La “regola dei terzi”

se è vero che la bellezza salverà il mondo allora conoscere la regola dei terzi può aiutarci a riconoscere i canoni della bellezza. guarda questo splendido video dove Michele vacchiano spiega in maniera esemplare e con degli esempi chiari come mai quando si fotografa occorre osservare quando possibile la regola dei terzi

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Insieme

Nel cielo dei garofani anche una bocca indugia a sorriderti.
Essa ancora conosce le vie a te,
la mezza foglia della tua notte,
l’ammutolita pianta dei nostri gridi.

Essa fa luce innanzi al buio e sulla porta dice le parole:

era pesante, il pesante;
un soffio era il vento che ti ha strappato via;
un cuore che batte ancora sotto la neve.

Le porte si aprono, se sentono che qui questo rimane vero:
il mio occhio col tuo vi va a stare,
come coppia piú oscura al seguito.
Piove come sempre, quando occhio a occhio si giunge
e alla coppia la piú oscura si appresta un sonno sprizzante
a sinistra di un garofano in volo.

Paul Celan

Il momento dei ricordi

Vorrei tanto riuscire a rendere
le tue giornate più leggere
alleviando le preoccupazioni
che mai ti abbandonano.
Forse potrei farlo aprendo
la porta della mente ai ricordi.
Non è vero che ricordare il passato
genera malinconia e tristezza.
A volte fa bene lasciare che esca.
Basta capire qual è il momento giusto
e questo può dirlo solo il cuore.
La mente da sola non può riuscire
renderebbe tutto arido e sterile
ma con il cuore alleato tutto cambia.
E tornano alla mente solo
i ricordi più belli quelli che
ti hanno alleviato la tristezza.
Ed ecco che si tengono per mano
che fanno le capriole sui prati.
Allora solo le cose belle escono
a frotte dalla mente e asciugano
il pianto che rende gli occhi
di nuovo luminosi e belli.

Sandra Greggio

Poesia

È la mia vita la poesia.
Mi tiene per mano
lungo il mio cammino
ora in salita ora in discesa.
Mi soccorre in paurosi scivoloni.
Fa palpitare il mio cuore
sia nel pianto che nella gioia
mi fa vedere quel che
altri non vedono.
Con lei posso essere sicura
di avere una compagna
leale onesta sempre fedele.
Mi ama per quello che sono
con tutti i miei pregi e difetti.
Non andartene mai
qualunque cosa accada.

Sandra Greggio

Dialogo con l’anima

Sentirsi mancare le forze
come i raggi del sole
al tramonto di un giorno
che muore e più
non farà ritorno.
Non avere fretta
prendersi tutto il tempo
e aspettare l’anima.
Avvicinare l’orecchio
per ascoltare quello
che ti deve dire.
E poi complice
sorridere.

Sandra Greggio

Nadia Toffa: lutto nel mondo dello spettacolo

Dopo aver frequentato il Liceo classico Arnaldo a Brescia, si è laureata in lettere con percorso storico-artistico all’Università di Firenze.

Carriera televisiva

Appare la prima volta in televisione all’età di 23 anni su Telesanterno, un’emittente televisiva locale. Prima di iniziare il suo percorso con Le Iene, ha lavorato per quattro anni per Retebrescia. Nel 2009 diventa un’inviata del programma televisivo Le Iene, registrando numerosi servizi. Tra i più celebri vi sono quelli su presunte truffe compiute da farmacie ai danni del servizio sanitario nazionale (durata tre mesi, dove finisce a processo insieme ad altri per presunta diffamazione), sulla proliferazione delle sale slot machine, sullo smaltimento illegale dei rifiuti in Campania per mano della camorra, sul crescente tasso di tumori nel “triangolo della morte” tra Napoli e Caserta e sulla “terra dei veleni” a Crotone.

Il 2 aprile 2014 è uscito il suo libro Quando il gioco si fa duro sul fenomeno dell’azzardopatia in Italia.[1] Il 15 aprile 2015ha vinto il primo premio nella sezione TV del Premio Internazionale Ischia di Giornalismo.[2]Nell’autunno 2015 debutta alla conduzione con il talk show di Italia 1 Open Space, ideato dai produttori delle Iene, andato in onda in prima serata per quattro puntate. Inoltre dal 2016 affianca Pif e Geppi Cucciari alla conduzione di Le Iene, nella puntata infrasettimanale. Nell’autunno del 2016 torna alla conduzione del programma Le Iene, affiancando nella puntata infrasettimanale Matteo Viviani, Andrea Agresti, Paolo Calabresi e Giulio Golia.

Dal 16 ottobre 2016 conduce la puntata domenicale, affiancando gli stessi colleghi alla conduzione. Il 21 novembre 2017 conduce un servizio su un presunto pericoloso esperimento nucleare tenuto nascosto[3] nel laboratorio del Gran Sasso, servizio smentito e giudicato privo di fondamento dal mondo accademico[4][5] e da altre fonti[6][7][8]. Il 20 febbraio 2018 il comune di Taranto le conferisce la cittadinanza onoraria.[9] A giugno 2018 vince Premio Luchetta per un reportage, realizzato assieme a Marco Fubini, sulla prostituzione minorile nella periferia di Bari.[10][11][12][13] Da settembre 2018 tornerà alla conduzione de Le Iene con Nicola Savino.

La voce del vento

E’ da tanto che più non sono
il suo primo e ultimo pensiero.
Eppure un tempo c’è stato
in cui poesie e messaggi
non si contavano.
E più bella di tutto
la romantica buonanotte
talmente bella che ogni donna
almeno una volta nella vita
vorrebbe averla ricevuta.

Ora altrove soffia il vento.
Più non ho le sue carezze
ma soprattutto più non sento
la suadente sua voce.

Sandra Greggio

Poesia per aspiranti dittatori

Nummeri

Conterò poco, è vero: |
– diceva l’Uno ar Zero – |
ma tu che vali? Gnente: propio gnente. |
Sia ne l’azzione come ner pensiero |
rimani un coso voto e inconcrudente. |
Io, invece, se me metto a capofila |
de cinque zeri tale e quale a te, |
lo sai quanto divento? Centomila. |
È questione de nummeri. A un dipresso |
è quello che succede ar dittatore |
che cresce de potenza e de valore |
più so’ li zeri che je vanno appresso. |

(traduzione)
Conterò poco, è vero: |
– diceva l’Uno allo Zero – |
ma tu che vali? Niente: proprio niente. |
Sia nell’azione come nel pensiero |
rimani una cosa vuota e inconcludente. |
Io, invece, se mi metto a capofila |
di cinque zeri tali e quali a te, |
lo sai quanto divento? Centomila. |
È questione di numeri. All’incirca |
è quello che succede al dittatore |
che cresce in potenza e in valore |
più sono gli zeri che gli vanno dietro. |

(Trilussa, Acqua e Vino)

Poesia d’amore di Dante

Lasso! per forza di molti sospiri, |
che nascon de’ penser che son nel core, |
li occhi son vinti, e non hanno valore |
di riguardar persona che li miri. |

E fatti son che paion due disiri |
di lagrimare e di mostrar dolore, |
e spesse volte piangon sì, ch’Amore |
li ’ncerchia di corona di martìri. |

Questi penseri, e li sospir ch’eo gitto, |
diventan ne lo cor sì angosciosi, |
ch’Amor vi tramortisce, sì lien dole; |

però ch’elli hanno in lor li dolorosi |
quel dolce nome di madonna scritto, |
e de la morte sua molte parole. |

(Dante Alighieri, Rime)

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