Venti opportunità che ogni Alunno autistico regala ai suoi Insegnanti – di Simone Stabilini

IL TUO ALUNNO AUTISTICO TI PERMETTERA’ DI…
Venti opportunità che ogni Alunno autistico regala ai suoi Insegnanti – di Simone Stabilini

Gentile Insegnante di un alunno autistico: avrai grandi opportunità dal tuo lavoro con lui. E le avrai gratis.
Te ne elenco venti, per cominciare.

Il tuo alunno autistico ti permetterà di:
1- vedere le cose in modo onesto
2- osservare molti più dettagli di quelli che di solito osservi
3- imparare a modulare la tua voce
4- imparare a modulare i tuoi gesti
5- essere organizzato
6- imparare a prevedere le situazioni
7- imparare ad osservare i luoghi
8- ascoltare di più
9- essere paziente
10- dare il tempo giusto alle cose
11- imparare ad essere un amico sincero
12- superare il concetto di differenza
13- dare la giusta priorità alle cose
14- dare il giusto peso al concetto di giudizio
15- dare la giusta dimensione ai rapporti sociali
16- comprendere a fondo il concetto di gratuità
17- valutare la profondità di un sorriso
18- essere rigorosamente razionale
19- scoprire dettagliatamente la percezione sensoriale
20- stupirti ancora quando arrivi a pensare che non ci siano più ragioni per farlo.

Ce ne sarebbero molte altre, ma per ora, inizia con queste: sono le cose che, di solito, si dimenticano più in fretta.
Il tuo alunno autistico non è un peso, non è un impegno ulteriore: è una opportunità. Esso ti fornirà una visione del mondo che non potrà fare altro che migliorarti. Progredisci, evolvi, cresci: hai il dovere etico di diventare una persona migliore.

Buon lavoro.
Simone Stabilini.

[Thanks to my friend Jekaterina Vasilevska for 19th point]

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Prendersi cura

Il segreto non è prendersi cura delle farfalle, ma prendersi cura del giardino, affinchè le farfalle vengano da te.

Alla fine troverai non chi stavi cercando, ma chi stava cercando te.

Mario Quintana

8 pensieri per gli insegnanti di Simone Stabilini per una scuola inclusiva e accogliente per tutti

8 pensieri per gli insegnanti di Simone Stabilini per una scuola inclusiva e accogliente per tutti

NON ESSERE SPAVENTATO! – DON’T BE AFRAID!

Non essere spaventato: incontrare un bambino autistico arricchirà il modo in cui vedi il mondo.
STUDIA! – STUDY!

Studia! Ci sono molte fonti di informazioni sull’autismo, ora, ma ricorda che ogni persona è unica e irripetibile.
INIZIA SEMPRE DALLE ABILITA’ – ALWAYS START FROM ABILITIES

Inizia SEMPRE con le abilità e gli interessi del tuo allievo: la gratificazione che riceverà mostrando ciò che è in grado di fare bene sarà lo stimolo necessario a superare le difficoltà riguardo ciò che ancora non sa fare.


COSTRUISCI OPPORTUNITA’ – BUILD OPPORTUNITIES

Costruisci opportunità sociali ed educative personalizzandole sul tuo allievo: permettigli di imparare e vivere secondo i suoi tempi e nelle condizioni adeguate a lui.


COINVOLGI LA FAMIGLIA – INVOLVE THE FAMILY

Fai sempre in modo di coinvolgere la famiglia del tuo allievo nel lavoro che fai con lui: ricorda che non c’è nessuno che lo conosce meglio dei genitori. E condividi le tue scoperte con persone che lavorano con te: la consistenza è un elemento centrale.


EDUCA I COMPAGNI – EDUCATE COMPANIONS

Educa i suoi compagni a non commiserare con il tuo allievo autistico: la sua vita è piena e complessa come quella di qualsiasi altra persona.


NON PERDERE LA SPERANZA – DON’T LOSE HOPE

Non perdere la speranza anche quando sembra che il lavoro che stai facendo fornisca pochi risultati: non fermarti e credere sempre al tuo allievo. Lo noterà.


