La piena di dodici – Gaetano Turco

Limpidi cieli,

specchi di mare.

Dunate distese…

profili di mille

orizzonti:

sogni agognati!

Ai “bip” della sveglia

pugnace

fa eco quell’altra

col “drin”.

Nel buio

la fretta m’avvolge.

Accesa la luce,

mi fingo ch’è giorno…

precedo

il mondo che dorme!

Solitario,

nella morta stazione,

penitente

al treno della vita,

accumulo ritardi

sui treni dello “stato”.

Il tempo passa…

Nulla cambia!

Abbonamenti vari: assottiglia

il pensiero sottili stipendi!

Migra il portafolgi…

Migrano i sogni…

Migra ancora

il cuor di pendolare,

solo pro-forma

uccello migratore,

non trova pace

per “dovere” andare.

Snoda l’arco del giorno

il segmento assegnato:

la piena di dodici ore

si chiude soltanto di sera!

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