Ho sognato che lei…” poesia di Tagore

Ho sognato che lei…

seduta vicino al mio letto,
mi sollevava dolcemente con le mani i capelli,
facendomi sentire la gentilezza delle sue dita.
Guardavo il suo viso, lottando con le lacrime
che mi offuscavano lo sguardo,
finche’ il languore delle sue dolci parole
mi fermo’ il sogno, come una luce iridescente.

About these ads

La magia del tuo fuoco di Rabindranath Tagore

Tocca la mia vita con la magia

del tuo fuoco

rendila preziosa
col suo cocente dono di dolore.

Adopera

questo mio corpo come lampada
da innalzare
nel tuo tempio,
e lascia
che la sua fiamma bruci in canti
durante la notte e durante il giorno.
Lascia
che le stelle vibrino nella mia oscurità,
lungo il corso del tuo tocco,
durante le ore di veglia nella notte.
La nera caligine svanirà
dai miei occhi,
ovunque si volgano vedranno tutto
nella tua luce,
il mio dolore
salirà in alto,
fino al tuo altare,
in una fiammante esplosione.

Chi è un uomo di Lamberto Pignotti

Fai essere vero ciò che sarebbe vero

se qualcosa o qualcuno non glielo impedisse:

aggiorna il mondo.

Non importa che tu funzioni perfettamente;

anche se il cuore ti batte

sei soltanto decorativo

se stai al riparo,

se hai per straniero il prossimo.

Chi è un uomo vive allo scoperto,

ha sogni visibili a tutti,

fa entrare tutti.

E anche nel dolore è in festa.

Non essere mai fuori luogo,

rischia di più,

pensa a quanto non farai.

Se tutti fossero uguali a te di Vincius de Moraes

Va la tua vita

come un canto d’amore va

va la tua vita

come un canto di pace va

apri le braccia a cantare

quest’ultima speranza

la speranza di amare

come tu vorrai

se tutti fossero come sei tu

che meraviglia la vita

una canzone nell’aria

per una donna che canta

la città intera che canta

la città che sorride

e ritrova la gioia di amare

questo cielo questo sole

questo mare

amare la vita com’è

esisterebbe per tutti

la verità che non c’è

se al mondo fossero tutti

uguali a te.

 

Non me lo so spiegare – Tiziano Ferro

Un po’ mi manca l’aria che tirava
O semplicemente la tua bianca schiena..nananana
E quell’orologio non girava
Stava fermo sempre da mattina a sera.
come me lui ti fissava
Io non piango mai per te
Non farò niente di simile…no mai nononono
Si, lo ammetto, un po’ ti penso
Ma mi scanso
Non mi tocchi più

Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare
E credere di stare bene quando è inverno e te
Togli le tue mani calde
Non mi abbracci e mi ripeti che son grande,
mi ricordi che rivivo in tante cose…nananana
Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale
Che anche se non valgo niente perlomeno a te
Ti permetto di sognare
E se hai voglia, di lasciarti camminare
Scusa, sai, non ti vorrei mai disturbare
Ma vuoi dirmi come questo può finire?
Non me lo so spiegare
Io no me lo so spiegare

La notte fonda e la luna piena
Ci offrivano da dono solo l’atmosfera
Ma l’amavo e l’amo ancora
Ogni dettaglio è aria che mi manca
E se sto così..sarà la primavera..
Ma non regge più la scusa…

Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare
E credere di stare bene quando è inverno e te
Togli le tue mani calde
Non mi abbracci e mi ripeti che son grande,
mi ricordi che rivivo in tante cose…nananana
Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale
Che anche se non valgo niente perlomeno a te
Ti permetto di sognare..
Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare
E credere di stare bene quando è inverno e te
Togli le tue mani calde
Non mi abbracci e mi ripeti che son grande,
mi ricordi che rivivo in tante cose…nananana
Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale
Che anche se non valgo niente perlomeno a te
Ti permetto di sognare
E se hai voglia, di lasciarti camminare
Scusa, sai, non ti vorrei mai disturbare
Ma vuoi dirmi come questo può finire?

La terra di Andrej Voznesenskij

Ci piace camminare

a piedi nudi per la terra,

per la molle, fumante, cara terra.

E dove? In Abissinia?

O piuttosto in Sicilia?

A Cuba o nel deserto?

Nei pressi di Rjazan?

Siamo uomini:

ci piace camminare per la terra.

 

In noi le sue correnti scorrono come brividi.

Ma,come isolatori,da essa ci dividono

gli asfalti ed i selciati e le automobili…

In città si dimentica l’odore della terra.

E a un tratto sorridiamo: fra blocchi di cemento

un alberello verde 

zampilla 

come un geyser!…

 

Io sogno la terra senza trincee nè catene,

senza fumo di scoppi,

ricca di telescopi,

di tigli, di eucalipti, di iridi pavoni,

di ascensori pazzi,

di scrosci di alluminio!

 

Mondo di mari e donne, di treni incontro a noi,

florido, 

sbuffante,

mirabilmente umano!

 

L’ospite terrestre che sbarcherà su Marte

trarrà con un sospiro un pugnetto di terra

un pugno dell’ardente,

dolcissima, amarognola

madre terra

che rotola lontano!

Poesie per la mamma: poesia popolare giapponese

Gli occhi della mamma
Se mi soffermo a guardare
negli occhi la mia mamma
vi scorgo uno stagno incantato.
Attorno s’innalzano gli alberi
e un’isola un poco confusa
circondan le limpide acque.
Potessi io volger la prua
della mia povera barca
verso quelle acque silenti!
I pesci più rari vi nuotano
e uccelli preziosi sugli alberi
dell’isola a me tanto cara
innalzano canti di giubilo.
Se mi soffermo a guardare
negli occhi della mia mamma
vi scorgo uno stagno incantato.

fonte: http://www.lapappadolce.net/poesie-e-filastrocche-festa-della-mamma/

Poesie per la mamma: La Madre – Ungaretti

La Madre

E il cuore quando d’un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d’ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all’eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m’avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d’avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.

Tu sei per la mia mente – poesia di Shakespeare

Tu sei per la mia mente, come cibo per la vita.
Come le piogge di primavera, sono per la terra.
E per goderti in pace, combatto la stessa guerra
che conduce un avaro, per accumular ricchezza.
Prima, orgoglioso di possedere e, subito dopo,
roso dal dubbio, che il tempo gli scippi il tesoro.
Prima, voglioso di restare solo con te,
poi, orgoglioso che il mondo veda il mio piacere.
Talvolta, sazio di banchettare del tuo sguardo,
subito dopo, affamato di una tua occhiata.
Non possiedo, né perseguo alcun piacere,
se non ciò che ho da te, o da te io posso avere.
Così ogni giorno, soffro di fame e sazietà,
di tutto ghiotto, e d’ogni cosa privo.

Corinto – Lorenzo De Medici

La luna in mezzo alle minori stelle
chiara fulgea nel ciel queto e sereno,
quasi abscondendo lo splendor di quelle,
e ‘l sonno aveva ogni animal terreno
dalle fatiche lor dïurne sciolti:
e ‘l mondo è d’ombre e di silenzio pieno.
Sol, Corinto pastor ne’ boschi folti
cantava per amor di Galatea,
tra’ faggi, e non vi é altri che lo ascolti:
né alle luci lacrimose avea
data quïete alcuna, anzi soletto
con questi versi il suo amor piangea: