La befana di Gianni Rodari

La Befana, cara vecchietta,
va all’antica, senza fretta.
Non prende mica l’aeroplano
per volare dal monte al piano,
si fida soltanto, la cara vecchina,
della sua scopa di saggina:
è così che poi succede
che la Befana… non si vede!
Ha fatto tardi fra i nuvoloni,
e molti restano senza doni!
Io quasi, nel mio buon cuore,
vorrei regalarle un micromotore,
perché arrivi dappertutto
col tempo bello o col tempo brutto…
Un po’ di progresso e di velocità
per dare a tutti la felicità!

  • Gianni Rodari –

A mano a mano – testo di Riccardo Cocciante

A mano a mano ti accorgi che il vento
Ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso
La vecchia stagione che sta per finire
Ti soffia sul cuore e ti ruba l’amore
A mano a mano si scioglie nel pianto
Quel dolce ricordo sbiadito dal tempo
Di quando vivevi con me in una stanza
Non c’erano soldi ma tanta speranza
E a mano a mano mi perdi e ti perdo
E quello che è stato ci sembra più assurdo
Di quando la notte eri sempre più vera
E non come adesso nei sabato sera …
Ma dammi la mano e torna vicino
Può nascere un fiore nel nostro giardino
Che neanche l’inverno potrà mai gelare
Può crescere un fiore da questo mio amore per te
E a mano a mano vedrai che nel tempo
Lì sopra il tuo viso lo stesso sorriso
Che il vento crudele ci aveva rubato
Che torna fedele
L’amore è tornato da te…

#perlina

Diventa anche tu un partner digitale!

Se tempo e spazio – poesia di Thomas Stearns Eliot

Se Tempo e Spazio, come i Saggi dicono,
sono cose che mai potranno essere,
il sole che non cede al mutamento
non è per nulla superiore a noi.
Così perché, Amore, dovremmo sperare
Di vivere un secolo intero?
La farfalla che vive un solo giorno
È già vissuta per l’eternità.

I fiori che ti diedi allorchè la rugiada
Tremolava sul tralcio rampicante,
prima che l’ape volasse a suggere
la rosellina di macchia erano già appassiti.
Così affrettiamoci a coglierne ancora
Senza tristezza se poi languiranno;
i nostri giorni d’amore sono pochi:
facciamo almeno che siano divini.

20130106-093349.jpg

Ciò che ho scritto di noi

Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia
cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete
tirata su dal pozzo dei miei sogni
è il disegno
tracciato su un raggio di sole

ciò che ho scritto di noi è tutta verità
è la tua grazia
cesta colma di frutti rovesciata sull’erba
è la tua assenza
quando divento l’ultima luce all’ultimo angolo della via
è la mia gelosia
quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità
fiume soleggiato che irrompe sulle dighe

ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
ciò che ho scritto di noi è tutta verità.

Nazim Hikmet

A Lella – Rosa Santinelli –

Tante … le cose di cui posso fare a meno…

non del tuo viso, in cui mi rassereno…

della tua voce, triste, allegra, preoccupata…

che spesso da un senso alla mia giornata!

Insieme parliamo, giochiamo … nei momenti neri, ci siamo,

Ringrazio il destino, che ci ha fatto incontrare

e … se dipendesse da me, fino alla fine con te ,

mi piacerebbe camminare!

Cogli l’attimo…

(…) Non scriviamo e leggiamo poesie

perchè è carino.

Noi leggiamo e scriviamo poesie

perchè siamo membri della razza umana,

e la razza umana è piena di passione.

Medicina, legge, economia, ingegneria,

sono nobili professioni,

necessarie al nostro sostentamento.

Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo… l’amore,

sono queste le cose che ci tengono in vita. (…)

da “L’attimo fuggente”

da Pianissimo – Camillo Sbarbaro

Magra dagli occhi lustri, dai pomelli

accesi,

la mia anima torbida che cerca

chi le somigli
trova te che sull’uscio aspetti gli uomini.

Tu sei la mia sorella di quest’ora.

Accompagnarti in qualche trattoria
di bassoporto

e guardarti mangiare avidamente!

E coricarmi senza desiderio

nel tuo letto!
Cadavere vicino ad un cadavere

bere dalla tua vista l’amarezza

come spugna secca beve l’acqua!

Toccare le tue mani i tuoi capelli

che pure a te qualcuno avrà raccolto
in un piccolo ciuffo sulla testa!

E sentirmi guardato dai tuoi occhi

ostili, poveretta, e tormentarti
domandandoti il nome di tua madre…

Nessuna gioia vale questo amaro:

poterti fare piangere, potere
pianger con te.

Erano i capei d’oro a l’aura sparsi – F. Petrarca

Erano i capei d’oro a l’aura sparsi

che ‘n mille dolci nodi gli avvolgea,

e ‘l vago lume oltre misura ardea

di quei begli occhi ch’or ne son sì scarsi;

e ‘l viso di pietosi color farsi.

non so se vero o falso, mi parea:

i’ che l’esca amorosa al petto avea,

qual meraviglia se di subito arsi?

Non era l’andar suo cosa mortale,

ma d’angelica forma, e le parole

sonavan altro che pur voce umana;

uno spirito celeste, un vivo sole

fu quel ch’i’ vidi, e se non fosse or tale,

piaga per allentar d’arco no sana.

(da Rime e Trionfi)

Egli desidera il tessuto del cielo – Yeats

Se avessi il drappo ricamato
del cielo,
Intessuto dell’oro e dell’argento e
della luce,
i drappi dai colori chiari e scuri
del giorno e della notte
dai mezzi colori dell’alba e del
tramonto,
stenderei quei drappi sotto i tuoi
piedi:
invece, essendo povero, ho soltanto sogni;
e i miei sogni ho steso sotto i
tuoi piedi;
cammina leggera perché
cammini sui miei sogni.