Il guerriero della luce

Il guerriero della luce ha appreso che Dio si serve della solitudine per insegnare la convivenza.

Si serve della rabbia per mostrare l’infinito valore della pace.

Si serve del tedio per sottolineare l’importanza dell’avventura e dell’abbandono.

Dio si serve del silenzio per fornire un insegnamento sulla responsabilità delle parole.

Si serve della stanchezza perché si possa comprendere il valore del risveglio.

Si serve della malattia per sottolineare la benedizione della salute.

Dio si serve del fuoco per impartire una lezione sull’acqua.

Si serve della Terra perché si comprenda il valore dell’aria.

Si serve dela morte per mostrare l’importanza della vita.

 

Paulo Coelho

Meditazione

 

La nostra paura più profonda

non è di essere inadeguati.

La nostra paura più profonda,

è di essere potenti oltre ogni limite.

E’ la nostra luce, non la nostra ombra,

a spaventarci di più.

Ci domandiamo: ” Chi sono io per essere brillante, 

 pieno di talento, favoloso? “

In realtà chi sei tu per NON esserlo?

Siamo figli di Dio.

Il nostro giocare in piccolo,

non serve al mondo.

Non c’è nulla di illuminato

nello sminuire se stessi cosicchè gli altri

non si sentano insicuri intorno a noi.

Siamo tutti nati per risplendere,

come fanno i bambini.

Siamo nati per rendere manifesta

la gloria di Dio che è dentro di noi.

Non solo in alcuni di noi:

è in ognuno di noi.

E quando permettiamo alla nostra luce

di risplendere, inconsapevolmente diamo

agli altri la possibilità di fare lo stesso.

E quando ci liberiamo dalle nostre paure,

la nostra presenza

automaticamente libera gli altri.

Nelson Mandela

DAMMI, SIGNORE UN’ALA DI RISERVA – Gibran

 

Voglio ringraziarti Signore, per il dono della vita.

Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto:

possono volare solo rimanendo abbracciati.

 

A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore,

che anche tu abbia un’ala soltanto.

L’altra la tieni nascosta: forse per farmi capire che anche Tu non vuoi volare senza di me.

 

Per questo mi hai dato la vita: perché io fossi Tuo compagno di volo.

Insegnami, allora, a librarmi con te.

Perché vivere non è trascinare la vita, non è strappare la vita, non è rosicchiare la vita.

 

Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all’ebbrezza del vento.

Vivere è amare le cose che non piacciono per poterle cambiare.

Vivere è assaporare l’avventura della libertà.

 

Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo

un partner grande come Te!

Ma non basta saper volare con Te, Signore tu mi hai dato il compito di abbracciare

anche il mio fratello e di aiutarlo a volare.

 

Ti chiedo perdono per ogni peccato contro la vita e per tutte le ali che non

 ho aiutato a distendersi.

Non farmi lasciare il prossimo nel vestibolo malinconico della vita dove si

 “tira a campare”, dove si vegeta solo.

 

Non farmi passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l’ala, l’unica ala,

inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine e si è ormai

persuaso di non essere più degno di volare con Te.

 

Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi, o Signore, un’ala di riserva.

Non tutti riusciremo ad esprimerci ma tentare sarebbe già essere sulla strada

per divenire uomini.

CITTADINO DEL MONDO

Il tuo Cristo è ebreo

e la tua democrazia è greca.

La tua scrittura è latina

e i tuoi numeri sono arabi.

La tua auto è giapponese

e il tuo caffè è brasiliano.

Il tuo orologio è svizzero

e il tuo walkman è coreano.

La tua pizza è italiana

e la tua camicia è hawaiana.

Le tue vacanze sono turche,

tunisine o marocchine.

Cittadino del mondo,

non rimproverare il tuo vicino

di essere … straniero.

 

 
Graffito Munich
 
 
 
 
 

girotondo intorno al mondo

La libertà – Giorgio Gaber

 

Vorrei essere libero, libero come un uomo.

Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Da “Dialogo tra un impegnato e un non so” (1972)

 

Cuore – Jovanotti

Migliaia di ragazzi in piazza a Palermo 

un saluto alla bara del giudice Falcone,

hanno bisogno di una risposta.

Hanno bisogno di protezione.

I ragazzi son stanchi dei boss a potere; i

 ragazzi non possono stare a vedere,

la terra sulla quale crescerà il loro frutto bruciato ed ogni loro ideale distrutto.

I ragazzi denunciano chiunque acconsenta

col proprio silenzio un’azione violenta.

