Degni d’amore

Questo brano é dedicato ad Angelica T. e a tutte le donne che amano molto, a volte troppo.

Sentirsi degni d’amore semplicemente per quello che siamo
di John Welwood
(psicoterapeuta statunitense)
~ prima parte ~

Il non sentirsi accettati per quello che siamo è la ferita principale che genera conflitti interpersonali e una quantità di guai nelle relazioni famigliari.
“Quando le persone non si sentono amate, cercano qualcuno a cui dare la colpa, qualcuno su cui riversare i loro cattivi sentimenti”.

I nostri matrimoni, le nostre famiglie, le scuole ed i posti di lavoro sono diventati campi di battaglia dove le persone spendono una gran quantità della loro preziosa energia vitale per combattersi a vicenda.
Anche se all’apparenza possediamo molto amore nella nostra vita, tuttavia se guardiamo bene in noi stessi è possibile individuare un angolo scuro e nascosto dove non ci fidiamo interamente dell’amore.
Ed è proprio lì che attecchisce il nostro risentimento; un posto in cui ci contrapponiamo ostilmente ad un mondo che non ci sembra amico.

Tutti abbiamo diritto all’amore perfetto.
Il problema è che lo cerchiamo nei posti sbagliati: fuori di noi, nelle nostre relazioni imperfette con persone imperfette, ferite come noi.
E’ inevitabile che ne usciamo frustrati e delusi.
A me è capitato e continua a capitare, a voi?

L’amore puro e assoluto non è qualcosa che possiamo inventare o fabbricare.
E’ ciò che ci attraversa naturalmente quando ci apriamo del tutto ad un’altra persona, a noi stessi, alla vita.
Ma l’amore non puo’ scorrere in noi liberamente se le nostre ferite rimangono nascoste; ecco perchè abbiamo a che fare con un’amore relativo.

Come un cielo parzialmente nuvoloso, l’amore relativo è incompleto, incostante e imperfetto.
Lo splendore pieno dell’amore assoluto vi puo’ solo trasparire in brevi e fugaci momenti.

Così anche le relazioni sono sempre instabili, trovano un terreno comune e poi se lo vedono scivolare sotto i piedi perchè le loro differenze le tirano in direzioni diverse.
Questo si rivela un problema solo quando ci aspettiamo che le cose vadano diversamente, quando immaginiamo che l’amore debba manifestarsi come una condizione fissa.
Così se si conta su una stabile sintonia con un’altra persona ci si predispone a frustrazione, delusione e dolore perchè è una condizione impossibile.
Non solo abbiamo bisogni e punti di vista differenti, spesso vogliamo anche essere amati in un modo particolare, che riesca a curare le nostre ferite emotive del passato.

Eppure è una richiesta assurda poichè parte dal presupposto che gli altri dovrebbero costantemente adattare il loro modo d’amare in maniera da farlo coincidere con il nostro.

Stiamo agendo anche noi con amore quando proviamo a fare sì che gli altri ci amino nel modo in cui secondo noi dovrebbero?
Non è forse questa una forma di controllo?
Le aspettative nei rapporti spesso possono rappresentare una richiesta agli altri di conformarsi al nostro volere.

(da: “Amore perfetto, relazioni imperfette”)

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