DIMENTICA I CLICHE’ – FORGET THE CLICHE’

Dimentica i cliché e conosci il tuo studente autistico: vedrai che, oltre l’autismo, c’è molto ma molto di più di quanto immagini.


Simone Stabilini 

Chi è Simone Stabilini

Per chi non mi conoscesse, mi presento: mi chiamo Simone Stabilini, sono fortunatissimo ed onoratissimo collaboratore del Centro Studi e Ricerche per la Disabilità e la Marginalità CeDisMa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, per la quale avrò l’altrettanto onore di insegnare Tecnologie dell’Inclusione per l’Autismo nel corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria – Corso di Pedagogia speciale del Prof D’Alonzo. Ma in fondo sono solo un essere umano che cerca di fornire punti di vista riguardo gli autismi, e che ha interesse affinché la società cambi i propri punti di vista riguardo le abilità, le possibilità di apporto di valore e il diritto all’inclusione delle persone autistiche, perché convinto, come disse Temple Grandin, che il mondo abbia bisogno di tutti i tipi di mente.

La vita non è male

Certe volte mi vien voglia di farla finita
che oramai non mi rimanga più che una via di uscita
quando mi sembra di aver fatto di tutto
ma che non ci sia più fiato per finir la partita

La vita fa male

Quando ti senti cascare le mani
e sembra sempre più lontano il domani
quando aspetti delle ore sono solo minuti
e i sogni del passato sono tutti svaniti

La vita fa male

Le cose sembran che diventin peggio ogni giorno
che sian saltati i ponti sulla via del ritorno
quando tutti i tuoi amici sono morti o cambiati
e le loro vite sembran tutte bruciate

La vita fa male

E poi arriva chi ti dice: “Va tutto bene
fai finta di niente che al giorno d’oggi conviene
ruba tutto ciò che vuoi se no se lo prendon gli altri
non conta il mezzo ma ciò che riesce a darti.”

La vita fa male

Ma io mi sento oramai così stanco
mi sembra che il mondo mi sfugga di fianco
e anche un futuro con poche pretese
chissà forse adesso capisco Pavese

La vita fa male

Ma poi ci sono le giornate di sole
le lacrime agli occhi per un tramonto banale
senso di pace di fare il proprio dovere
di giochi con i figli e insegnar loro a sognare

La vita non è male

Eugenio Finardi

L’autismo non mi ha rapito: non sono un pezzo mancante del puzzle

2 aprile 2017, nella giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo propongo questa mia traduzione da

https://thesilentwaveblog.wordpress.com/2017/04/02/autism-didnt-steal-me/

Liana, una ragazza autistica, scrive di non sentirsi il pezzo mancante del puzzle della vita, ma che tutte le persone, autistiche e non, fanno parte della creazione e che sono stati messi in questo mondo per un senso preciso:

Mi fa rabbrividire, più che un po ‘, quando qualcuno fa l’osservazione che l’autismo ha “rubato” il suo bambino. Danno la colpa ai vaccini. O a sostanze chimiche ambientali. O forse all’età del loro partner o di se stessi quando il loro bambino è stato concepito. O forse la mamma ha preso troppi antidolorifici nel corso della gravidanza. O forse è un mistero. Ma essi credono che qualcuno o qualcosa ha preso il loro bambino lontano, e con lui / lei, le speranze e i sogni che li accompagnano, e forse anche il loro futuro, e che sono destinati a una vita di terapie, di educazione speciale, e ad essere seguiti da caregiver per la vita. Essi stanno cercando qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa. Attacca la coda all’asino. Risolvi il puzzle. E, quasi prevedibile, il pezzo del puzzle è diventato il logo infame, utilizzato da un certo numero di organizzazioni che si occupano di autismo.
Top secret: la maggior parte di noi, la gente nello spettro autistico o di Asperger, disprezzano il pezzo del puzzle. Per me, non mi manca alcun pezzo.

