Sii paziente

Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore e…
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che non possono esserti date
poiché non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta.

Rainer Maria Rilke

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-13930>

…Vivi semplicemente…

​Ogni tanto tenta di vivere e basta. 

Vivi semplicemente. 

Non lottare e non forzare la vita.

Osserva in silenzio ciò che accade.

Lascia accadere ciò che accade.

Permetti a ciò che è, di esistere.

Lascia cadere ogni tensione

e lascia che la vita fluisca, che accada.

E ciò che accade, te lo garantisco, libera.
Osho

“Insegnerò a mia figlia ad essere se stessa”

Insegnerò a mia figlia ad essere se stessa. A ricordarle di sorridere anche quando non è facile. Le insegnerò che l’amore non è come lo raccontano le favole, ma la spronerò a conoscerlo. A viverlo. Le dirò che il tempo non cancella niente, ma che aiuta a stare meglio. A ritrovarsi. Le insegnerò ad amare se stessa e poi gli altri. A non accontentarsi di chiunque. Le insegnerò ad asciugarsi le lacrime dopo ogni pianto. Le insegnerò che non sono sempre gli altri a deludere, a volte sarà anche lei a farlo. Le insegnerò a vivere di pancia e secondo le sue emozioni. Le insegnerò che spesso, il bene non riceve altrettanto bene. Ma non le dirò di smettere di donarlo. Le insegnerò a camminare a piedi nudi sull’erba bagnata, a sentirsi libera ma padrona del suo cammino.

Le insegnerò ad entrare in punta di piedi nelle vite altrui. Le insegnerò ad andare avanti anche con il mondo contro. Le insegnerò che non sempre è tutto come sembra, ma che ogni cosa va vissuta prima di giudicarla, affinché possa riconoscere il bene ed il male.
Ci sono cose che mi auguro viva, ed altre che si limiti a conoscerle. Le insegnerò a credere che, se qualcosa la vuole davvero, questa è facile che si avveri. Le insegnerò a non arrendersi, a prendersi in braccio e portarsi in salvo perché, ahimè, spesso sarà da sola a doverlo fare. Le insegnerò in fine, che le cicatrici hanno una storia e che ad ogni modo saranno una vittoria.

“Come farti capire che c’è sempre tempo?”

​Come farti capire che c’è sempre tempo?

Che uno deve solo cercarlo e darselo,

Che non è proibito amare,

Che le ferite si rimarginano,

Che le porte non devono chiudersi,

Che la maggiore porta è l’affetto,

Che gli affetti ci definiscono,

Che cercare un equilibrio non implica essere tiepido,

Che trovarsi è molto bello,

Che non c’è nulla di meglio che ringraziare,

Che nessuno vuole essere solo,

Che per non essere solo devi dare,
Che aiutare è potere incoraggiare ed appoggiare,

Che adulare non è aiutare,

Che quando non c’è piacere nelle cose non si sta vivendo,

Che si sente col corpo e la mente,

Che si ascolta con le orecchie,

Che costa essere sensibile e non ferirsi,

Che ferirsi non è dissanguarsi,

Che chi semina muri non raccoglie niente,
Che sarebbe meglio costruire ponti,

Che su di essi si va all’altro lato e si torna anche,
Che ritornare non implica retrocedere,

Che retrocedere può essere anche avanzare,
Come farti sapere che nessuno stabilisce norme salvo la vita?

Come farti sapere che c’è sempre tempo?
Mario Benedetti

Quando l’amore ti chiama, seguilo.


Quando l’amore ti chiama, seguilo.


Anche attraverso le sue tante vie faticose e ripide.
E quando le tue ali ti avvolgono, abbandonati.

Non importa se la spada nascosta tra le sue piume può ferirti.

Credi in lui, sebbene la sua voce possa frantumare i sogni e strappare fiori
nel giardino della tua anima.



Quando l’amore ti chiama, seguilo.

