#abbracci 

Sonoo riuscito a far abbracciare una quarantina di ragazzi preadolescenti. Qualcuno spontaneamente, gli altri spronandoli ad abbracciare almeno l’amico, l’amica. Chissà se di tutte le parole condivise, almeno l’abbraccio rimarrà scritto sulla loro pelle. Perlomeno una cosa vorrei sognare: che quelle braccia spalancate di Gesù sulla croce siano lì solo per accogliere e offrire un abbraccio, sempre, a tutti.
Ho ricevuto questa chicca di Gitta Mallasz, un’ungherese riconosciuta ‘Giusta tra le Nazioni’ per aver salvato un centinaio di donne e bambini ebrei a Budapest nel 1944.
“Hai mai visto un uccellino che comincia a volare? Per prima cosa apre le ali. Tu dimentichi di farlo.
– Che cosa significa?
– L’ala è intermediaria fra materia e aria. Il tuo braccio è la tua ala. Impara ad abbracciare.
Poi potrai anche volare.
Possiate meravigliarvi ancora della potenza di un abbraccio.
Tutto ciò che è al posto giusto, è puro e a chi sa ancora meravigliarsi, si rivelano meraviglie. L’oscurità svanisce.”
Già, quando hai abbracciato una persona, quella non potrà più restarti indifferente, perché ti ha aiutato a soffiar via un po’ di buio e sulla pelle una briciola di meraviglia rimane, incisa.
Buoni abbracci, oggi!

Giorgio Bonati


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