Non sono neanche un puzzle da risolvere. Per me, è il mondo che è fonte di confusione. Le persone del mondo sembrano mancare alcuni pezzi. Come il fatto che gli esseri umani siamo interi, validi, completi, così come siamo. Che forse, la natura sapeva quello che stava facendo, quando ci ha creato. Che forse, il grande mistero è il motivo per cui siamo qui. Che forse, possiamo migliorare il mondo e la qualità della vita per tutti i suoi abitanti. Che forse, noi in realtà apparteniamo a questo mondo e che siamo stati messi qui per una ragione.

Ma nel mondo non è presente la nostra voce. O piuttosto veniamo ignorati. Tutto mentre si mormora di pezzi mancanti. La vita, a quanto pare, non è senza un senso di ironia. Io sono nato autistico. E’ stato prestabilito in qualche modo, in un modo che non abbiamo ancora scoperto. Va bene con me se che rimane un mistero. Alcuni misteri sono belli, e destinati a rimanere misteri al fine di essere preservati….
L’autismo non è un ladro; è un modo diverso di essere.
L’autismo non può avermi rapito. Perché come ogni altro essere nello spettro autistico, io sono proprio qui. Liana

Prego che il mondo veda il cuore di mio figlio. (la fede di una mamma di un bambino con autismo)

Traduco e condivido questo articolo da https://faithmummy.wordpress.com/2017/03/07/please-stop-praying-for-my-son-with-autism-to-be-healed/

(mi scuso per eventuali errori di traduzione)

Questa madre dice che l’autismo fa parte della creazione di Dio e che l’autismo rende suo figlio perfetto e bellissimo.

Questa madre vive con due figli, di cui uno con severo autismo e ha una grandissima fede religiosa.

Ecco una sua testimonianza:

“Tante persone mi hanno detto nel corso degli anni che stanno pregando per mio figlio. Sono incredibilmente grata per ciò e per la gentilezza che mi mostrano, ma per che cosa sono pregando ?
Stanno chiedendo a Dio che mio figlio di 8 anni possa finalmente iniziare a parlare? Stanno chiedendo che le convulsioni abbiano fine? Stanno pregando che egli possa imparare a comunicare o a leggere o scrivere? O stanno pregando per lui di poter guarire del suo autismo?

Voglio essere molto chiara. Io voglio che la gente preghi per mio figlio. Tutta la mia famiglia ha bisogno di preghiere e ha bisogno di Dio più di quanto abbiamo. Abbiamo bisogno di amore e di sostegno. Ma per favore potreste non pregare più che mio figlio autistico possa essere guarito?

Ecco perché.


Ci sono molte occasioni in cui Gesù guarì
singole persone nella Bibbia. Queste occasioni includono le persone che erano non vedenti, non udenti, paralizzate, con la lebbra, la febbre, convulsioni e anche quelle che erano morte. Nonostante io abbia studiato tutti questi episodi non sono riuscita a trovare alcuna occasione in cui Gesù ha pregato per qualcuno che avesse un disturbo dell’apprendimento o difficoltà di comunicazione come l’autismo di mio figlio che potesse essere guarito.


Poi ci sono stati gli eventi di guarigione di massa che Gesù ha fatto. Anche in questo caso, anche se molti sono stati guariti non vi è alcun riferimento diretto ai bambini o adulti che
abbiano lottato socialmente o abbiano avuto comportamenti ripetitivi come mio figlio.


La Bibbia dice che Gesù ha accolto i bambini.
Sebbeme io non abbia prove sono certa che ci sono stati bambini al tempo della bibbia che mostravano difficoltà simili a quelle di mio figlio. So che questi bambini erano altrettanto benvenuto a Gesù.

