Se saprai starmi vicino… Poesia di Pablo Neruda

Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l’un l’altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perchè insieme è gioia…

Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

Pablo Neruda

 

 

 

 

 

Hotel in Sila

9 pensieri su “Se saprai starmi vicino… Poesia di Pablo Neruda

  1. Ciao a tutti, penso vi possa far piacere sapere che questa bella poesia spesso attribuita a Neruda è in realtà opera di Rosita Vicari che la pubblicò anni fa’ in un libretto intitolato “Incontri e frammenti d’amore per perdersi e ritrovarsi” insieme ad altri bellissimi pensieri. Buona lettura!

  2. Dovrebbero essere richiamate più frequentemente le opere di veri Poeti e più spesso presentate e, forse, anche commentate da esperti. Sarebbe la maniera più pratica e logica per far sentire cretini i cretini, che s’alzano ogni mattino col pallino drogato della necessità di scrivere i fatti loro e le loro sensazioni sottoforma di composizione poetica. E tutti, quindi, a giocare a fare i Poeti! Forse bisognerebbe far notare loro le debite differenze o forse bisognerebbe che qualcuno si prendesse la responsabilità, a difesa della Poesia, di insegnarla a scrivere la vera Poesia, spiegandone ogni dettaglio, ogni tratto, ogni percorso per arrivare a dire cose vere per tutti, sempre, o per arrivare semplicemente a far riflettere, in qualsiasi tempo.
    Conosco qualcuno che si alza e stando sul cesso scrive una poesia. Esce di casa e al bar dove fa colazione e scrive una poesia. Mentre lavora scrive due o tre poesie. Torna a casa e in macchina scrive una poesia. Torna a casa e va in cucina a scrivere una poesia. Torna in bagno e riscrive un’altra poesia. Si risveglia dal riposino pomeridiano e scrive subito una poesia. Prepara la cena e scrive un’altra poesia. Va a dormire e prima di chiudere gli occhi trova modo e tempo per scrivere ancora un’ultima poesia. E poi rompe l’anima a tutti portandole tutte quante su Fb, perchè l’amica o l’amico o gli amici dicano in un coro pietoso : <>. Poi trovano me, arterosclerotico, che mi lancio come un pazzo, lancia in resta, a difesa della POESIA, e che dice pane al pane e vino al vino, stando fuori dal coro. E ridimensiono i poeti facendoli sentire un pò meno poeti e le loro composizioni presentandone i milioni di difetti e di incompletezze e, quasi sempre, l’incapacità a comunicare qualcosa per davvero, a parte la voglia di raccontare in maniera sghemba una propria emozione. Ecco come ho fatto a crearmi oltre 2000 nemici. Semplice, no? EVVIVA NERUDA E LA VERA POESIA.

    • Ciao Enzo, trovo il tuo intervento molto interessante. Mi chiamo Herbert e non me ne intendo un gran che di poesie. Anzi proprio poco…ma mi affascinano. Avresti qualche dritta da darmi su come interpretarne in significato, che ne so, siti internet piuttosto che libri o qualcosa di simile…grazie.

  3. Che fortuna trovare,ogni tanto,qualcuno che non offende la Poesia! Siccome tutti hanno diritto di scrivere i propri pensieri senza fare la figura dei megalomani che credono di meritare un Nobel, da anni cerco di aprire un nuovo ramo nella letteratura, quello della NONPOESIA, ma non ci riesco perché miliardi di ingenui,un po’ depressi e un po’ esaltati, si ostinano a definirsi poeti.

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