Foglia o fiore. Poesia di Milly Dandolo

Dicono che d’autunno
tutto intristisce e muore.
Anche la bella foglia
ha mutato colore.
Ha chiesto l’oro al sole
e s’è vestita a festa.
Non dite che d’autunno
la campagna è più mesta.
Il vento s’avvicina
sorpreso, e par che dica:
lo non ti riconosco:
sei tu, mia verde amica?
Dice l’amica al vento:
Ho mutato colore:
stanca d’essere foglia
son diventata fiore

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Se tempo e spazio – poesia di Thomas Stearns Eliot

Se Tempo e Spazio, come i Saggi dicono,
sono cose che mai potranno essere,
il sole che non cede al mutamento
non è per nulla superiore a noi.
Così perché, Amore, dovremmo sperare
Di vivere un secolo intero?
La farfalla che vive un solo giorno
È già vissuta per l’eternità.

I fiori che ti diedi allorchè la rugiada
Tremolava sul tralcio rampicante,
prima che l’ape volasse a suggere
la rosellina di macchia erano già appassiti.
Così affrettiamoci a coglierne ancora
Senza tristezza se poi languiranno;
i nostri giorni d’amore sono pochi:
facciamo almeno che siano divini.

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Tu non sei sola – Michael Jackson

Un altro giorno è andato
Io sono ancora tutto solo
Come può essere
Tu non sei qui con me
Non hai mai detto arrivederci
Qualcuno mi dica perchè
Sei dovuta andare
lasciando il mio mondo così freddo
RITORNELLO 1:
Ogni giorno mi siedo e mi chiedo
Come l’amore è sgusciato
Qualcosa mi sussurra all’ orecchio e dice
Che tu non sei sola
Perchè io sono qui con te
Anche se tu sei lontana
Io sono qui per restare
RITORNELLO 2:
Tu non sei sola
Io sono qui con te
Anche se tu sei lontana
Sei sempre nel mio cuore
Tutto solo
Perchè, solo
Proprio l’altra notte
Pensavo di averti sentito piangere
mentre mi chiedevi di venire
E stringerti tra le mie braccia
Posso sentire le tue preghiere
Il fardello che sosterrò
Ma prima ho bisogno della tua mano
Poi per sempre può iniziare
RITORNELLO 1
RITORNELLO 2
Sussurra tre parole e io verrò correndo..volo
E ragazza tu sai che
Io sarò lì
Io sarò lì
RITORNELLO 2


Testo in inglese

Another day has gone
I’m still all alone
How could this be
You’re not here with me
You never said goodbye
Someone tell me why
Did you have to go
And leave my world so cold
Chorus 1:
Everyday I sit and ask myself
How did love slip away
Something whispers in my ear and says
That you are not alone
For I am here with you
Though you’re far away
I am here to stay
Chorus 2:
You are not alone
I am here with you
Though we’re far apart
You’re always in my heart
You are not alone
All alone
Why, alone
Just the other night
I thought I heard you cry
Asking me to come
And hold you in my arms
I can hear your prayers
Your burdens I will bear
But first I need your hand
Then forever can begin
Chorus 1
Chorus 2
Whisper three words and I’ll come runnin’
And girl you know that
I’ll be there
I’ll be there
Chorus 2
(Repeat – ad lib to end)

Grazie a http://michaeljacksonredelpop.blogspot.com/2008/12/testo-e-traduzione-you-are-not-alone.html

Digitale Purpurea – Giovanni Pascoli

Siedono. L’una guarda l’altra. L’una
esile e bionda, semplice di vesti
e di sguardi; ma l’altra, esile e bruna,

 

l’altra… I due occhi semplici e modesti
fissano gli altri due ch’ardono. «E mai
non ci tornasti?» «Mai!» «Non le vedesti

più?» «Non più, cara.» «Io sì: ci ritornai;
e le rividi le mie bianche suore,
e li rivissi i dolci anni che sai;

quei piccoli anni così dolci al cuore…»
L’altra sorrise. «E di’: non lo ricordi
quell’orto chiuso? i rovi con le more?

i ginepri tra cui zirlano i tordi?
i bussi amari? quel segreto canto
misterioso, con quel fiore, fior di…?»

«morte: sì, cara». «Ed era vero? Tanto
io ci credeva che non mai, Rachele,
sarei passata al triste fiore accanto.

Ché si diceva: il fiore ha come un miele
che inebria l’aria; un suo vapor che bagna
l’anima d’un oblìo dolce e crudele.

Oh! quel convento in mezzo alla montagna
cerulea!» Maria parla: una mano
posa su quella della sua compagna;

e l’una e l’altra guardano lontano.

