Autore: Laura Bruschini

Veste d’Amore

Indosso la veste più bella

Quella che tu mi hai donato

Mi guardo allo specchio

Sorrido

Sul cuore il tessuto

Intrecciato dalle parole

Da te sussurrate

Sulle braccia

Le ali dipinte

Dallo sguardo dei tuoi occhi

Mi giro e guardo la mia schiena

Brillano le perle di luce

L’immagine riflessa dei tuoi pensieri

E infine sollevo il più bel mantello

La mia anima che si eleva

Per congiungersi alla tua

Se tu ti volti

Ecco, io resto nudo

Mi vesto di te

(Laura Bruschini)

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Bolla d’Amore

Mi diceva
Tu lo sai
Vivere è come fiorire
Nasci e cresci
Nutrirsi è d’amore
Poi si sboccia
Si sparge l’essenza
A chiudere le crepe del cuore
A lenire le ferite dell’anima
A rallegrare la mente
A distogliere i pensieri
A sollecitare il cammino
Mi diceva
Tu lo sai
Poi il vento
Ti porterà via
Ma i segni
Lasciati dalla tua essenza
Saranno indelebili
Chiusi un una bolla
Di eterno Amore

(Laura Bruschini)

Non ancora

Quante sfide

Su questa strada

Di sola andata

La corsia preferenziale

E’ la più ambita

Ma veloce e solitaria

Nessuna freccia

Non c’è sorpasso

Sulla corsia centrale

Si viaggia in buona compagnia

Tanti orizzonti da osservare

Condividere

Ammirare

Il piazzale di emergenza

Una forzatura di necessità

Qualche lunga sosta

Nessuna fermata

Il viaggio riprende

Tra corse

Salite

E infine discese

Lungo il tempo

Un viaggio

Nel tempo infinito

Ma non finito

Non ancora

(Laura Bruschini)

Specchio riflesso

Nello specchio si riflette una luce tenue

Nel buio lenta si muove un ombra

La fiammella di una candela

Disegna nell’aria figure e cerchi

Suscita ricordi passati

L’ombra prosegue il cammino

Lungo lo stretto corridoio

Prima di scomparire

La fiammella si spegne

Nello specchio resta impressa

Una luce sospesa

(Laura Bruschini)

Raccolta dal mondo facebook

Ho realizzato la pagina Laura Collection con l’intento di raccogliere ciò che più mi colpisce delle informazioni presenti su facebook

Chi volesse seguire la pagina Laura Collection, il link è:

https://www.facebook.com/collectionlaura

E’ nata da poco e si arricchirà man mano.

Pace e bene a voi lettori

Vi ringrazio

Laura Bruschini

 

 

 

Veste d’autunno

Con un vestito di verde autunno

Vorrei vestirmi dell’odore dei campi

Tra i capelli le foglie trasportate dal vento

Mentre l’erba mi sfiora le gambe

Le braccia sono protese al cielo

In un canto di gioia

Nel percorrere sentieri

Vallate e monti

Tra storia e natura

Il cuore gioisce

La voce sussurra appena

La quiete non si interrompe

Il canto si leva

Internamente trattenuto

Un grido muto al vento di felicità

(Laura Bruschini)

Scintilla

Sfugge allo sguardo

Agli occhi che non vogliono vedere

Sfiora le spalle

Di chi le ha voltate

Gira intorno

Solleva il muro dell’indifferenza

Gli occhi si aprono

Le braccia si allargano

E’ una scintilla d’amore

Come polvere d’oro

Come gocce di luna

Si fa strada

Cerca cuori oscuri

Vuole donare la sua luce

Entrare nelle tenebre

Arrivare alla mente

Seminare amore

Formare una catena

Dar luce a nuove scintille

Anime radiose

Far parte di un Tutto

(Laura Bruschini)

La Rinuncia Più Grande – Angela Petriccione

“Nelle Tue mani

Rimetto il mio mandato”

Egli si spoglia delle briglie

Nell’anno della Fede

Dell’abito dottrinale

Sobrio eppure inadatto

Pudico non indossa

L’irruenza del cuore

Dell’empatia l’umore

Del sorriso l’amore

Ligio alle regole

È il suo fare

Dalla faretra le frecce

Giammai fiondò

Dell’ardore del  padre

Dell’affetto pei figli

Egli stesso figlio

Ora ricerca oppresso

Il Padre in altro luogo

Decide il sacrificio

La rinuncia più grande

Pel bene del popolo

Che amò a suo modo

In silenzio si eclissa

Sciogliendo dalla stretta

Le adorne mani

Ove è la prescelta guida

Dal candido fumo?