La Bibbia dice che il mio bambino è fatto in modo stupendo. (Salmo 139: 14).
La Bibbia dice che mio figlio è stato lavorato a maglia nel mio grembo (Salmo 139: 13)
La Bibbia dice che mio figlio è stato creato a somiglianza di Dio (Efesini 4,24)
La Bibbia dice che mio figlio è la pupilla degli occhi di Dio. (Salmo 17: 8)
La Bibbia dice che mio figlio è opera di Dio creato per fare opere buone. (Efesini 2,10)
La Bibbia dice che Dio ha in programma di far prosperare mio figlio e non fargli del male, di dargli una speranza e un futuro. (Geremia 29: 11-13)

Dio non vede alcuna differenza tra mio figlio e nessun altro. Egli non vede mio figlio inferiore o inadeguato in alcun modo. Dio potrebbe guarire mio figlio delle sue convulsioni e dalla sua condizione genetica che causa tumori nel suo corpo? Sì, senza dubbio. Potrebbe Dio aprire la bocca di mio figlio per fargli fare un discorso chiaro? Sì, credo di sì che con tutto il cuore. Potrebbe Dio indurlo a essere più stabile e a dargli un comportamento più calmo e meno agitato? Senza dubbio, naturalmente, potrebbe. Queste sono cose per le quali io prego ogni giorno.
Io prego per la sua pace. Prego per la gioia e la sua felicità. Prego perché le persone possano capirlo e dimostrargli amore. Prego sicurezza mentre viaggia avanti e indietro per le strade andando a scuola ogni giorno. Prego per una mente ricettiva e un cuore aperto. Prego la forza per il suo corpo e la salute dal dolore. Prego per lui che possa dormire (io sono un essere umano quindi questo è qualcosa di cui ho bisogno).

Prego di avere la forza per me di occuparmi di lui. Prego per la saggezza e l’unità per coloro che lavorano con me per soddisfare i suoi bisogni. Prego per sua sorella mentre lei partecipa e assiste ad alcuni eventi che potrebbero traumatizzarla. Prego che il cuore tenero di sua sorella non si spezzi troppo spesso. Prego per gli amici di cui lei si può fidare. Prego che lei sappia di essere amata anche quando suo fratello occupa così tanto del mio tempo.


Ci sono così tante cose
per cui pregare e così tante cose per le quali gli altri possono pregare. Ci sono cose per le quali si può pregare che mio figlio possa guarito, ma l’autismo non è una una di queste cose L’autismo è una differenza neurologica della sua mente che lo induce a vedere il mondo un po ‘diverso. L’autismo è una parte del modo in cui Dio lo ha fatto reso e ciò rende bello e perfetto.


Dio
ha fatto ognuno di noi parte di un corpo. Mio figlio è un piccolo pezzo e parte del corpo di Cristo come la persona accanto, anche se ha severe difficoltà di apprendimento, ha la vista alterata, ha un ritardo globale e ha l’autismo. Non importa a Dio che egli si agita, gira, urla e che non è in grado di parlare. L’uomo guarda ta utto questo, ma come dice la Bibbia: “Il Signore non guarda le cose che le persone guardano. La gente guarda l’aspetto esteriore, ma il Signore guarda al cuore “

Prego anche che il mondo veda il cuore di mio figlio.”

La festa della Donna e l’autismo

In occasione dell’8 marzo traduco e condivido  questo interessante articolo  da https://ourautismblog.wordpress.com/2017/03/08/international-womens-day-2/
sulla consapevolezza dell’autismo femminile.

Felice Festa internazionale della Donna!
Una giornata per celebrare la donna in tutto il mondo!

Sapevate che l’autismo femminile è meno visibile e meno diagnosticato?
I genitori di bambine o ragazze sullo spettro, come me, stanno contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’autismo femminile e sul fatto che ci sia bisogno di un migliore riconoscimento, e migliore accettazione e diagnosi.
Come una mamma condivido con i miei articoli i momenti buoni e meno buoni che mia figlia affronta ogni giorno.
Sono qui per condividere la mia esperienza e per mostrare il mio sostegno alle bambine, ragazze e donne adulte nello spettro autistico.

