

vimini sanguinante

con dentro un piccolo mondo assassinato

e un’etichetta con la parola Alto

con la parola Basso

e poi la parola Fragile a grandi lettere rosse

o azzurre

o viola

perché non viola

insomma grigie e rosa

perché sono io che scelgo ora”

(Jaques Prevert)

Dachau – Silicato

DACHAU

…e tutti gli occhi si chiusero lì al campo

… e la notte calò gelida e turpe.

… e le ossa ammassate sugli animi

e la carne avvinghiata alla panca

e il più rumoroso dei silenzi quella notte al campo.

 

Il cielo era stanco e spento

ma le grandi stelle brillano sui mesti panni

di quegli uomini curvi

 

Dachau pioveva dolore

mentre i bambini cantavano le antiche

favole dei loro padri.

 

… E la terra dissipava brandelli di vita d’anima e amore

 

Sguardi lividi e pensieri osati nelle menti

ferite dall’insolenza.

Sogni sterili e desideri evanescenti

strappati al cuore dai biechi intenti umani

 

Donne private del loro “esser donne”

uomini ceduti al fatto della sofferenza

prole depredata di giochi e di sorrisi

 

Fumo nelle menti, abbandonano negli spiriti

 

là non era permesso niente, neppure amare

neppure vivere

 

là tutto era un attimo, un breve sguardo

l’intera tua esistenza.

 

la notte è trascorsa a Dachau

il giorno giunge vivo

e la luce si fa libertà.

 

Ma il vento non ha soffiato troppo forte

affinché si dimenticasse ……….

e non si dimentica.

 

E voi? C’eravate quella notte a Dachau

ed io?

No, noi non sappiamo, noi non capiamo,

non abbiamo mai sentito quel freddo,

mai patito quell’odio, mai perduto quella libertà,

la stessa libertà che oggi ci rende uomini e non ci fa dimenticare.

 

A tutte le “Anna Frank” che avrei voluto salvare

e che oggi, per un solo breve istante,

vorrei rivivessero in ognuno di voi.

Valentina Silicato (V A Linguistico)

Fonte: http://capoverde.altervista.org/olocausto.htm