Ora può più il cuore

O la dotta conoscenza?

Forse che il Sommo

Non si rivolse all’ultimo

Preferendolo

E a lui si manifesta?

E lo rende re nei cuori

E lume delle menti?

A cosa vale suggere il sapere

Conoscere il mondo e il tempo

Se poi rinchiuse

Son le porte occulte

E le chiavi son disperse?

Tutto passa

L’attimo resta

La forza è nel momento

La fede  come credo

Dal cuore diparte

La mente sola è perdente!

L’Universal linguaggio

Non è per gli eccelsi

Non si scende dalla Croce

Di contro la mera dottrina

Colmo di vittoria

È l’aperto cuore

Angela Petriccione

11/02/2013

Foibe di Angela Petriccione

Fu il Nazionalismo nascente
a provocar l’eccidio
dell’italica gente
Per l’integrità territoriale
sì perpetrò
il genocidio!

Pria convivevano
i popoli frammisti
eppur serbavano
le radici intonse
Quale serpe tentò
la discordia?

Si spalancarono gli occhi
alla cupidigia
per la suprema madrepatria
La seduttiva promessa
della grande guerra
vagheggiò chimere
di patri riconoscimenti

In vero
si scissero i popoli
un dì vicini
poi nemici
Si alleò
la gente utascia
per crudele inimicizia
contro moltitudine
pria germana

Fortissime scaturirono
iniquità
La feroce repressione
fè la natura
di se stessa
nemica

Negli inghiottitoi
sparirono disperati
della Dalmazia
gli italici
ancor vivi
con altri
per mano già soppressi
vincolati
dal destino funesto

Alcun diritto
fu loro concesso!
Le foibe assassine
ingoiarono
martiri inermi
nelle piaghe purulenti

O ancor fu
il mare oscuro
a risucchiarli
grevi di pesi
sin sui fondali
e ricoprì infine
con velo nero
il misfatto
del genere umano

E ancor la luna
accese nel cielo
il suo pallido chiaror

Or mai più
la memoria oblii
lo scempio
in nome
di apparenti alleanze

Che il sangue innocente
umiliato
torturato
sia lavato
dall’umanità intiera
alla luce del sole

Nel perituro ricordo
dei cuori
delle menti…

(Angela Petriccione)

Lo scoglio innamorato – Laura Bruschini

Aspetto l’onda che mi lambisce il fianco

Mentre il vento mi sussurra un canto

Del sole ne catturo i raggi innamorato

Scorrono momenti tra profumi e sapori

Tra voci indistinte e lontani suoni

Un tocco d’erba su questo scoglio

Di bellezza rara, prima dell’imbrunire

E’ lo spettacolo che si ripete ogni sera

Quando il sole poggiandosi

Va dietro Favignana a scomparire

Dei più bei tramonti qui resto

Ammirato e incantato

(Laura Bruschini)

Il tramonto della Luna di Ilaria Zof

O Selene, che appari tra la bruma,
tu, che rispecchi la tua luce bianca
su quest’abisso, dove si consuma,
la fragile mia vita, vuota e stanca,
svelami, del tuo cammino errabondo
e del tuo fulgore, i nascosti misteri;
narrami del tuo vagar per il mondo
per catturar speranze e desideri.
Raccontami perché, timida Luna
quando mi volto e mi guardo all’indietro,
ciò che m’appare, al di là della duna
è la fioca luce d’un sole di vetro;
e mentre muore l’eco della risacca
mi rivedo camminar sulla spiaggia,
lì, dove la terra l’acqua distacca,
dove la marea sbatte, selvaggia,
e lascia una scura cicatrice informe,
che in un attimo è rapita dal vento
e si mescola alle pesanti mie orme
sull’arena dai riflessi d’argento.
Scorgo nel cielo nuvole di fiele,
e in mare i bagliori della mia rabbia,
nel rivedere lui, labbra di miele,
coglier per me conchiglie sulla sabbia;
e l’anima mia è trafitta da gran pena,
nel ripensare ai nostri corpi uniti
mentre rotolavamo nella rena
gettando lontano i nostri vestiti.
E muoio dentro, mentre abbasso lo sguardo,
ebbra del chiarore di un’alba grigia,
allorché, delusa e impotente, guardo
i miei sogni infrangersi sulla battigia.