Alzati

 Alzati

Dalla soffocante calura 

che il sussurro nel giardino dei sogni

sfiorisce.

Dal greve tenebrore

che i profumi abbaglianti della vista

annebbia.

Dall’incerto ondeggiare

nei recessi nauseanti che il sentire

confonde

L’essenza è l’approdo.

Mariateresa Bari

MERITIAMO

Meritiamo l’inverno perenne talvolta,
la lentezza di un sonno pesante e continuo,
la mancanza di sogni e il guardarci dormire.
Certe volte non fanno rumore i disturbi
delle macchine in strada, ma i viaggi di un cuore.
Ogni lettera scritta di fretta sul foglio che aspetta
è soltanto un privato discorso sul nulla,
una frase abbozzata ammalata di folla.
Meritiamo di certo il silenzio talvolta,
come quando parliamo e scordiamo chi ascolta…

Andrea Casoli

Foto di Marco Digireale Costanzo
Foto di Digireale

E poi fate l’amore

E poi fate l’amore.
Niente sesso, solo amore.
E con questo intendo
i baci lenti sulla bocca,
sul collo,
sulla pancia,
sulla schiena,
i morsi sulle labbra,
le mani intrecciate,
e occhi dentro occhi.
Intendo abbracci talmente stretti
da diventare una cosa sola,
corpi incastrati e anime in collisione,
carezze sui graffi,
vestiti tolti insieme alle paure,
baci sulle debolezze,
sui segni di una vita
che fino a quel momento
era stata un po’ sbiadita.
Intendo dita sui corpi,
creare costellazioni,
inalare profumi,
cuori che battono insieme,
respiri che viaggiano
allo stesso ritmo.
E poi sorrisi,
sinceri dopo un po’
che non lo erano più.
Ecco,
fate l’amore e non vergognatevi,
perché l’amore è arte,
e voi i capolavori.

Alda Merini

Arte contemporanea – scultura di Angelo Accardi

Spiritualità

Pian piano ti lascerò
entrare nella mia anima,
ti renderò partecipe
dei suoi più reconditi
segreti, capirai il perché
di una mia lacrima,
di un mio sorriso.
Ti si spalancherà
la porta della mia malinconia,
vivrai con me la bellezza
di un tramonto e di una notte
stellata e non sarà necessario
aspettare una stella cadente
per esaudire il mio desiderio
perché sarai già dentro di me,
parte di me.
Per sempre.

Sandra Greggio

Artista Angelo Accardi – ciclo Blend

La piantina

La piantina

L’infinito mi hai fatto toccare
diventando nuvola e sole
e cielo e cascata d’acqua limpida.
La giornata affrontavo sorridendo
e dai miei occhi mai scendeva
una lacrima.
Ora… sono quella piantina
che con la forza della vita
cresce vittoriosa
in mezzo al cemento,
mostrando a tutti la sua tenacia

Sandra Greggio

Gratitudine

Perché mi devo alzare anche oggi?
Per vivere una vita-non vita?
Per rivedere i muri di casa,
il solito ambiente da pulire,
per poi sporcarlo e ripulire?
Leggere per un po’ sul divano
ma con la mente che tende
ad andarsene via pensando
al consueto bollettino di guerra.
E poi al pomeriggio uscire
per una boccata d’aria,
un quarto d’ora solo prima
di ritornare alle mura domestiche.
Eppure in tutto questo c’è
l’affetto dei tuoi cari e l’obbligo
di ricambiarlo perché altrimenti
ti sentiresti un’ingrata.
C’è il dovere di vivere mentre
tanti troppi sono morti anche per te
mentre tu sei viva.
Siamo tutti nella stessa barca
ed il giorno finirà come è
cominciato ossia con la convinzione
che non dobbiamo affondare
ma seguire la rotta, anche se
con un enorme sforzo.
Ma lassù c’è chi ci aiuta
e non affonderemo.
Ne usciremo più buoni
e rinnovati dentro di noi,
con un cuore ,
amando le cose semplici
senza volere la luna.

Sandra Greggio

Umanità

L’ho toccata con mano l’umanità,
chiacchierando con le persone
che come me facevano la fila
davanti alla gastronomia.
Persone mai viste ma legate
dalla stessa situazione.
E lasciavo che il vento
mi spettinasse, lo stesso vento
al quale prima con i capelli ingessati
non era permesso nemmeno soffiare.
E mentre il sole mi baciava
la mascherina, ho ringraziato
dentro di me il Signore
per il dono della VITA che tanti, troppi
non avevano più.

Sandra Greggio

L’arcolaio

E poi… Ci sono quelle sere
che vai a letto ma Morfeo
non vuole venire.
E stai con gli occhi aperti
a guardare il soffitto.
E gira gira il pensiero fisso
come un arcolaio che gira e gira
gira il pensiero e gira l’arcolaio.
La matassa si assottiglia
il gomitolo via via si ingrossa.
Il pensiero…la matassa…il gomitolo.
Ad un certo punto… ecco
si fermano tutti…la matassa
è finita tutta avvolta nel gomitolone.
È arrivato Morfeo.
Si abbassano le palpebre.
Inizia il sonno.

Sandra Greggio

Coronavirus

Ti ricorderò per il tuo nome
un po’ strano: coronavirus,
un virus addirittura regale.
Ricorderò strade deserte
ed un silenzio di morte e malattia.
Immagini terribili e telegiornali
in edizione straordinaria.
Ricorderò passeggiate brevi
e solitarie ma ricche di un silenzio
tutto mio, introspettivo, che sapeva
di un bilancio della mia vita,
di un forte attaccamento
ai miei cari che temevo di perdere.
Ricorderò i momenti di clausura
in cui mi piaceva pensare e meditare
scoprendo aspetti insoliti di me,
uscendone arricchita interiormente,
pronta, una volta finito tutto,
a ricominciare, amareggiata
ma anche più consapevole
del valore della vita che temevo
di perdere per sempre.

Sandra Greggio

Poesia per la primavera

Pulizie di primavera

Lasciatemi riflettere, meditare
su questo mondo malato
su questo mondo scoppiato
perché così non si poteva continuare.
E mi sento dire: approfittane, fai
le pulizie di primavera no?
Ne ha bisogno la casa.
Ma io le pulizie le sto facendo
In poesia, certo.
Spazzo via la mancanza di dialogo,
di rapporti umani, di cattiveria
e sete di potere del mondo,
dove il motto era avere e non essere
egoismo e non altruismo,
presunzione e orgoglio.
Ecco le mie pulizie di primavera.
Una volta terminate avrò una casa
del tutto nuova, a misura d’uomo.
Sono rimaste delle ragnatele?
Che importa! Le userò come filo
per ricamare altre poesie.
Di tempo ne ho.

Sandra Greggio