Occhiali da sole

Non si può impedire a qualcuno
di manifestare i propri sentimenti
siano essi gioiosi o tristi
bisogna lasciare che escano
dal cuore e che vadano per il mondo.

Ci sarà sempre qualcuno
che li capirà senza fraintendere
di sicuro colpiranno un cuore
disposto ad accoglierli
senza alcuna metafora.

La spontaneità esiste ancora
e c’è ancora chi parla
guardandoti negli occhi.
Senza occhiali da sole.

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Donarsi

Se vedo uno piangere
Raccolgo tutte le sue lacrime
Se vedo che uno soffre
Condivido la sua sofferenza
Se mi accorgo che uno è solo
Cerco di fargli compagnia
Da sempre sono così
Raccolgo e faccio mie
Le difficoltà degli altri
Non riesco a farne a meno.
E quando ho perso tutte
Le energie c’è l’acqua
Del mare per ricaricarmi

Sandra Greggio

Nell’ombra

D’ora in poi venite a cercarmi
dove la tecnologia non esiste
dove non ci sono cellulari
dove ci si innamora
guardandosi negli occhi.
D’ora in poi sarò libera
di parlare con persone vere
che mostrano la loro personalità.
Troppi danni ho fatto a tanti
che non lo meritavano.
Non so se ce la farò perché
la tentazione è grande
Il cellulare mi tenta dicendo:
” Prendimi! Dai che incontriamo
tante persone amiche che ti mancano”.
Ma resisto e la decisione
finale l’ho presa: in futuro
resterò nell’ombra che diverrà
mia amica finché forse
a qualcuno verrà il desiderio
di cercarmi.

Sandra Greggio

Non è ancora tempo

Non è ancora tempo
Di gettare l’ancora
Ho ancora abissi
da esplorare
Isole incantevoli
Con conchiglie
ricche di perle.

Non è ancora tempo
Di sedersi davanti
Ad un caminetto
A fare la calza
Fuori la natura
È tutta da vivere
In ogni stagione dell’anno.

Non è ancora tempo
Di dichiararsi sconfitti
Ci sono ancora battaglie
Da affrontare per vincere
Ed essere così finalmente
Liberi di danzare sull’erba
Bagnata di fresca rugiada.

Sandra Greggio

Seguire i Gabbiani

Si è acquietato il mare ora
Furente era stata la tempesta
onda contro onda avvolte dalla schiuma
Sembrava un duello corpo a corpo
Ma salda e sicura era la barca
Perché il timoniere sapeva
Bene qual era la rotta
Verso la luce di salvezza del faro.
Ed ecco aprirsi squarci di azzurro
E spuntare un raggio di sole
A conferma che giusta era la decisione.
Bastava solo aspettare un po’
E seguendo il volo dei gabbiani
Giungere finalmente in porto.

Sandra Greggio

Gregory Bateson: il doppio legame

Una introduzione alla nozione di “doppio vincolo” tratta dalla terza parte dell’opera Verso un’ecologia della mente. Si tratta di una nozione euristica (e per il senso del termine “euristico” rimando al video “Bateson, l’intuizione vaga”) che consente a Bateson di proporre un’eziologia di particolari forme della schizofrenia basata sulla teoria della comunicazione.

Erri De Luca – conosciamolo meglio

“Valore” di Erri De Luca

Considero valore ogni forma di vita,
la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale,
l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto,
un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore
quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.

Considero valore
sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento 
che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato,
qualunque colpa sia.

Considero valore l’uso del verbo amare
e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Luciano De Crescenzo

Bellissima ultima intervista a Luciano De Crescenzo.

Questo dice la redazione di FanPage:

Siamo andati a casa di Luciano De Crescenzo, 87 anni ad agosto, per farci raccontare i momenti più importanti della sua vita, dai ricordi d’infanzia, all’incontro fortuito in ascensore da cui trasse “Così parlò Bellavista”. Un video ritratto a tutto tondo di uno dei più importanti divulgatori culturali italiani degli ultimi cinquant’anni.

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Questa la scena del Cavalluccio Rosso