Ciò che non possiamo fare da soli – Rinaldo Di Prose

Sono un malato di SLA (diagnosi definitiva, gennaio 2012). Ormai scrivo per la maggior parte del tempo con il mouse, cliccando su una tastiera che appare sullo schermo del computer. Se non fosse per quest’aiuto fornito da Windows, non potrei più scrivere se non poche righe alla volta. Quando ero giovane mia madre insistette che memorizzassi la tastiera per poter battere a macchina senza guardare. Ciò mi ha permesso di scrivere migliaia e migliaia di pagine, senza problemi, durante la mia vita. Ora è diverso, il che mi rende riconoscente a Dio per ciò che ho potuto fare nel passato ma anche per l’inventore della tastiera virtuale, anche se non posso più scrivere centinaia di pagine! L’altra notte ho sperimentato una crisi. Mi sono svegliato consapevole di dover fare la pipì. Durante la notte ho Marco che mi aiuta. Quindi con la mano destra ho cercato il piccolo campanello sotto il cuscino. L’ho trovato e l’ho suonato ma niente, il ricevitore vicino a Marco non emise rumore! Ho riprovato più volte ma, niente da fare. Intanto il battito del mio cuore si era molto accelerato. A questo punto ho cercato i miei occhiali, per poter telefonare Marco. Erano un po’ scivolati e quindi era difficile per me acchiapparli. Finalmente li ho presi e sono riuscito a metterli (non facile quando si sta sdraiato su un lato). Poi bisognava prendere il telefonino e impiegare le mie dita pigre per pigiare i piccoli tasti con precisione, per arrivare al numero registrato di Marco. Dopo diversi tentativi sono riuscito a fare clic sul suo nome, per poi vedere uscire il seguente scritto sul piccolo schermo: “numero non utilizzabile”. Ho sentito svanire il residuo delle mie forze. Ero nel panico perché lo stimolo urgente era sempre lì ma dovevo aspettare che tornasse un po’ di forza nelle mani e che il battito del cuore diminuisse un po’. A questo punto ho pregato chi promette di venire in soccorso nel momento di bisogno, cioè Gesù, il nostro sommo sacerdote, e ho cercato di rimanere sufficientemente calmo mentre tentavo di usare le dita con efficacia. Questa volta, dopo aver cliccato sul numero di Marco, ho sentito il suono forte del suo cellulare. Che sollievo! Ma per riprendere il sonno ci voleva! La notte successiva ho dovuto chiamare Marco per un altro problema. Avevo cominciato a tossire. Il respiro debole non mi permette di espellere tutto il liquido dai polmoni quindi ogni tanto ho bisogno che qualcuno metta pressione sul mio petto in modo ritmico per poter liberare il cumulo di muco bianco tossendo. In genere ci vuole più di un’ora per essere completamente libero per poi tornare a dormire. Ed è stato così. Combatto continuamente con la mia impotenza e mancanza di autonomia. Fra gli abili, invece, si dice che c’è rimedio a tutto tranne che alla morte! Ma è proprio la morte quella che capita a tutti. Quest’evento accomuna insieme tutti gli altri esseri umani, abili e disabili. E se ci fosse rimedio? In realtà c’è, perché Gesù risuscitò dalla morte. Senza questo evento storico tutti, di fronte alla morte, ci sentiremmo come io mi sono sentito quando ho visto lo scritto “numero non utilizzabile” sul mio cellulare. Ma, grazie a Dio, Gesù ha vinto la morte come aveva predetto. Le molte testimonianze e ciò che scaturì da quest’evento non lasciano dubbi. Gesù era morto volontariamente come Buon Pastore per vincere la morte e per darci la possibilità di ricevere il perdono eterno. Noi, abili e disabili, possiamo vincere la morte fisica ed essere pronti per ciò che succede dopo, affidandoci per fede al Signore Gesù. C’è un canto che, con riferimento a Gesù, recita: “Poiché Egli vive posso affrontare domani, Poiché Egli vive paura non ho”. Posso testimoniare personalmente che la mia fede in Gesù Cristo risorto mi dà una pace nella mia anima che nient’altro può dare perché mi assicura il perdono dei peccati.

Rinaldo Diprose (rediprose@gmail.com )tramonto marco costanzo

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