Lui sa accarezzare i momenti più teneri, anche quando tremano al Sole.

Seguilo.

Ti accoglierà come il prato che fa crescere l’erba, come il cielo che fa bionde
le spighe, come la macina che fa candido il grano.



Quando l’amore ti chiama, seguilo.

Conoscerai tutti i segreti del tuo cuore, così come sarai padrone di ogni
frammento della vita. 


Non aver mai paura dell’amore.

Entra nel suo mondo.

Vivi le stagioni del sorriso, come pure quelle del pianto.

Scoprirai che non sono amare le sue lacrime.



Quando l’amore ti chiama, seguilo.

E lasciati guidare.

Kahlil Gibran 


“Desiderare”

​In queste notti limpide potremmo fare come quei magi che lasciarono tutto per seguire una stella. Quanto ci manca una stella che ci indichi la direzione? 

Ci sono giorni in cui se non orientiamo le nostre energie verso un punto ben preciso, rischiamo di girare a zonzo senza accorgerci di nulla. 

‘Desiderare’ cioè “sentir la mancanza di una stella”, diventa così prezioso, perché ci ricorda che la vita ha in serbo qualcosa di unico per noi, e che questa si può realizzare se riesco a percepirlo come desiderio, affinando la percezione.

Amo queste parole di Romena perchè più di tutte mi indicano la direzione:

“Siamo in viaggio, a volte con lo stomaco in gola, quando la tempesta è violenta; altre volte cullati dalle onde, quando la brezza accarezza il mare. Come tutti dipendiamo molto dal vento, dalle onde e dalla tempesta

non prevista.

La paura del nuovo ci rende prigionieri di realtà imperfette, stagnanti e svuota la vita del midollo che ci tiene in piedi. 

Dobbiamo tornare a navigare col coraggio di smarrirci e poi ritrovare la meta, raccapezzarci per non smarrirci di nuovo. 

Prendere il largo, consapevoli che, in viaggio, l’inatteso è sempre dietro l’angolo e che il non crederci ha il potere di farci trovare impreparati quando arriva.

I nostri sogni e desideri di fraternità sono solo polline, che spesso non riesce a fiorire, ma è capace almeno di profumare l’aria.”

Giorgio Bonati

“Mozart e la pioggia” —

Vorrei saper pregare, vorrei saper chiedere aiuto, vorrei saper ringraziare, vorrei saper attendere, vorrei saper amare, vorrei saper piangere, vorrei sapere quello che non si può imparare, io non lo so, io non so che sedermi e lasciar entrare Dio a fare il lavoro al mio posto, Dio o più spesso, non bisogna pretendere troppo, uno dei suoi intermediari, la pioggia, la neve, le risate dei bambini, Mozart.

 

Grazie a Giorgio Bonati

Quando ho cominciato ad amarmi davvero.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che la sofferenza e il dolore emozionali
sono solo un avvertimento che mi dice di non vivere contro la mia verità.
Oggi so che questo si chiama
AUTENTICITA’
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito
com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso
di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda
é un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama
MATURITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre
ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello
che succede va bene.
Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di privarmi del mio tempo libero
e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento,
ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama
SINCERITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò
che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto ciò
che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso,
all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo è
AMORE DI SE’
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama
SEMPLICITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di vivere nel passato
e di preoccuparmi del mio futuro.
Ora vivo di piu nel momento presente, in cui TUTTO ha un luogo.
E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo
PERFEZIONE.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può
rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore,
l’intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di
SAGGEZZA DEL CUORE.
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti,
i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrarno fra loro dando origine
a nuovi mondi.
Oggi so che QUESTO è LA VITA!

Charlie Chaplin

*IMPORTANTE: questa splendida poesia è stata erroneamente attribuita a Chaplin. In realtà il titolo originale della poesia è “When I loved myself enough” ed è stata scritta da Kim e Alison McMillen