“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale” – Montale

“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono

le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio

non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.

Con te le ho scese perché sapevo che di noi due

le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,

erano le tue. ”     (Eugenio Montale)

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41 Comments

  1. è la massima espressione di ciò che prova chi ha perso la cosa più importante della propria vita, cioè l’amore, o perché non è più o perché è andata via portandosi dietro il suo cuore in qualche angolo del mondo e lo lascia lì a guardare il cielo che rimane l’unico très d’union tra le due anime e si ritrova a chiedersi se anche lei, in quel preciso istante, sta guardando lo stesso punto lontano, là, nell’infinito…

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  2. adoro questa poesia; ogni volta che la leggo è come una carezza per me che da i miei occhi ho avuto tanti problemi.

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  3. Montale
    (1896-1981) dedica questo epigramma a Drusilla Tanzi, sua moglie, scomparsa nel 1963.

    Nel 1975 gli venne conferito il premio Nobel.
    ( in questo video, la massima espressione dell’Amore, nonostante la cecità di lei.)

    Gina.

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  4. Senza parole davanti alla perfezione del Montale in quest’opera! L’amore al massimo grado! Stupenda!

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  5. Io invece la dedico alla mia mamma, che non vede più nè con gli occhi, nè con la mente.
    Gli ultimi versi sono esattamente quello che io sento: per una vita ho creduto di essere io ad aiutare lei, ed ora, scopro con tristezza che era LEI a darmi sostegno e linfa vitale.

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  6. Questa poesia riesce a esprimere al meglio l’ amore vero, e anche le sofferenze le sofferenze che la vita ci mette davanti.
    E in assuluto la poesia che mi ha lasciato di piu.

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  7. Ho 56 anni e nel leggerla mi sono commosso come non accadeva da tempo,mi piace pensare che si riesca ancora a donare Amore.

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  8. cosa aggiungere? In poche frasi Montale ha descritto una vita. Un amore. Un dolore. Tutta un’esistenza. Non si può dire nulla di più.

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  9. é vero anch’ io credevo di dare sostegno ai miei invece erano loro a darmelo. volevo dare questa poesia a mia suocera il cui marito era ipovedente. scendevano le scale insieme ma lui ci vedeva meglio perché riusciva a comprendere i nostri problemi senza vedere i nostri visi. saggio ricco di esperienza e di umanità, malato grave ma non si lamentava.Per i nostri figlio era il vero nonno. non ho dato la poesia per non far piangere mia suocera già provata.

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  10. non conoscevo questa poesia di montale.L’ha recitata mia nipote sull’altare per la morte della madre(mia sorella).E’ di una bellezza indescrivibile.Sto approfondendo il significato

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  11. Questa poesia l’ho sentita elogiare più di una volta, ma non mi ha mai detto niente. Non so bene come esprimere ciò che sento, e dovrei cercare una metafora… forse mi dà l’idea di esser troppo prosaica, troppo sobria, troppo poco poetica; non è il contenuto, ma la forma che mi lascia perplesso. A tratti mi pare di leggere la lista della spesa. Conosco poco montale, ma mi pare sia l’unica sua poesia che mi fa quest’effetto. Quella famosa coi “cocci di bottiglia” è tutt’altra cosa, per esempio. Mah…

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  12. ringrazio mia sorella per avermi fatto conoscere questa splendida “visione di vita”. mi fa ripensare alla mia nonna, a quanto io cercassi quasi inconsciamente di tenerla attiva e viva. solo ora ho capito che quello che aveva bisogno dell’altro ero io.

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  13. Mi sono innamorata di questa poesia.
    La prima volta che l’ho letta ero in prima superiore, erano passati pochi mesi dal mio arrivo in Italia, sapevo poco o niente la lingua, ma impressionata, infatti ogni volta che leggo mi emoziono, penso più che altro all’amore quello di una volta, che consisteva nell’essere l’uno per l’altra fino alla propria fine, cosa che purtroppo oggi è rarità ..

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  14. Mentre la leggo,una lacrima mi esce dal cuore,pensando alla mia mamma che ora non c’è più…Meravigliosa!

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