Abbiamo dovuto lottare per la diagnosi di mia figlia, abbiamo dovuto lottare per perdere lo stigma di autismo, e abbiamo dovuto combattere gli stereotipi.
Abbiamo dovuto combattere con i medici che ci hanno detto che era improbabile che sia l’autismo, perché lei è una ragazza.
Abbiamo dovuto combattere i medici che ci hanno detto che lei aveva tratti autistici, ma probabilmente essi non avrebbero riconosciuto o diagnosticato il suo autismo, perché lei è una ragazza.

La mia ragazza ha l’autismo.
La mia ragazza ha una diagnosi.
Abbiamo vinto la lotta.

Courtney Love, Daryl Hannah e Susan Boyle sono solo alcune donne che sono notoriamente autistiche .
Io uso la parola notoriamente come termine generico in quanto ancora non è ancora ampiamente accettato o riconosciuto che le donne possano essere sullo spettro.
I ragazzi sono più numerosi delle ragazze in una diagnosi di autismo.
Il rapporto più ampiamente pubblicato è di 4: 1 , ciò significa che il numero di maschi diagnosticati con autismo è di 4 volte maggiore che il numero delle femmine.
I genitori si trovano ad affrontare barriere da professionisti nel momento in cui sospettano l’autismo nella loro figlia.
Molto spesso non è colpa del comportamento, o dell’ansia o della paranoia dei genitori.
Abbiamo tutto questo … infatti abbiamo ancora tutto ancora fare!
Ottenere una diagnosi per una ragazza è molto impegnativo, stressante e difficile.
Le ragazze non rientrano negli stretti criteri delle guide dominanti di diagnosi maschile e così i genitori devono combattere per farsi ascoltare.
Le ragazze si presentano in modo diverso dai ragazzi, e ciò necessita di essere studiato e riconosciuto in criteri diagnostici certi.
La cosa che non è difficile da vedere sono le sfide che le ragazze nello spettro devono affrontare.
La gente semplicemente non crede al livello di ansia, di isolamento sociale e di frustazione che esse provano …si pensa che queste cose vengono vissute normalmente dalle ragazze
L’idea stereotipata è che l’autismo colpisce solo i ragazzi … ..
Tuttavia la realtà è che l’autismo interessa entrambi i sessi, ma non viene diagnosticata in molte ragazze.

In primo luogo non perché i medici non riconoscano l’autismo, ma perché le ragazze sembrano aver messo a punto un meccanismo di mascheramento, sono più sottili, sono in grado di impegnarsi in situazioni sociali e di stabilire un contatto visivo.
Usano comportamenti di mascheramento e di imitazione di modelli femminili in modo da riuscire ad adattarsi e ad assomigliare alle ragazze normali della loro età.
Esse presentano sintomi diversi e meno evidenti dei maschi.
La gravità è ciò che fa mettere i professionisti in discussione riguardo alla diagnosi.
Le Femmine tendono ad essere autistiche in modo meno severo, sono spesso ad essere ad alto funzionamento.

La consapevolezza che le ragazze si presentano in modo differente rispetto ai ragazzi sta aumentando ……ma molto lentamente.
Sono finiti i giorni in cui si pensava all’autismo come unica condizione relativa al sesso maschile.

Tuttavia essere una ragazza con autismo è difficile.
Non è facilmente accettato. L’aiuto non è là fuori.
La diagnosi viene mancata e le ragazze possono sviluppare problemi di salute mentale durante la crescita.

Come genitore di una ragazza con autismo io continuerò a condividere la mia esperienze, gli alti e i bassi quotidiani e i metodi per affrontare i problemi!
Io continuerò a trarre forza dalle splendide donne e mamme di bambini/e autistici che ho incontrato.
Continueremo a sostenersi a vicenda.

Felice Festa della donna a tutte le bambine, alle ragazze e alle donne adulte che soffrono di autismo, e anche a tutte le mamme, accompagnatori, caregivers, insegnanti, infermiere …… a tutti coloro che sono entrati in contatto con l’ autismo nella loro vita.

