Lontano da me- Mara

È sulla salita appena iniziata
che hai deciso di lasciare la mia mano
Non una parola.
Non un gesto.
Solo il silenzio,
che mi accompagna
piano,
sordo,
timido.
Sembra quasi che abbia paura di disturbare
il mio cuore che piange
e che ti guarda andare via
veloce,
lontano da me.

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A cosa serve la guerra – E. Bennato

A cosa serve la guerra diciamo la verità
serve soltanto a vincer la gara dell’inutilità

La guerra non dice niente guardati intorno e ci arrivi
Perché la vincono sempre i buoni la perdono sempre i cattivi

Ogni soldato che parte ogni soldato del re
vorrei raggiungerlo con questo valzer fargli cantare con me

A cosa serve la guerra diciamo la verità
serve soltanto a vincer la gara dell’inutilità

La guerra è sempre la stessa e ognuno la perderà
e a ogni soldato che muore si perde un po’ di umanità

La guerra è sempre la stessa devi partire e non sai
se è una minaccia o se è una promessa che è l’ultima guerra che fai

Come uno stupido valzer la storia non cambierà
ma è sempre meglio cantarla ogni tanto – questa canzone che fa

La guerra non dice niente guardati intorno e ci arrivi
Perché la vincono sempre i buoni la perdono sempre i cattivi

La guerra è un caso irrisolto è perché la sua soluzione
è che il più debole ha sempre torto e il più forte ha sempre ragione

A cosa serve la guerra diciamo la verità
serve soltanto a vincer la gara dell’inutilità

La notte e la memoria – Marco Costanzo

Stanotte ho guardato la notte,

nera, assoluta.

Unica speranza le limpide stelle,

sguardi discreti di un timido Dio.

Stamattina ho guardato mio figlio

ed ho visto me e lui ad Auschwitz,

separati al cancello dalla follia degli uomini.

Stamattina ho provato un dolore,

muto, assoluto.

Che pena sapere che l’uomo

non ha ancora imparato ad essere Uomo.

Dedicato ai morti di Auschwitz e di tutte le dittature di destra e di sinistra

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da Pianissimo – Camillo Sbarbaro

Magra dagli occhi lustri, dai pomelli

accesi,

la mia anima torbida che cerca

chi le somigli
trova te che sull’uscio aspetti gli uomini.

Tu sei la mia sorella di quest’ora.

Accompagnarti in qualche trattoria
di bassoporto

e guardarti mangiare avidamente!

E coricarmi senza desiderio

nel tuo letto!
Cadavere vicino ad un cadavere

bere dalla tua vista l’amarezza

come spugna secca beve l’acqua!

Toccare le tue mani i tuoi capelli

che pure a te qualcuno avrà raccolto
in un piccolo ciuffo sulla testa!

E sentirmi guardato dai tuoi occhi

ostili, poveretta, e tormentarti
domandandoti il nome di tua madre…

Nessuna gioia vale questo amaro:

poterti fare piangere, potere
pianger con te.

 

 

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