AD ORIENTE

Ecco, se io potessi scegliere,
vorrei essere un ponte,
una zattera lenta a morire
che la riva raggiunge,
una liana fuggente,
la sigaretta intenzionale
che si getta e si spegne,
un sole che si affaccia ad oriente!
Vorrei essere le voci di Babele
unite a fine in un un unico canto,
vorrei essere il rosario
della saggezza e del disincanto.
La luna che sul mare sorride,
la malattia che scompare!
E vorrei essere l’ orecchio che sente
dopo la sorpresa tagliente!
Vorrei essere tra le tue mani,
non la sabbia che scivola, ma la parola,
il ciclo dell’acqua che gaia si rinnova.
Guardare il mondo io vorrei
con cento occhi e centomila mani
per stenderne a ciascuno il lumicino,
la fiaccola che lamelli in vittoria il destino.

DIRITTI RISERVATI, Anna DE FILPO @ COPYRIGHT. 08/02/ 2019 . PHOTOWEB

La ragione di un viaggio – D.A.M.

“Viviamo come se non dovessimo mai morire,
e moriamo, così, inutilmente spendendoci,
senza avere mai completamente vissuto:
un verso che non troverà l’ultima rima.

Rimandiamo a domani un ‘ti amo’, un ‘mi manchi’
a un amore sentito, un ‘ti voglio bene’ a un amico ,
certi che ci sia il domani per farlo,
ma la certezza è spesso solo il rimpianto
di un abbraccio mancato e di un non esserci stato,
di un non aver tentato, oltre te stesso averci provato.

Serbiamo rancori e costruiamo belle menzogne,
feriamo indolenti con parole di carta vetrata
credendo che basti a far tabula rasa
l’ inflazionata parola ‘perdono’.

Corriamo scorrendo la vita
con la pretesa di colmare gli attimi di un senso
riempiendo le trancianti lancette di un orologio già fermo;
ma il senso qual è se non quello
di spegnersi sereni negli occhi di un figlio
cui lasciare la propria più grande eredità d’affetti
e d’aver dato come foglia d’autunno anche l’ultimo colore.

Urliamo i pensieri
nelle brevi distanze che separano i cuori,
basterebbe ascoltarne il sussurro
e da irredenti saremmo oltre i loro confini.

Avevo solo questo da dirti,
e volevo dirtelo oggi!”

© Domenico Antonio Matalone – DAM
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