II

Vedono. Sorge nell’azzurro intenso
del ciel di maggio il loro monastero,
pieno di litanie, pieno d’incenso.

Vedono; e si profuma il lor pensiero
d’odor di rose e di viole a ciocche,
di sentor d’innocenza e di mistero.

E negli orecchi ronzano, alle bocche
salgono melodie, dimenticate,
là, da tastiere appena appena tocche…

Oh! quale vi sorrise oggi, alle grate,
ospite caro? onde più rosse e liete
tornaste alle sonanti camerate

oggi: ed oggi, più alto, Ave, ripete,
Ave Maria, la vostra voce in coro;
e poi d’un tratto (perché mai?) piangete…

Piangono, un poco, nel tramonto d’oro,
senza perché. Quante fanciulle sono
nell’orto, bianco qua e là di loro!

Bianco e ciarliero. Ad or ad or, col suono
di vele al vento, vengono. Rimane
qualcuna, e legge in un suo libro buono.

In disparte da loro agili e sane,
una spiga di fiori, anzi di dita
spruzzolate di sangue, dita umane,

l’alito ignoto spande di sua vita.

III

«Maria!» «Rachele!» Un poco più le mani
si premono. In quell’ora hanno veduto
la fanciullezza, i cari anni lontani.

Memorie (l’una sa dell’altra al muto
premere) dolci, come è tristo e pio
il lontanar d’un ultimo saluto!

«Maria!» «Rachele!» Questa piange, «Addio!»
dice tra sé, poi volta la parola
grave a Maria, ma i neri occhi no: «Io,»

mormora, «sì: sentii quel fiore. Sola
ero con le cetonie verdi. Il vento
portava odor di rose e di viole a

ciocche. Nel cuore, il languido fermento
d’un sogno che notturno arse e che s’era
all’alba, nell’ignara anima, spento.

Maria, ricordo quella grave sera.
L’aria soffiava luce di baleni
silenzïosi. M’inoltrai leggiera,

cauta, su per i molli terrapieni
erbosi. I piedi mi tenea la folta
erba. Sorridi? E dirmi sentia: Vieni!

Vieni! E fu molta la dolcezza! molta!
tanta, che, vedi… (l’altra lo stupore
alza degli occhi, e vede ora, ed ascolta

con un suo lungo brivido…) si muore!»

Cogli l’attimo…

(…) Non scriviamo e leggiamo poesie

perchè è carino.

Noi leggiamo e scriviamo poesie

perchè siamo membri della razza umana,

e la razza umana è piena di passione.

Medicina, legge, economia, ingegneria,

sono nobili professioni,

necessarie al nostro sostentamento.

Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo… l’amore,

sono queste le cose che ci tengono in vita. (…)

da “L’attimo fuggente”

Al mio amante che torna da sua moglie – Ann Sexton

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Lei è tutta là.
Per te con maestria fu fusa e fu colata,
per te forgiata fin dalla tua infanzia,
con le tue cento biglie predilette fu costrutta.

Lei è sempre stata là, mio caro.
Infatti è deliziosa.
Fuochi d’artificio in un febbraio uggioso
e concreta come pentola di ghisa.

Diciamocelo, sono stata di passaggio.
Un lusso. Una scialuppa rosso fuoco nella cala.
Mi svolazzano i capelli dal finestrino.
Son fumo, cozze fuori stagione.

Lei è molto di più. Lei ti è dovuta,
t’incrementa le crescite usuali e tropicali.
Questo non è un esperimento. Lei è tutta armonia.
S’occupa lei dei remi e degli scalmi del canotto,

ha messo fiorellini sul davanzale a colazione,
s’è seduta a tornire stoviglie a mezzogiorno,
ha esposto tre bambini al plenilunio,
tre puttini disegnati da Michelangelo,

l’ha fatto a gambe spalancate
nei mesi faticosi alla cappella.
Se dai un’occhiata, i bambini sono lassù
sospesi alla volta come delicati palloncini.

Lei li ha anche portati a nanna dopo cena,
e loro tutt’e tre a testa bassa,
piccati sulle gambette, lamentosi e riluttanti,
e la sua faccia avvampa neniando il loro
poco sonno.

Ti restituisco il cuore.
Ti do libero accesso:

al fusibile che in lei rabbiosamente pulsa,
alla cagna che in lei tramesta nella sozzura,
e alla sua ferita sepolta
– alla sepoltura viva della sua piccola ferita rossa –

al pallido bagliore tremolante sotto le costole,
al marinaio sbronzo in aspettativa nel polso
sinistro,
alle sue ginocchia materne, alle calze,
alla giarrettiera – per il richiamo –

lo strano richiamo
quando annaspi tra braccia e poppe
e dai uno strattone al suo nastro arancione
rispondendo al richiamo, lo strano richiamo.

