#ambiente La miopia degli esseri umani

Me lo ricordo il Professor Francesco Stoppa che diceva di comprare solo vestiti di fibre naturali ed ecco qui.

E’ un numero strabiliante: il 73 percento dei pesci in acque profonde ha mangiato microplastica. E’ un tasso elevatissimo, mai visto prima.

Alcuni ricercatori della National University of Ireland nella citta’ di Galway in Irlanda hanno analizzato gli intestini di 233 pesci raccolti in acque profonde dell’Atlantico, a circa 600 metri di profondita’ e hanno qui trovato che circa 170 di questi aveva plastica in corpo. Appunto il 73% del totale.

Lo studio e’ apparso sulla rivista chiamata Frontiers in Marine Science e il capo del gruppo di ricerca si chiama Thomas Doyle.

La microplastica giace in superficie, i pesci di acque profonde migrano verso l’alto per mangiare plankton, ed e’ probabile che e’ da qui che arriva la loro contaminazione. Cioe’ scambiano la plastica per plankton.

Un esempio e’ quello di un pesce con 13 pezzettini di plastica di cui il piu’ lungo di circa 5 centimetri.

Certo puo’ essere che i pesci provengano da una zona dell’Atlantico particolarmente inquinata, ma questi numeri sono veramente impressionanti. Un altra ricercatrice del gruppo,  Alina Wieczorek dice che presto cercheranno di analizzare altri campioni in altre parti del mare.

Ma che di plastica si tratta?

Non ci avrebbe mai pensato nessuno.

Per la maggior parte si trattava di microplastica e di microfibre, di colore nero e blu. Sono pezzi che arrivano da fibre sintetiche, polyestere, rayon and nylon.

Sono i nostri vestiti.

Una sorpresa, vero? Nessuno pensa che questo possa essere il fato dei nostri vestiti sintetici, e invece eccoci qui. Quando si lavano le fibre sintetiche anche in lavatrice queste possono lasciare tracce dietro di se, anche senza che le buttiamo via. Un giubbotto di materiale sintetico puo’ rilasciare la bellezza di 250,000 fibre nel corso della sua vita e dei suoi lavaggi. Un indumento di polyestere puo’ invece rilasciare circa 1,900 fibre in una sola lavata.

I filtri e i depuratori non riescono a trattenerli tutti, e la maggior parte finisce in oceano. Intanto, in mezzo a queste microplastiche o microfibre artificiali possono esserci anche degli additivi, come coloranti o anti-incendio, o altre sostanze tossiche. E quindi oltre a durare per sempre, una volta ingerite possono causare forti danni agli animali, come l’infiammazione degli intestini, nausea, e mancanza di nutrimento.

E cosi, arriva dalla California una nuova proposta: se i vestiti sono fatti piu’ del 50% di materiale sintetico questo deve essere aggiunto ad un “avviso” al consumatore: che potrebbero essere rilasciate microfibre di plastica, e quindi si raccomanda il lavaggio a mano.

Non ci credo neanche per niente che nessuno seguira’ questi consigli. E’ tutto troppo difficile per l’Americano medio.  Dal canto suo la California Fashion Association si oppone a questa legge perche’ gli portera’ via business.

E’ un problema grande, di cui la maggior parte delle persone non sa niente.

Come sempre, non sono solo i pesci.

Siamo noi, perche’ siamo noi che andiamo a mangiare quei pesci anche se vivono a 600 metri sotto il livello del mare.

Dalla plastica dei nostri vestiti, alle lavatrici, al mare, ai pesci, alla nostra acqua, al nostro corpo, al nostro futuro.
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