Insieme potremo essere orgogliosi e sostenerci a vicenda.
Insieme potremo aumentare la consapevolezza delle nostre ragazze.
(mi scuso per qualche possibile inesattezza della mia traduzione)

Noi siamo uomini, tutti uguali…

da l’ultima intervista del 4 gennaio 1981 di Antonio Donat Cattin (giornalista RAI) a Don Zeno, fondatore di Nomadelfia, qualche giorno prima della sua morte.

D: “Per tutta la vita ha cercato l’uomo. Lo ha trovato a 80 anni?”.

R:“L’ho trovato in me, prima di tutto. Ho visto in me stesso tutti gli uomini. L’uomo, quanti tipi! Uno più vivo dell’altro. Se tutti ci mettessimo d’accordo: noi siamo uomini, tutti uguali… Ma sa cosa vuol dire persuadere la gente che siamo uomini? Se uno riuscisse a vedere l’uomo nell’uomo, il mondo non farebbe la guerra. Prima o poi scoppia e la colpa è nostra, mi ci metto anch’io, mi sento responsabile. Cosa si può fare? Cercare l’uomo, amare l’uomo. Si fanno delle iniziative ma non reggono, perché non si fanno fratelli. Non si fa così a fare guerra alla guerra. C’è poco da sperare, se non saltano fuori dei movimenti disarmati che facciano i conti, mettano insieme le ricchezze e comincino a dividere”.

D:“Qual è dunque la strada per salvare l’umanità?”.

R:“La prima cosa è la giustizia. Non è che prima siamo cristiani, prima siamo uomini. La solidarietà umana è scritta nella natura, non è una religione. Cosa vuoi pregare se sei ingiusto? Si fa i conti, questa è l’unica via per creare un mondo nuovo. Sono bianchi, rossi, di tutte le tinte ma hanno una sete di verità che mi fa paura… Abbiamo visto delle persone che non credevano in niente eppure hanno fatto delle grandi cose in favore dell’uomo.

Anche questo incontro fra noi, per esempio, ci fa sentire l’umanità. L’unica cosa che rimane, quando ci lasciamo, è che ci siam trovati uomini. Il contatto è arrivato, c’è stata una corrente tra noi, ci siam sentiti fratelli, uomini.

Immaginate se si comincia a dir tutti che siamo uomini!”

tratto dal libro  Don Zeno, Obbedientissimo Ribelle di Fausto Alberto Marinetti

#ActuallyAutistic

Una poesia di Anna di https://anonymouslyautistic.net/ ispirata agli hashtag #ActuallyAutistic e #SheCantBeAutistic sulla realtà dell’autismo, in blu le risposte di Anna ai più comuni preconcetti su di esso .

In realtà io sono autistico.

Sei un po’ imbarazzante, non è vero?

A dire il vero, io sono autistico.

Autistico? Tu mi sembri normale.

Non è possibile vedere l’autismo.

Ma tu sembri così intelligente.

Molte persone autistiche sono intelligenti.

Hai soltanto bisogno di socializzare di più.

Sto già facendo del mio meglio.

Le persone autistiche non possono stare ferme.

Possiamo, ma è difficile e richiede maggiore concentrazione.

È necessario essere ad alto funzionamento.

Oggi lo sono, ma a volte non lo sono.

Sei solo in cerca di attenzione?

No, in realtà io preferisco essere lasciato solo.

Non sembri autistico.

In realtà io sono autistico.

Earth day

 

 

Più che mai

cullami e avvolgimi

con un caldo abbraccio

Più che mai

parlami nutrimi

madre terra

 

Più che mai

cullami e avvolgimi

con un caldo abbraccio

Più che mai

parlami nutrimi

madre terra

 

Le caldi notti di agosto

talvolta indossano un sorriso esotico

di un Africa gioiosa ed intensa

violata abusata ed offesa Materna e fiera

 

Più che mai

cullami e avvolgimi

con un caldo abbraccio

Più che mai

parlami nutrimi

Angelique Kidjo e Carmen Consoli