#società Femminicidi in assenza di Stato

Era un’oncologa, aiutava gli altri a guarire, a vivere. Aveva due figli di undici e sedici anni. E aveva denunciato, due volte. Ma nulla è stato fatto. E oggi, il suo stalker, l’ha sgozzata. Colpi alla gola e al petto e l’ennesimo femminicidio si è compiuto. Denunciate, dicono, denunciate. E a che pro? Di recente sono stati condannati i due magistrati che non presero in considerazione le dodici denunce di Marianna Manduca contro il marito, che poi la uccise. Esiste imperizia, esiste sottovalutazione del pericolo. Denunciate, dicono, denunciate. Ma se poi non si agisce subito con una condanna e la galera, se poi il persecutore non si ferma, se poi, quasi sempre, ti rimandano nella stessa casa a vivere con l’uomo che hai denunciato, a cosa serve?

Emanuela Pippi Ferraro

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