I ragazzi son stanchi e sono nervosi,

in nome di Dio a fanculo i mafiosi.

I ragazzi denunciano chi guida lo stato

per non essersi mai abbastanza impegnato,

a creare una via per chi vuole operare,

senza esser costretto per forza a rubare,

per creare una via per gli uomini onesti,

per dare ai bambini valori robusti

che non crollino appena si arriva ai 18,

accorgendosi che questo mondo è corrotto.
I ragazzi non credono alcuna parola di quello che oggi c’insegna la scuola.

I ragazzi diffidano di ogni proposta non stanno cercando nessuna risposta,

ma fatti, giustizia, rigore morale da parte di chi calza questo stivale.

I ragazzi hanno il tempo che gli tiene in ostaggio,

ma da oggi hanno deciso di farsi coraggio,

cultura di pace, coraggio di guerra, il coraggio di vivere su questa terra

e di vincere qui questa nostra battaglia,

perché quando nel mondo si parli d’Italia non si dica soltanto la mafia,

i mafiosi, perché oggi è per questo che siamo famosi,

ma l’Italia è anche un’altra, la gente lo grida:

i ragazzi son pronti per vincere la sfida.

 

 

…. !4/04/2008 …. dove sono finiti quei ragazzi

BAMBINI GIOCANO – Bertold Brecht


I bambini giocano alla guerra.
E’ raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai “pum” e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo
non ride più.
E’ la guerra.
C’è un altro gioco
da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.
Pace vuol dire
che non a tutti piace
lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli
piacciono anche
agli altri bimbi
che spesso non ne hanno,
perché ne hai troppi tu;
che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;
che la tua mamma
non è solo tutta tua;
che tutti i bambini
sono tuoi amici.
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura.

Ti auguro di vivere – Jean Debruynne

Ti auguro di vivere
senza lasciarti comprare dal denaro.
Ti auguro di vivere
senza marca, senza etichetta,
senza distinzione,
senza altro nome
che quello di uomo.
Ti auguro di vivere
senza rendere nesuno tua vittima.
Ti auguro di vivere
senza sospettare o condannare
nemmeno a fior di labbra.
Ti auguro di vivere in un mondo
dove ognuno abbia il diritto
di diventare tuo fratello
e farsi tuo prossimo.

Buon weekend a tutti!
cristo sofferente

SOLO PER OGGI – Papa Giovanni XXIII

 

Solo per oggi
cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.
Solo per oggi
avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi,
non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.
Solo per oggi
sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.
Solo per oggi
mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.
Solo per oggi
dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio,
ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo,  così il silenzio e l’ascolto sono necessari alla vita dell’anima.
Solo per oggi,
compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
Solo per oggi
mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò.
E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l’indecisione.
Solo per oggi
saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l’esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.
Solo per oggi
non avrò timori.
In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello
e di credere nell’Amore.
Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.

Dopo la pioggia – Gianni Rodari

Dopo la pioggia viene il sereno

brilla in cielo l’arcobaleno.

E’ come un ponte imbandierato

e il sole ci passa festeggiato.

é bello guardare a naso in su

le sue bandiere rosse e blu.

Però lo si vede, questo è male

soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente

il temporale non farlo per niente?

Un arcobaleno senza tempesta,

questa sì che sarebbe una festa.

Sarebbe una festa per tutta la terra

fare la pace prima della guerra.

Infanzia negata

O Gesù,

grande amico dei deboli,

tu che hai detto:

“Lasciate che i bambini vengano a me”,

accogli Francesco e Salvatore;

tienili stretti stretti tra le tue braccia,

affinchè possano sentire il tuo amore

e così dimenticare il freddo patito.

Che possano finalmente godere dell’innocenza dell’infanzia,

che su questa terra gli è stata negata.

Amen

Judson Stoddard

Sulla cima di una montagna, sopra le nuvole

che come un mare mi si stendevano ai piedi,

dissi: quella vetta è il pensiero del Budda,

e quella è la preghiera di Gesù,

e questa è il sogno di Platone,

e quella laggiù il canto di Dante,

e questa è Kant e questa è Newton,

e questa è Milton e questa è Shakespeare,

e questa la speranza della Madre Chiesa,

e questa …ma tutte queste vette son poemi,

poemi e preghiere che fendono le nubi.

E dissi: “Che fa Iddio, delle montagne

che giungono quasi al cielo?”.

Edgar Lee Masters – Antologia di Spoon River