La vita dignitosa insegna a vivere

Seguo Alessandro D’Avenia perchè, come me, è un profondo credente ed ha scelto di combattere la mafia nell’unico modo con cui si può sconfiggerla: con l’amore per la ricerca del vero senso della vita.

Ed anche io, come l’autore di questa lettera ospitata sul suo blog voglio spingere tutti i lettori di sensodellavita.com ad acquistare e regalare questo libro per cominciare quello che molti definisco il “santo viaggio”. Cosa c’è di maggiormente meraviglioso di decidere di non arrendersi alla mediocrità che ci circonda, di non dar fede ai politici prezzolati che comprano e vendono le masse come merci per il loro bieco egoismo e di cominciare a capire che solo la risposta di una vita dignitosa può insegnare agli altri qualcosa che ci permetterà di non essere solo criceti nella ruota della nostra esistenza terrena.

Un solo consiglio ad un grande scrittore ed esegeta dei classici come Alessandro: per le versioni elettroniche dei tuoi prossimi libri battiti affinchè abbiano un prezzo che abbatta davvero il costo della cultura. Si, i ragazzi spendono molto di più per una ricarica telefonica ma è il valore percepito che è molto diverso. Certi temi, certe opere d’arte, dovrebbero essere vissute in una dimensione che crei un limbo che per pochi attimi ci connetta con quell’infinito che tutti prima o poi incontreremo. Che non sia il prezzo la barriera d’ingresso ad un attivismo antimafia di origine spirituale.

Comunque grazie Alessandro per il tuo ricordo di 3P.

Il suo sorriso ora illumina molte menti e non solo quella del suo assassino.

L’ultimo libro che ha letto, prima che la malattia non le permettesse più di continuare a farlo, è proprio il suo: “Ciò che inferno non è”.

Qualche giorno prima di andarsene, ha consigliato a molte sue amiche la lettura di questo libro e soprattutto la parte delle “cinque cose che un uomo rimpiangerà quando sta per morire”. Si rispecchiava in tutte e cinque.

Mia madre amava vivere. Qualche giorno prima di andarsene mi ha detto “non mi lamento, ho avuto comunque una vita fantasticae ho fatto quasi tutto ciò che volevo”.

Se cinque sono le cose che un uomo rimpiangerà quando sta per morire, una sarà sicuramente quella che non rimpiangerà mai.Quella di esser vissuto. Di aver fatto parte di questo bel pianeta. Di aver amato e di esser stato amato profondamente. Se non da mille persone, da una sicuramente. Proprio come mia madre.

Tratto da http://www.profduepuntozero.it/2016/05/06/quando-lultimo-libro-letto-da-una-persona-che-muore-e-il-tuo/

 

 

padre-pino-puglisi

 

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