Lei è così nuda, è unica.
È la somma di te e dei tuoi sogni.
Montala come un monumento, gradino per gradino.
lei è solida.

Quanto a me, io sono un acquerello.
Mi dissolvo.

 

da Taccuino d’Amore – Wislawa Szimborska

“Un amore felice. E’ normale?
è serio? E’ utile?
Che se ne fa il mondo di due esseri che non vedono il mondo?

Innalzati l’uno vero l’altro senza alcun merito (…)

Guardate i due felici:
se almeno dissumulassero un po’,
si fingessero depressi, confortando così gli amici!
Sentite come ridono – è un insulto! (…)
E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,
quei bizzarri doveri reciproci che s’inventano –
sembra un complotto alle spalle dell’umanità!

E’ difficile immaginare dove si finirebbe
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe restare più nel cerchio?

Un amore felice. Ma è necessario?
Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come di uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
càpita, in fondo, di rado.

Chi non conosce l’amore felice
dica pure che in nessun luogo esiste l’amore felice.
Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.

Tu non hai affatto capito – Evgenij A. Evtusenko

Tu non hai affatto capito,
mia coscienza esigente, che è solo per debolezza
se adesso ho bisticciato con te.

E non hai affatto capito,
quando con disprezzo ti sei vendicata,
che causa di debolezza
non impudenza fu – stanchezza.

E non mi hai capito,
e forse io non ho capito te,
quando ti ho porto la mano
e tu non mi hai porto la tua.

Ma molto bene hai capito
che è la disperazione a portarci
alla perdita del confine, fatale,
tra le forze del bene e del male…

T’amo come si amano certe cose oscure – Neruda

T’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente,entro l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori;
T’amo senza sapere come, nè da quando nè da dove,
t’amo direttamente senza problemi nè orgoglio:
così ti amo perchè non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Neruda
Grazie ad ariel*

Acqua – Pau Donés

…O DOVE STA LA FRONTIERA
TRA LA VERA AMICIZIA E L’ AMORE,
SE C’E’
Come puoi essere mia amica
Se per te darei la vita
Se confondo il tuo sorriso
Come un corteggiamento, se mi guardi
Ragione e pelle, miscela difficile
Acqua e sete, serio problema

Come puoi essere mia amica
Se per te mi perderei
Se confondo le tue carezze
Come un corteggiamento se mi coccoli
Passione e legge, miscela difficile
Acqua e sete, serio problema

Quando uno ha sete
però l’ acqua non è vicina
Quando uno vuole bere
però l’ acqua non è vicina

Che fare, tu lo sai
Mantenere le distanze
Rinunciare a quello che è naturale
E lasciare che l’ acqua scorra

Come puoi essere mia amica
Quando riceverai questa lettera
C’è un messaggio tra le righe
Come puoi essere mia amica

…O DONDE ESTA’ LA FRONTERA
ENTRE LA AMISTAD VERDADERA Y EL AMOR,
SI ES QUE LA HAY
Como quieres ser mi amiga
Si por ti daria la via
Si confundo tu sonrisa
Por camelo si me miras
Razòn y piel, dificil mezcla
Agua y sed, serio problema

Como quieres ser mi amiga
Si por ti me perderia
Si confundo tus caricias
Por camelo si me mimas
Pasion y ley, dificil mezcla
Agua y sed, serio problema

Cuando uno tiene sed
pero el agua no està cerca
Cuando uno quiere beber
Pero el agua no està cerca

Que hacer, tu lo sabes
conservar la distancia
renunciar a lo natural
y dejar que el agua corra

Como quieres ser mi amiga
Cuando esta carta recibas
Un mensaje hay entre lineas
Como quieres ser mi amiga

fonte: http://www.salsa.it/

Ulteriori informazioni

Jarabe-de-Palo

Se mi ami non piangere – Padre G. Perico – Sant’Agostino

Se mi ami non piangere!
Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento
in questi orizzonti senza fine,
e in questa luce che tutto investe e penetra,
tu non piangeresti se mi ami.
Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli
al confronto.Mi è rimasto l’affetto per te:
una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Sono felice di averti incontrato nel tempo,
anche se tutto era allora così fugace e limitato.
Ora l’amore che mi stringe profondamente a te,
è gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi,
tu pensami così!
Nelle tue battaglie,
nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine,
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme,
nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità.
Non piangere più, se veramente mi ami!

Padre G. Perico – Sant’Agostino

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