Mamma bambina

Ti vedo scrivere come una bambina
incerta muoverti tra le righe della carta
e ti sembra tutto nuovo e importante:
cogliere l’istante sai non essere arte di tutti!
Ti vedo scrivere, mamma,
come una piccina in cerca di aiuto
e si schiude il pensiero alla creatura in sussulto
in attesa di sapere
se il compito era stato fatto bene o male;
a camminare incerta sui suoi sogni
senza pensare al futuro,
al dubbio e al triste di un passato da cambiare.
Allora mi prendevi per mano
e mano per mano è il fluire del tempo
a regalare mete sempre più nebbiose
e tu a vedermi sempre più lontano,
sempre più distante da te.
Ora che ti vedo iniziare a camminare,
su questo sentiero fatto di rovi e di perle,
ti sento rimpiangere:
cose che non hai mai avuto,
cose che mancano,
cose che forse non ci saranno mai.
Ti sento gridare e non riesco a fare nulla
proprio come te, allora, che colmavi la mia tristezza.
E anche se non riesco a dare senso al tuo vuoto
e ai macigni che senti così forti,
so che in te c’è la luce,
c’è sempre tempo per essere ciò che sei e vuoi essere:
devi solo ritrovare quel barlume dentro di te
per prendere in giro il gioco del tempo.
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caligine annarita faggioni

Caligine

Stoica caligine del mattino,
stridi come uno screzio all’innocente impeto d’imperatore:
smorzi gli sforzi di una notte di battaglia,
avvisaglia sei di schioppi e colpi a rapida distanza.
Sgrida la mattanza della guerra,
riscatta allo schiamazzo del cannone:
parla di onore, di patria e di ingegno,
razzia bellezza, gioventù e vigore.
Si contagia il diluvio con il sangue,
la rivolta intrinseca si raggela
nella persecuzione corrotta
da trame di interessi recisi.
L’onore è in quella divisa senza nome,
dove si infranse un’illusione,
ma si mostrò l’ardore
di una madrepatria di un solo colore,
con l’inconfessabile memoria
di voler ritornare al tuo amore.

poesia

Dedalo in Prima Luce

Dedalo in prima luce
risplende d’albore il ricordo
del delitto e dello sfregio scarlatto.
Al tuo ritmo rinnova la vita:
l’essenza di quella ultima lacrima,
ora è mare, nave e avventura.
La memoria attanagliava il pensiero,
distruggeva l’angoscia…
Ora è sereno il sentire,
dolce la tua voce risuonare
e avvertire da te la sua anima cantare.

Annarita Faggioni